massimo d'alema dalema vini

LE "SFIDE" DEL MAGO DALEMIX - FACILE FARE IL VIGNAIOLO SE POI VENDI MIGLIAIA DI BOTTIGLIE ALLE COOP ROSSE CHE LAVORANO (E A VOLTE FANNO AFFARI ILLECITI) COI SINDACI PD - DAI PRESTANOME AI SOCI: LA STORIA DELL'AZIENDA DI BAFFINO

Giacomo Amadori per “Libero Quotidiano

 

In questa storia è tutto rosso o per lo meno rosé: le Coop, le presunte tangenti e pure il vino. Infatti nell’inchiesta della procura di Napoli che indaga sui fondi neri e le presunte mazzetta pagate dalla Cpl Concordia, spunta il nome dell’azienda vitivinicola della famiglia di Massimo D’Alema, La Madeleine, adagiata sulle colline umbre tra Otricoli e Narni (Terni). Nei giorni scorsi l’ex premier è stato avvistato nello stand dei produttori umbri del Vinitaly, intento a vendere personalmente le sue etichette.

le narnot du ministre massimo dalemale narnot du ministre massimo dalema

 

Ma dalle nuove carte giudiziarie apprendiamo che per piazzare i suoi “rossi” Baffino preferisce andare sul sicuro e rivolgersi ai vecchi compagni. Uno degli arrestati di ieri, il barese Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo Cpl Concordia, il 6 novembre aveva dichiarato agli inquirenti: «Confermo che la Cpl ha acquistato 2.000 bottiglie di vino prodotte dall’azienda della moglie di D’Alema, tuttavia posso rapprsentarvi che fu Massimo D’Alema in persona, in occasione di un incontro casuale tra me, lui, il suo autista e il presidente Casari a proporre l’acquisto dei suoi vini».

 

massimo dalema parle de son vin avec la sommelie??re ludivina wehmassimo dalema parle de son vin avec la sommelie??re ludivina weh

Il giudice Amelia Primavera nell’ordinanza chiosa con una certa perfidia: «Visto il prezzo pagato dalla Cpl Concordia per ciascuna delle 2.000 bottiglie di vino acquistate (non si tratta di un prodotto da somministrare in una mensa aziendale) si tratta evidentemente di un’altra delle "eccezioni" cui faceva riferimento lo stesso Simone per parlare dell’acquisto dei libri». Ma quanto valgono 2 mila bottiglie di nettare rosso dalemiano? L’ordinanza non lo svela.

 

La moglie di Massimo D’Alema, Linda Giuva, procuratore speciale dell’azienda, si limita a farci sapere che i prodotti sono stati inviati in tre momenti diversi (novembre 2013, aprile 2014 e ottobre 2014) e che «gli acquisti sono stati fatti in occasione delle festività». Tre le etichette vendute: il prodotto base, in vendita a 9,50 euro, il Cabernet Franc "Sfide"; lo spumante Nerosé (17,50 euro) e il pinot nero Narnot, (29 euro, 70 il magnum). Tutte ideazioni dell’enologo dei vip Riccardo Cottarella.

MASSIMO D'ALEMA OTRICOLI PRESENTAZIONE DEL SUO VINOMASSIMO D'ALEMA OTRICOLI PRESENTAZIONE DEL SUO VINO

 

«I pagamenti sono avvenuti tramite bonifico bancario che hanno seguito le fatture di circa mediamente 130 giorni (…) i prezzi sono stati quelli di listino». La signora sottolinea che la Cpl il regalo non lo ha fatto a loro, ma ai propri clienti, visto che i vini della Madeleine piacciono e «un’etichetta è esaurita da più di tre mesi». Forse per questo la coop si è anche preoccupata di organizzare la presentazione dell’ambrosia di casa D’Alema nell’isola di Ischia.

 

Il solito Simone ne discute al telefono con la segretaria della Fondazione Italianieuropei dello stesso D’Alema: «Io ho poi parlato con (…) la Linda (…) perché siccome noi come Cpl abbiamo preso anche alla signora del vino (…) volevamo fare un’iniziativa di presentazione del vino suo loro a Ischia con tutti i ristoratori e gli albergatori una cosa bella… l’utile al dilettevole: presenteremo il libro (di D’Alema ndr) e…». Il vino. Simone ha le idee chiare: «Volevo organizzare un fine settimana a Ischia per presentare il libro e poi a latere senza ovviamente nessuna evidenza pubblica mentre il libro sarebbe una manifestazione pubblica».

massimo d alema con la moglie lindamassimo d alema con la moglie linda

 

Quindi in piena campagna elettorale per le Europee del 2014 "il compagno D’Alema" come lo chiamano un po’ ironicamente gli indagati, promuove la sua ultima impresa editoriale e la moglie, a rimorchio, le bottiglie. La coppia nel luglio scorso ha avuto l’onore di ricevere praticamente sotto casa, a Gallipoli, (storico buen retiro dalemiano) il premio Barocco, «condotto con sobrietà da Alba Parietti» si legge sul sito della Madeleine. Nella motivazione si ricorda «che la nuova avventura imprenditoriale rappresenta una delle tante "Sfide" che Linda Giuva ha portato avanti nella sua vita, ricordando così il nome di uno dei prodotti della Madeleine».

 

massimo d alema con  i vini della sua azienda  la madeleinemassimo d alema con i vini della sua azienda la madeleine

La Parietti che premia l’amica Linda è la metafora perfetta di una "sfida" solo immaginaria, la vendita del proprio vino nel circuito delle coop rosse più riconoscenti e disponibili. Nella Madeleine non mancano altri incroci curiosi. Per esempio il socio dei figli di D’Alema è l’imprenditore barese Francesco Nettis, conosciuto attraverso Roberto De Santis, sodale da quasi 40 anni di Baffino e già armatore della sua barca a vela.

 

De Santis è stato recentemente perquisito nell’inchiesta sulle Grandi opere di Firenze e con Nettis ha usufruito di una vacanza in barca a Saint Tropez con belle fanciulle al seguito a spese di Giampaolo Tarantini, il presunto procacciatore di escort per Silvio Berlusconi. L’esclusiva crociera doveva servire a «ricompensarlo ( De Santis ndr) delle conoscenze (D’Alema compreso ndr) che mi aveva fatto fare» ha detto Tarantini a verbale. E gli intrecci non sono finiti.

MASSIMO D ALEMA INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN MASSIMO D ALEMA INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN

 

Nel 2009 Francesco D’Alema, erede non ancora diciannovenne dell’ex premier, ha acquistato il 40 per cento dell’azienda agricola da un prestanome dell’avvocato Sergio Melpignano, fiscalista noto alle cronache anche per alcune traversie giudiziarie oltre che proprietario di un esclusivo resort molto amato dal fu Lìder Maximo. Per dieci mesi questo professionista è stato il socio "occulto" del cadetto di casa D’Alema. Poi l’ex segretario dei Ds ha acquistato l’intero pacchetto.

MASSIMO D ALEMA INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN MASSIMO D ALEMA INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN

 

Non prima di aver indicato a Melpignano, il nome del "compagno" Adolfo Orsini, ex dipendente di Asl e sindaco di Città di Castello (Perugia), per l’incarico di «rappresentante delegato della società agricola» nell’acquisto dei «diritti di reimpianto» di viti presso diversi agricoltori locali.

 

Orsini nel 2010 diventa così l’amministratore unico dell’Agenzia regionale umbra per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura ed è probabilmente anche grazie alla sua esperienza che la Madeleine ottiene 57mila euro di finanziamenti regionali. Orsini è stato socio anche nella Soluzioni di business (Sdb) di Vincenzo Morichini, pure lui umbro, ex socio di D’Alema nella barca a vela Ikarus e suo fundraiser per la fondazione Italianieuropei.

 

MASSIMO D ALEMA INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN MASSIMO D ALEMA INTERVISTATO DA ALAN FRIEDMAN

Quando nel 2011 Morichini viene coinvolto in una vicenda di appalti e mazzette, legati all’Enac, l’ente dell’aviazione civile, il nome di Orsini finisce in un pizzino con un elenco di presunti contributi sospetti a politici, ma la sua posizione viene subito chiarita. Il 27 settembre 2013, con un decreto del ministero delle Politiche agricole, è nominato consigliere dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare (Ismea), poltrona su cui è stato riconfermato l’estate scorsa.

roberto desantis roberto desantis

 

Ecco la morale della favola: per le sue “Sfide” D’Alema preferisce affidarsi a un rodato circuito di amici e compagni. Che, miracolosamente, ottengono incarichi ed appalti. Per poi brindare, magari, con un Nerosé della real casa.

 

MORICHINI, SEDUTOMORICHINI, SEDUTO

 

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