LE PARLAMENTARIE? UN SUCCESSONE! - I VIDEO DEGLI ASPIRANTI DEPUTATI DEL M5S SPOPOLANO SUL WEB: PER IL BLOGGER ZORO “SONO UNA DROGA” - E ARRIVANO I SILURI DEI SOLITI NOTI: L’ESPULSO TAVOLAZZI DENUNCIA L’ASSENZA DI “TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE” - PROTESTE A RAFFICA DI CANDIDATI ESCLUSI E SEGNALAZIONI DI INTOPPI NEL “CASALEGGIUM”, MA BEPPE GRILLO NON SI FERMA - FAVIA DENUNCIA IL GIORNALISTA DEL “FUORIONDA” MOSTRATO DA FORMIGLI…

1- GRILLO, RIVOLTA ONLINE CONTRO LE PRIMARIE...
Annalisa Cuzzocrea per "la Repubblica"

Le proteste per il voto on line che non funziona, le denunce degli esclusi, le prese in giro dei video degli aspiranti «cittadini» (si chiameranno così, non onorevoli, i parlamentari a 5 stelle). Non comincia bene, la "presa della Bastiglia" immaginata da Beppe Grillo con le sue non primarie.

Per capire come stanno andando, le consultazioni al computer cominciate lunedì e in corso fino a domani, ci si può giusto affidare al blog del comico. Lì si trovano proteste di questo tipo: «Qualcosa non funziona a livello tecnico. Ho votato tra i candidati della circoscrizione Lazio1, ma dopo aver espresso le 3 preferenze, la pagina mi diceva che mi restavano ancora 3 voti», lamenta Rossella, che ha chiuso, riaperto, e votato di nuovo: «Ma credo non sia un funzionamento corretto, vero?».

C'è Gianni Pasquini, che ha visto i video ed è un po' spaventato: «La maggior parte è fatta male e povera di contenuti, uno per tutti Gianna della Toscana. Mi sono venuti i brividi. Forse la selezione via Web non è la più sicura!». O ancora Luigi: «Mi sembra di avere capito che per votare devo ricevere una e mail, ma ciò non è accaduto. Mi sono registrato con le modalità richieste. Come devo fare a contattare il blog?». Non può farlo, Luigi.

Può giusto sfogarsi, come tutti gli iscritti al portale, che non hanno modo di instaurare un dialogo con chi manda indicazioni via mail, o form da riempire. Non hanno potuto chiedere
spiegazioni neanche gli aspiranti parlamentari che, nei giorni scorsi, hanno ricevuto una lettera in cui gli si imponeva di accettare che i fondi dei gruppi di Camera e Senato saranno destinati a "strutture di comunicazione" scelte da Grillo e Casaleggio. A quei soldi il MoVimento non rinuncerà - si è invece impegnato a restituire i rimborsi elettorali e parte degli stipendi degli eletti - ma non ci sarà alcuna democrazia nel decidere come usarli. Potranno farlo, come al solito, solo i due depositari del marchio.

Intanto, i video fatti in casa dei candidati impazzano su Youtube.
Il blogger Zoro avverte su Twitter: «Sono una droga». Altri ringraziano per le risate. Non sono invece affatto allegri gli attivisti che ci credono: a Bologna in tre avevano tutti i requisiti (essere stati candidati, non aver svolto più di un mandato, la fedina penale pulita), e nonostante questo non si sono ritrovati nelle liste. Il loro caso non è l'unico.

Tanto che perfino i consiglieri comunali genovesi del MoVimento denunciano: «Ci sarebbe piaciuto che non solo la rete, ma anche la nostra assemblea plenaria avesse potuto scegliere i portavoce in Parlamento». Alle sette di ieri sera Bartolomeo scriveva sul sito: «Come garantire che non vi siano brogli? Gli amministratori in teoria possono monitorare tutto, il voto non è segreto?». Domande che si rincorrono da giorni.

Insieme al quesito fondamentale: va bene i parlamentari, ma chi sarà il candidato
premier? «Alcuni dicono il più votato tra noi - rivela uno degli attivisti in corsa - ma niente è certo». Non bastasse questo, il sindaco 5 stelle di Parma, Federico Pizzarotti, è andato in tv disobbedendo al diktat del capo e ha manifestato la sua solidarietà a Federica Salsi: «Se Grillo avesse dato il suo sostegno sarebbe stato importante».

Sul caso delle minacce di morte alla consigliera, la procura di Bologna ha aperto un'inchiesta. Sempre ieri, il consigliere regionale ha denunciato il giornalista autore del fuorionda in cui parlava della scarsa democrazia nei 5 stelle, e il cronista freelance che definì il servizio concordato. Vuole dimostrare che non era una combine, ma sul web i più continuano ad attaccarlo: «Quelle cose le hai dette. Non cambia nulla». E gli insulti continuano.

2 - UN ATTIVISTA DI FERRARA: "DITEMI DOV'È IL SERVER E CHI CUSTODISCE I DATI" ASSEDIO IN 20 DOMANDE AL GURU E A CASALEGGIO...
Annalisa Cuzzocrea per "la Repubblica"


«Chi è o chi sono gli amministratori del portale? Dov'è fisicamente il server? Chi ha accesso alle informazioni sensibili? Come sono suddivisi per regione e provincia gli iscritti e gli attivi? Come si garantisce trasparenza nelle votazioni?». Sono alcune delle venti domande che rimbalzano da giorni su blog, siti e pagine Facebook dei militanti a 5 stelle. Le ha scritte Fulvio Biagini, di Ferrara, un simpatizzante del MoVimento, iscritto da troppo poco tempo per votare, ma amico di lunga data del dissidente storico Valentino Tavolazzi.

Le sue venti domande hanno avuto successo.
«Si sono sparse a macchia d'olio in giro per i blog. Il bello, è che sono certo che nessuno risponderà ».

Grillo e Casaleggio non daranno spiegazioni, neanche a tutti gli attivisti che le rigirano?
«Non credo proprio. Sa, io sono un informatico, e quelle domande mi sono venute di getto, perché c'è qualcosa che non torna. C'erano molti modi per rendere questo voto trasparente. Così non è stato».

Si poteva mettere un contatore automatico per i voti nella pagina dei candidati?
«Il mio vecchio professore di informatica diceva che in questa materia non c'è niente di impossibile. Negli Stati Uniti anche le votazioni tradizionali avvengono attraverso sistemi elettronici, molto più limpidi di questo».

Che reazioni le sono arrivate?
«Alcuni miei amici mi dicono bravo, hai ragione. Molti del MoVimento però mi ricoprono di parolacce. Non sa quello che mi hanno scritto, ma è normale. In rete succede».

Non è proprio normale, essere insultato per delle domande.
«Ma sì. Poi sanno che sono amico di Valentino, magari vogliono sottolineare la distanza».

Nonostante questo, lei vota il MoVimento 5 stelle?
«Ci ho creduto molto, ma sono molto spaventato e preoccupato da quello che sta diventando. Il mio è stato un piccolo sfogo personale di chi non ha capito qualcosa, e ancora fa fatica a capire».

3 - SINO ALLA FINE DELLE CONSULTAZIONI NESSUNO DEI 1400 CANDIDATI SA QUANTI VOTI HA PRESO
Emiliano Liuzzi per il "Fatto quotidiano"

Tante candidature e una sola certezza: il casaleggium, il sistema elettorale on line pianificato negli uffici della Casaleggio associati per decidere chi si candiderà al Parlamento sotto il simbolo del Movimento 5 stelle, era e resta un grande mistero. Non ci sono proiezioni, i candidati stessi non sanno, tantomeno possono sapere, il numero degli iscritti.

Nodi che probabilmente verranno sciolti nei prossimi giorni, anche se per ora né Grillo né Casaleggio si sono esposti. Ci sono regole che devono essere rispettate, c'è un numero di candidati (1400) e le indicazioni su come e quando votare. Niente altro. Fino a oggi la questione si è risolta all'interno di quel contenitore che va sotto il nome dibeppegrillo.it  . E nel gruppo c'è chi è pronto a impugnare eventuali errori tecnici, proprio perché convinto di potersi candidare, ma che si è trovato nella lista degli esclusi. Senza trovare motivo.

Come Alessandro Cuppone, candidato sulla carta che non ha invece trovato posto in lista. Ha scoperto di essere fuori solo qualche giorno prima. "Sono stato contattato da Beppe Grillo, ma non ha saputo darmi delle spiegazioni precise sulla motivazione della mia esclusione. Mi ha detto che ci saremmo risentiti. Io ho segnalato allo staff, ma a oggi non ho ancora avuto una risposta. Bisogna capire se sono stato messo fuori secondo criteri soggettivi o oggettivi. Ne va della validità di queste elezioni".

C'è chi ha saputo all'ultimo minuto di non poter aspirare a una vita romana. Come Lorenzo Andraghetti, bolognese, tagliato fuori dalla lista dei candidati alla vigilia dell'apertura delle votazioni. Secondo lo staff, la sua esclusione ha un motivo ed è dovuta al fatto che, dopo essere stato eletto in quartiere nel 2011, ha rinunciato all'incarico per completare gli studi in Brasile.

"Casaleggio sostiene di aver specificato questa regola in un documento fatto sottoscrivere da tutti candidati al momento dell'adesione", spiega Andraghetti. "Ma io non l'ho mai firmato. Il problema è che Casaleggio ha inviato, immagino involontariamente, versioni diverse a una parte dei candidati. E se la responsabilità non è mia, non ha senso che io venga penalizzato per errori altrui". Andraghetti parla e sa che se decide di fare politica può rivolgersi altrove. Se non altro perché il capo, Beppe Grillo, ha avvertito tutti: "Ci possono essere errori, imprecisioni e imprevisti, ma siamo di fronte a un esperimento che viene introdotto per la prima volta nel mondo".

Davide Bono, delegato di lista in Piemonte, vicinissimo a Casaleggio, spiega al Fatto Quotidiano: "Abbiamo avuto un po' di problemi con i profili dei candidati. Alcuni, ad esempio, non hanno caricato il video o il curriculum in tempo. Ma per ora non c'è stata alcune segnalazione da parte di persone escluse senza ragione. In genere, un motivo riconducibile al regolamento c'è".

Chi se la ride a distanza è Valentino Tavolazzi, l'espulso dal Movimento: "Il Casaleggium ha stabilito chi sia candidabile, senza alcun confronto preventivo, e ha tradito quanto promesso da Grillo in tutte le piazze: chiunque si può candidare, se incensurato, non iscritto a partiti e se non ha svolto due mandati. Le scarse informazioni disponibili e le modalità di voto hanno impedito una partecipazione più larga e consapevole". Altro che milioni al voto, "le Parlamentarie stanno assumendo una dimensione parrocchiale" e usano un "metodo inqualificabile in base ai valori fondanti per il Movimento, quali trasparenza e partecipazione".

 

 

BEPPE GRILLO - MOVIMENTO 5 STELLEFAVIA E GRILLO GIOVANNI FAVIAValentino Tavolazzi Federica Salsi FEDERICA SALSI E BEPPE GRILLOGIANROBERTO CASALEGGIO BEPPE GRILLO E GIANROBERTO CASALEGGIO ALLARRIVO IN SICILIA DIEGO ZORO grillo e pizzarotti Pizzarotti

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...