trump clinton

FIATO ALLE TRUMP! LA VERA CAMPAGNA DI DONALD È APPENA PARTITA, CON IL PRIMO SPOT ELETTORALE, ANTI-MUSULMANI, ANTI-MESSICANI - E HILLARY, CHE HA LA STRADA SPIANATA PER LA NOMINATION, INCIAMPA ANCORA SUL PISELLO DI BILL. TRUMP: ''È UN DEPRAVATO, E GIÀ NEL 2008 LA FECE PERDERE''

1.VIDEO - IL PRIMO SPOT ELETTORALE DI DONALD TRUMP

 

 

2.USA 2016: HILLARY SOTTO ATTACCO PER SCANDALI SESSUALI MARITO

 (ANSA) - I passati scandali sessuali del marito Bill continuano a tormentare Hillary Clinton. Soprattutto alla vigilia della discesa in campo dell'ex presidente nella sua campagna elettorale. Cosi' l'ex first lady nelle ultime ore e' stata oggetto di duri attacchi sia da parte di Donald Trump, che su Twitter ha definito Bill Clinton "un depravato", sia da parte di una parlamentare del New Hampshire, che l'ha interrotta piu' volte durante un suo intervento pubblico.

 

hillary clinton jimmy fallon donald trumphillary clinton jimmy fallon donald trump

"Qualcuno di voi ricorda quando Bill Clinton nel 2008 lavoro' a lungo e duramente per Hillary? Lei perse! Ora Bill e' tornato a fare la stessa cosa. Vedremo", afferma ironico il tycoon newyorchese, aggiungendo come "la peggiore cosa che Hillary potesse fare e' avere suo marito che fa campagna per lei". Intanto in New Hampshire la parlamentare repubblicana Katherine Prudhomme-O'Brien ha interrotto ripetutamente Hillary durante un intervento, ponendo domande sui comportamenti sessuali del marito Bill. Alla fine l'ex first lady e' sbottata: "Lei e' molto maleducata e non le rispondero' mai".

 

I TRUMP CON I CLINTONI TRUMP CON I CLINTON

3.TRUMP ACCUSA, HILLARY CLINTON HA CREATO L'ISIS CON OBAMA

 (ANSA) - "Hanno creato loro l'Isis. Hillary Clinton ha creato l'Isis con Obama": lo ha detto il candidato repubblicano Donald Trump nel corso di un comizio elettorale a Biloxi, in Mississippi, accusando l'amministrazione di aver fatto crescere lo Stato islamico non congelando gli asset legati al petrolio controllato dal gruppo.(ANSA).

 

 

4.UN MESE ALLE PRIMARIE PER CONQUISTARE GLI USA E TRA HILLARY E TRUMP PESERÀ IL “FATTORE BILL”

Vittorio Zucconi per “la Repubblica

 

donald trumpdonald trump

Richiamato dalla moglie sulla terra fredda della politica dal cielo dei grandi rimpianti e dei brutti ricordi dove volava da 15 anni, torna sul sentiero elettorale, circonfuso nell’aureola dei capelli candidi, Bill Clinton, “Bubba” come lo chiama la moglie che per andare alla Casa Bianca da presidente ha bisogno di lui. Tutti lo aspettavano e tutti ne hanno paura, Hillary inclusa, perché il “Fattore B” è il jolly che potrà sparigliare la partita, con il suo fascino ancora intatto a 68 anni, il suo bagaglio personale e politico, la sua capacità ineguagliata di seduttore di folle e di gaffeur.

Donald Trump e il tweet di Sawyer Burmeister contro Hillary ClintonDonald Trump e il tweet di Sawyer Burmeister contro Hillary Clinton

 

Oggi, nel sottozero tagliente del New Hampshire, dove il 9 febbraio — otto giorni dopo i “caucus”, i meeting di cittadini nello Iowa che apriranno la corsa delle primarie il primo febbraio per i democratici e i repubblicani — si terranno le prime vere elezioni fra candidati, “Bubba” terrà il suo comizio politico per sostenere la candidatura di Hillary, così formalizzando il ritorno sulla scena di quella coppia irresistibile che domina il Partito democratico dal 1992.

 

E lo farà proprio da quel gelido staterello dell’estremo Nord da un milione e mezzo di abitanti dove, in un altro febbraio elettorale, William Jefferson Clinton riuscì ad arrivare secondo dopo essere stato umiliato in Iowa e proclamò se stesso “The Comeback Kid”, il ragazzo della resurrezione.

trump su hillary disgustatotrump su hillary disgustato

 

Erano molto giovani, allora, lui e la moglie che lo seguiva fedele, capace di una lealtà che più tardi sarebbe apparsa a molte donne eroica e ai cinici interessata, ma anche di scandalizzare l’America tradizionalista quando disse che non sarebbe mai stata una First Lady «da tè delle signore coi pasticcini». Avevano poco più di quarant’anni, erano la nuova generazione dei nuovi democratici, sciolti dal culto dogmatico del rooseveltismo e dello statalismo, adorati tanto dalla Hollywood progressista come dalla Wall Street affarista.

 

Due intellettuali, avvocati cresciuti nei giardini delle grandi università americane e delle ragazze per bene, Georgetown, Wellesley College, Yale, dove si conobbero. Ma anche capaci di condurre una campagna al suono ossessivo del pop Anni ‘70 dei Fleetwood Mac che invitavano a “don’t stop thinking about tomorrow”, non smettere di pensare al domani.

trump ride perche hillary e andata in bagno durante il dibattitotrump ride perche hillary e andata in bagno durante il dibattito

 

Fu allora che un’America che non lo conosceva scoprì il fascino del bel ragazzo del Sud più profondo, figlio ufficialmente di un commesso viaggiatore alcolista finito in auto contro un palo della luce e di un’infermiera molto chiacchierata, che lo allevò in una misera casetta dell’Arkansas, Stato celebre soprattutto per gli allevamenti industriali di polli, in un paesetto chiamato Hope, Speranza, che sembrava inventato per dare a Bill uno slogan: ecco l’uomo venuto dalla speranza.

 

sondaggio reuters tra i repubblicani trump in testasondaggio reuters tra i repubblicani trump in testa

Ma se il viaggio dei due, divenuti una inarrestabile ditta politica, la “Billary & Co”, fu sorprendente, ancora più lo è la beatificazione di lui dopo l’umiliazione pubblica e — passato indenne attraverso scandali veri e immaginari, la ricerca minuziosa in ogni suo cedimento alla Monica birichina col baschetto e la bocca di rosa — un processo di impeachment finito per una striminzita assoluzione in Senato.

 

Che cosa resti di quell’immenso capitale di popolarità divenuta venerazione dentro il Partito democratico è la scommessa che oggi Hillary fa, puntando su un marito tanto popolare quanto ingombrante. Bill genera finanziamenti, vere esondazioni di offerte, che hanno raggiunto i 112 milioni di dollari nel 2015, e 37 soltanto da settembre a oggi.

hillary clinton rientra in ritardo durante il dibattito tra democraticihillary clinton rientra in ritardo durante il dibattito tra democratici

 

Stringe in pugno tutte le leve del partito, a cominciare da Obama che non sarebbe diventato presidente senza di lui, come fu chiaro nel patto non tanto segreto del 2008, quando Bill promise di fare campagna per lui se si fosse impegnato per la moglie Hillary a fine mandato. E scalda i cuori degli elettori, ancor più delle elettrici, sulle quali la sua ben documentata fama di “Lady killer” produce brividi surrogati.

 

hillary clinton  bernie sandershillary clinton bernie sanders

Bill sta a Hillary come Ginger Rogers stava a Fred Astaire, come il partner che sul palcoscenico e negli studios porta quell’umanità, quell’implicita sessualità che la freddezza algida e meccanica dell’altro non possiede. Ma esige un prezzo. Non soltanto Clinton, lui, si trascina il ricordo di uno scandalo che paralizzò l’America per un anno intero, il 1998, e che ora l’avversario sempre più evidente della moglie, Donald Trump, ha puntualmente risollevato accusando preventivamente di essere «uno che abusava delle ragazze», «un molestatore che sarebbe stato licenziato da un’azienda per come si comportava con le dipendenti».

 

hillary  clinton  dibattitohillary clinton dibattito

Più sottile, e più rischiosa per Hillary è la contraddizione fra la narrativa della donna che finalmente può arrivare alla presidenza dopo due secoli abbondanti di monopolio maschile e l’ingombro di quel marito sotto la cui tutela ora si rifugerà per sopravvivere alla maratona elettorale. Il “Fattore B” è dunque insieme un “asset”, un attivo per il capitale politico di lei, ma anche una “liability”, una passività, nel dubbio che la vittoria della signora possa rivelarsi la terza presidenza informale del signor Clinton.

 

In attesa di sapere che cosa potrà fare l’ingombrante “Nuvola Bianca” tornato in quella Casa che fu sua, da padrone, per otto anni, e come potrebbe collocarsi, in presenza della legge che vieta, a parenti e affini, ogni incarico governativo ufficiale. Dunque Hillary non può vincere senza di lui, ma potrebbe non vincere a causa di lui. Quanto tempo può mancare alla prima intervista a Monica Lewinsky?

hillary e bill clinton a 60 minutes nel 1992 a parlare di corna e amantihillary e bill clinton a 60 minutes nel 1992 a parlare di corna e amanti

 

 

hillary clinton joe bidenhillary clinton joe biden

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”