MORT-ICI TUA! - SE PENSAVATE CHE SOLO LA CHIESA GODESSE DEL PRIVILEGIO DI NON PAGARE L’IMPOSTA SUGLI IMMOBILI, DOVETE RICREDERVI: FONDAZIONI, CIRCOLI SPORTIVI, LE SEDI DEI PARTITI - BEN 3MILA ESENTATI, DALLA PFIZER ALLA TELECOM, DAL CIRCOLO CANOTTIERI TEVERE REMO AI FIGLI DEL LITTORIO ALL´UNIONE PRODUTTORI PATATE - LA ZONA GRIGIA DELLE FONDAZION POLITICHE (DAI DALEMONI DI ITALIANIEUROPEI A LIBERAL DI ADORNATO) - PERFINO PODOLOGI, FIORISTI E CONIGLICOLTORI - ED È TUTTO A NORMA DI LEGGE…

Anna Maria Liguori, Giovanna Vitale, Corrado Zunino per "la Repubblica"


La Chiesa cattolica è la prima della lista. Ma in Italia l´elenco dei privilegiati che non pagano l´Ici è lunghissimo. Partiti, associazioni di categoria, sindacati, enti e fondazioni con funzioni sociali, scientifiche, di ricerca o culturali, centri studi e casse di previdenza: sono tanti, grazie alla legge 504 del 1992, ad aver approfittato in questi anni delle esenzioni fiscali. Epicentro del patrimonio non tassato, Roma. Dove il fenomeno, benché legale, è talmente diffuso e pervasivo da assumere il carattere dell´iniquità.

E così mentre il governo reintroduce l´Imu sulla prima casa, rimangono liberi dall´imposta non solo le sedi di Pdl e Pd, Cisl, Uil e Confindustria, ma anche le loro articolazioni. Come spiegare, altrimenti, l´esenzione della sede sociale del Circolo canottieri Tevere Remo che al suo interno ospita open bar, ristorante, sale di lettura e biliardo? O il Tennis Club Parioli, dotato di 22 campi da tennis, tre per il calcetto e una palestra attrezzata?

Basta dare uno sguardo alla congerie di organismi che nel corso del tempo ha chiesto e ottenuto di non pagare l´Ici grazie a una semplice autocertificazione: a Roma sono 2.800, proprietari in un modo o nell´altro di 3.500 immobili. E se il grosso dell´elenco è fatto dagli edifici di culto come le parrocchie (722) e le chiese (104), ma solo quelle che stanno su suolo italiano e non godono della extraterritorialità spettante agli edifici del Vaticano, discorso diverso vale per le confraternite trasformate in alberghi o bed & breakfast, per le 600 fondazioni politiche, bancarie, farmaceutiche (dalla Pfizer alla Telecom, passando per la dalemiana ItalianiEuropei, la Mediolanum di Doris e i Figli del Littorio che offrono borse di studio alla prole degli aviatori) e le 320 varie associazioni.

Ci sono i produttori di bovini e gli allevatori di suini, i coniglicoltori, i podologi e i fioristi, c´è persino l´Unione per la produzione della patata, quella per la tutela dei cavalli da trotto, nonché l´istituto italiano alimenti surgelati.

CONGREGAZIONI E CONFRATERNITE
Ufficialmente il patrimonio immobiliare della Chiesa al di fuori delle mura Vaticane, dunque esente da tributi, è contemplato negli articoli dal 13 al 16 dei Patti Lateranensi. Comprende una serie di basiliche, conventi e palazzi (Dataria, Cancelleria e Propaganda Fide in Piazza di Spagna), oltre ad alcuni edifici che hanno progressivamente assunto il medesimo status: l´Università Gregoriana, gli Istituti biblico e orientale. Tuttavia il Concordato prevede speciali agevolazioni anche per le proprietà della Santa Sede e degli «enti ecclesiastici o religiosi». Questa definizione abbraccia anche quelle, tante, confraternite e congregazioni che ospitano attività commerciali: ristoranti, pensionati, persino hotel di charme.

L´Istituto dei Fratelli di San Gabriele, per esempio, gestisce l´omonima casa d´accoglienza per visitatori e pellegrini in via Trionfale, «a 10 km dal Vaticano», recita la brochure che mette a disposizione una parte dei locali della Casa generalizia. Sono trenta le camere circondate da un parco con parcheggio per automobili e pullman, la presenza di una cappella la rende esente dall´Imu. Il piccolo Istituto suore carmelitane teresiane, in via Tasso, offre prezzi stracciati. O la Casa delle suore della Sacra Famiglia di Urgel, in via Dandolo, al Gianicolo: 25 euro la singola, 45 la doppia. E non paga l´Ici.

FONDAZIONI POLITICHE
È l´istituto dentro al quale finisce di tutto. Una "zona grigia" che alimenta il sospetto che le "fondazioni politiche" siano utilizzate come paravento per lucrare uno speciale regime fiscale e tributario. E così se i partiti sono Ici-free per legge, usufruiscono dello stesso trattamento anche gli spazi che ospitano scuole di politica e centri di ricerca. Perché non ci sono solo la Fondazione Fanfani, Iotti, Sturzo e Gramsci, ma anche la Fondazione Liberal (dal 2009 Liberal-Popolare) che vanta ben due immobili non tassati e, dice il sito, «ha natura politico culturale di orientamento liberalconservatore e teocon, è stata fondata ed è guidata da Ferdinando Adornato, attuale deputato e coordinatore dell´Unione di Centro».

Poi c´è la Fondazione ItalianiEuropei (voluta da Massimo D´Alema), la Cristoforo Colombo per le libertà presieduta dall´ex ministro pdl Claudio Scajola, la Libera Fondazione di Giustina Destro, berlusconiana pentita, la scuola Democratica fondata da Walter Veltroni, l´ex finiana FareFuturo ora guidata da Adolfo Urso, la Fede e Scienza del centrista Rocco Buttiglione, la Magna Carta del pidiellino Gaetano Quagliarello.

Senza dimenticare la Fondazione Willy Brandt, presieduta da quell´Ettore Incalza, già capo della struttura tecnica di missione dell´ex ministro Matteoli, invischiato nell´inchiesta sui Grandi eventi per aver beneficiato di 520 mila euro pagati dall´architetto Zampolini per conto dell´imprenditore Diego Anemone per l´acquisto della casa della figlia.

CULTURA E RICERCA
Non sono solo le Fondazioni politiche a non versare un euro nelle casse del Campidoglio. I colossi della farmaceutica come la Pfizer e la Serono vantano un immobile esente Ici a testa. Così le maison dell´alta moda che si occupano di cultura: Alda Fendi e Carla Fendi; Biagiotti, Capucci, Fontana. Ancora, la Fondazione Cecchi Gori. Gli istituti di credito (Bnl, Credito cooperativo, Banca delle comunicazioni) e grandi aziende come Telecom Italia. L´Astrid di Franco Bassanini svolge ricerche sulla riforma delle istituzioni e l´innovazione nella pubblica amministrazione, ed è esente dall´imposta. Diversi immobili free seguono il filone produttivo: la Rete imprese presieduta da Giuseppe De Rita e la fondazione Ricerca e Imprenditorialità guidata dall´ex capo di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini.

CENTRI STUDI
Mondo variegato e potente. Il più blasonato è senza dubbio l´Aspen institute, i cui presidenti onorari sono Cesare Romiti e Carlo Scognamiglio, quello operativo è l´ex ministro Giulio Tremonti, il direttore generale è stato fino a un paio di settimane Marta Dassù, il neo-sottosegretario agli Esteri. Nel comitato esecutivo siedono, fra gli altri, il premier Mario Monti, i due Letta, Fedele Confalonieri e Romano Prodi.

ASSOCIAZIONI
Onlus, certo, ma anche sigle che riuniscono appassionati delle più varie arti e settori di nicchia. Come l´Associazione nazionale allevatori del cavallo da sella italiano o i consulenti tributari. C´è l´Associazione romana cremazione e quella dei fioristi, l´Associazione nazionale allevatori razze charolaise e limousine, due tipi di bovini dal raro mantello bianco, oltre a vari gruppi di produttori ortofrutticoli. Il lungo elenco, 320 realtà, si chiude con "L´agricoltura è vita".
(1. continua)

 

SAN PIETRO E IL VATICANO Circolo canottieri Tevere Remo MASSIMO DALEMA QuagliarielloFERDINANDO ADORNATO

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