SCANDALO CONCLAVATO - QUALE SARÀ LA VERA INFLUENZA DI VATILEAKS NELL’ELEZIONE DEL NUOVO PAPA, NON È ANCORA DATO SAPERE - C’È CHI DICE CHE LO SCANDALO PESI SOPRATTUTTO SUI PAPABILI ITALIANI, VISTA L’IMMEDIATA EQUAZIONE VATILEAKS-CURIA ROMANA - ALTRI SOSTENGONO CHE CI VOGLIA UN “PAPA SCERIFFO”, CHE POTREBBE ESSERE SCOLA, CHE PERÒ A SUA VOLTA È UN CIELLINO, IL CHE RAPPRESENTA UN ELEMENTO DI DIVISIONE...

Giulio Anselmi per "la Repubblica"

Dopo aver riempito di inquietudine i sacri palazzi, diffondendo ovunque un malessere da cui - forse - li libererà il nuovo Papa, Vatileaks oggi ha, soprattutto, un peso elettorale.
Cosa riterrà di fare il futuro pontefice del dossier sui peccati della Chiesa, che tanto hanno pesato e pesano sull'animo debilitato di Benedetto XVI? Affar suo.

Ma la decisione di conservare le carte per il successore, consentendo intanto ai tre cardinali - Herranz, Tomko e De Giorgi - che hanno preparato il rapporto, di parlare con i loro colleghi (senza fare però veder loro i documenti) sembra presa apposta per complicare le cose, aggiungere sospetti ai sospetti, moltiplicare le voci.

I giochi per l'elezione sono già cominciati. Non si tratta, come talvolta pensano i laici, solo di giochi di potere. I porporati, almeno in gran parte, cercano di operare per quello che appare loro il bene supremo della Chiesa, avendo di mira il fine ultimo della salvezza delle anime. Alcuni condividono l'allarme sulle intromissioni dei media lanciato dalla Segreteria, altri hanno approvato il commento alla Cnn di uno dei maggiori studiosi di cose vaticane, Alberto Melloni, che ha giudicato l'altolà come una convergenza di tre atteggiamenti: «Quello di chi ha perso la calma, quello di chi ha la coda di paglia e quello di chi lavora per il papa sceriffo».

Tra i prelati stranieri la fondata certezza che i fatti denunciati si svolgono su scenari italiani con protagonisti "romani", ha fatto scattare l'equazione "Vatileaks uguale Curia", con l'ovvio riverbero d'immagine negativo sui candidati di casa, anche se residenti ben lontano dalla Capitale: Come dire "Volete un italiano? Ecco come sono gli italiani".

Ma c'è anche un rapporto più diretto tra i pasticci avvenuti nell'Appartamento pontificio e l'elezione e riguardano il profilo del candidato: che alcuni vorrebbero forte, "sceriffo" appunto; un cardinale Usa ha esemplificato citando Giuliani, il sindaco che ha ripulito New York. In quest'ottica, abbastanza diffusa anche tra i porporati italiani, raccoglie consensi l'arcivescovo di Milano Scola, magari coadiuvato da un altro cardinale, che conduce una sua risolutissima partita per la Segreteria di Stato, Piacenza.

Ma sono ancora «i giorni dei buoni sentimenti», come un prelato della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli definisce, ironico, questa fase preliminare: in cui molti sono papabili per qualche ora e atterrano a Fiumicino cardinali pieni di intenzioni purificatrici che immaginano, addirittura, di smantellare lo Ior.

I papa-maker sono già al lavoro per garantire con la loro autorità questo o quel candidato e favorire avvicinamenti. Si fanno conti numerici e "politici": il segretario Bertone dispone di 15 voti. I movimenti - Opus Dei, Comunione e liberazione, Sant'Egidio sono elementi di divisione; quindi essere considerati loro vicini è uno svantaggio?

Le previsioni rischiano di essere incongrue. Non c'è stata preparazione e i fatti ecclesiastici si prestano spesso a più letture. Quando, otto anni fa, il decano Ratzinger alzò la voce, durante la Via Crucis, per dire che occorreva fare pulizia dentro la Chiesa, molti cardinali commentarono: «Si è giocato l'elezione».
Diventò Papa.

 

BENEDETTO XVI RATZINGER DI SPALLE RATZINGER PAPA BENEDETTO XVI JULIAN HERRANZ DELL OPUS DEIJOZEF TOMKO

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)