UN PASSERA VOLÒ SUL NIDO DELL’OPUS - IL MINISTRO A GENNAIO HA “CEDUTO” A TAL RAFFAELE NAPPI LE SUE AZIONI NEL CAMPUS BIOMEDICO, OSPEDALE DELL’OPERA IN CUI I POTENTI D’ITALIA SGOMITANO PER AVERE UNA QUOTA, DA FRANCESCO TOTTI A MATTEO COLANINNO, DA MONORCHIO ALLA TODINI - MA L’OPUS DEI PRECISA: “NOI FORMIAMO SOLO CRISTIANI FERVENTI, NAPPI CONOSCE PASSERA DA 40 ANNI ED È VOLONTARIO AL CAMPUS DA 20. E POI, LE QUOTE VALGONO CIRCA 56.000 EURO”…

1 - PASSERA, L'OPUS DEI E LE AZIONI IN FAMIGLIA
Vittorio Malagutti per il "Fatto quotidiano"

Il ministro Corrado Passera in società con l'Opus Dei? Macché. Nessun conflitto d'interessi. "Ho donato le mie azioni nel Campus Biomedico a una delle persone più impegnate nel progetto". Con queste parole, in una lettera al Corriere della Sera del 31 dicembre scorso, l'ex banchiere aveva annunciato la scelta di tagliare i ponti con l'ospedale nato a Roma su iniziativa (e con i soldi) dei fedeli del beato Josemaria Escrivá, fondatore dell'Opera. "Azioni donate".

Già, ma a chi? Intervistato in tv da Report, nel maggio scorso il ministro dello Sviluppo ha svelato l'arcano senza in realtà svelare alcunché. Il nuovo fortunato proprietario delle azioni ex Passera si chiama Raffaele Nappi. Un signor nessuno, almeno a prima vista. Non è un imprenditore, né un professionista, tantomeno un banchiere. Nativo di Napoli, una sessantina d'anni, Nappi non fa parte della cerchia di amici, neanche di quella allargata, dell'ex banchiere passato al governo nella squadra dei tecnici di Mario Monti.

E allora perché mai Passera ha scelto proprio lui, Nappi, quando si è trattato di individuare un acquirente, seppure a titolo gratuito, di quel pacchetto di titoli, pari allo 0,11 per cento del capitale, della società che gestisce il Campus Biomedico? Estrazione a sorte? Oppure qualcuno ha indicato al ministro il nome di un possibile nuovo socio? A maggio, davanti alle telecamere di Report il ministro se l'era cavata spiegando che Nappi è una delle persone "più impegnate nel progetto dell'ospedale".

A occhio non sembra esattamente così, perché secondo quanto Il Fatto Quotidiano ha potuto ricostruire, la persona beneficiata da Passera è, più semplicemente, un dirigente, neppure di primissima fila, di un'altra iniziativa romana dell'Opus Dei. Nappi lavora infatti come libero professionista al centro Elis, un'altra associazione che fa parte della galassia dell'Opera.

La scelta di Nappi pare proprio essere stata il frutto di un suggerimento da parte della prelatura, ovviamente interessata a parcheggiare in mani amiche le azioni di cui Passera voleva disfarsi. Nel suo profilo personale reperibile in rete, Nappi si definisce "vicedirettore presso Elis.org   che poi sarebbe un centro di formazione professionale targato Opus.

Nei mesi scorsi questa sigla è salita alla ribalta delle cronache per lo scandalo delle assunzioni facili all'Ama, l'azienda municipalizzata per la nettezza urbana di Roma. Nel 2011, il pm Alberto Caperna ha aperto un'inchiesta per indagare sulle modalità con cui la società reclutò ben 900 dipendenti. La formazione dei neoassunti era stata appunto affidata al Consorzio Elis, il cui presidente, Sergio Bruno, è finito nella lista degli indagati, assieme ai vertici dell'Ama, tra cui l'ex amministratore delegato Franco Panzironi.

Il Consorzio dell'Opus Dei, che si è ovviamente sempre chiamato fuori da ogni irregolarità legata alle assunzioni facili, resta comunque una delle più importanti realtà nella Capitale nel campo della formazione professionale, con importanti agganci negli enti locali. Partendo da Elis, con il biglietto regalato dal ministro, Nappi è così riuscito ad avere accesso al parterre degli azionisti del campus Biomedico. Un parterre molto selezionato, a cui negli anni scorsi si erano conquistati un posto imprenditori e manager, banche e fondazioni.

Certo, tutto per pure "finalità filantropiche", come a suo tempo spiegò anche Passera. Il socio più famoso della lista si chiama Francesco Totti, di anni 36. Sì, proprio lui, il pupone, il capitano della Roma, con una quota di 527 azioni, quasi pari a quella di Passera.

Ma nel capitale dell'ospedale romano, che riceve anche importanti finanziamenti pubblici, troviamo compartecipazioni ben più rilevanti, anche grandi istituti di credito come il Monte dei Paschi di Siena e il veronese Banco Popolare, l'ex europarlamentare di Forza Italia Luisa Todini e il deputato Pd Matteo Colaninno, l'ente previdenziale dei medici (Enpam) e quello degli architetti (Inarcassa), il banchiere Carlo Salvatori e Carlo Monorchio, già ragioniere generale dello Stato. Insomma, quando l'Opus Dei chiama difficile non rispondere all'appello. Tutto per pure finalità filantropiche. Ovviamente.

 

2 - SANTO POTERE, LA MAPPA (QUASI) SEGRETA
Vittorio Malagutti per il "Fatto quotidiano"

Che cos'hanno in comune l'ex sciatore svizzero Pirmin Zurbriggen (campione olimpico e mondiale) e la scrittrice italiana Susanna Tamaro? Semplice, entrambi fanno parte del comitato di patronage della Fondazione Limmat di Zurigo. Assieme a loro troviamo una dozzina di personalità internazionali dall'Arciduca Rodolfo d'Austria, all'ex commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Jean Pierre Hocké. Nel nome del beato Josemaria Escrivá, tutti partecipano in veste di consulenti alla gestione di una delle fondazioni chiave per comprendere l'attività e il potere dell'O-pus Dei.

Nata per sostenere attività benefiche in giro per il mondo, la Limmat, che prende il nome dal fiume che attraversa Zurigo, possiede in realtà anche partecipazioni in società di capitali come, in Italia, il campus Biomedico, l'ospedale dell'Opus Dei a Roma. Ancora più importante in questa geografia del potere è un'altra fondazione zurighese, la Uninter Stiftung, a cui fa capo la società in accomandita Cbm, a sua volta titolare di una quota rilevante del Campus.

La vera e propria holding italiana dell'Opus si chiama invece Rui partecipazioni. Da qui si dirama una ragnatela di interessi in società che controllano importanti attività immobiliari, i centri culturali e le residenze universitarie su cui si fonda la presenza dell'Opera in Italia. Difficile fare un calcolo preciso di quanto possa valere questo patrimonio in case e palazzi, spesso nel centro di grandi città come Roma e Milano.

Il potere dell'Opus però non sta solo nei suoi bilanci, per quanto ricchissimi. I fedeli del beato Escrivá occupano posizioni di vertice nel mondo dell'economia e della finanza. Difficile fare nomi. Salvo poche eccezioni, tutti (o quasi) gli interessati negano legami con l'Opera. È il caso, per esempio, dell'ex presidente dello Ior, la banca del Vaticano, Ettore Gotti Tedeschi, considerato molto vicino all'Opus.

Nel mondo delle grandi banche vengono accreditati di legami con la prelatura anche Paolo Biasi, imprenditore e numero uno della Fondazione Cariverona, a cui fa capo una quota importante di Unicredit. Sempre a Verona c'è un altro banchiere di peso come Carlo Fratta Pasini, presidente del Banca Popolare, la sesta banca italiana per valore di Borsa.

Dopo la morte di Gianmario Roveraro (rapito e assassinato nel luglio 2006) il manager di riferimento per il mondo Opus Dei è invece un capitano di lungo corso della finanza nazionale come Giuseppe (Pippo) Garofano, già braccio destro di Raul Gardini ai tempi della Montedison. Garofano guida il gruppo Alerion (energie alternative) e a sostegno delle sue iniziative ha raccolto capitali da famiglie amiche come i Gavio e i Ligresti.

Liste segrete, bilanci inesistenti: in assoluto non si può certo dire che le strutture di vertice della prelatura siano un monumento alla trasparenza. Eppure, a fine giugno, il Vaticano ha affidato l'incarico di advisor per la comunicazione a un giornalista targato Opus Dei come l'americano Greg Burke, 52 anni. Obiettivo: migliorare l'immagine della Chiesa cattolica dopo gli scandali dei mesi scorsi. Nel segno della trasparenza, hanno assicurato dalle parti di Piazza San Pietro.


3- CHIARIMENTI DELL'OPUS DEI RIGUARDO GLI ARTICOLI DEL "FATTO QUOTIDIANO"

A- LETTERA DI BRUNO MASTROIANNI

Nelle pagine che il Fatto Quotidiano del 15 luglio ha dedicato all'Opus Dei ci sono diverse imprecisioni ad esempio quando si dice che il processo di canonizzazione di san Josemaría è stato il più veloce della storia (ce ne sono diversi altri più celeri), o quando si scrive che l'Opus Dei ha avuto connivenze col franchismo: cosa puntualmente smentita dalle ricostruzioni storiche. Ma c'è soprattutto un fraintendimento di fondo: l'Opera è l'esatto contrario della rete o della lobby dipinta dall'articolo. Uno degli elementi essenziali dello spirito dell'Opera è proprio la libertà. L'unico scopo della prelatura è quello di formare cristiani ferventi e consapevoli della loro fede, lasciando tutto il resto alla legittima e personale iniziativa delle persone.

Le diverse attività citate dal quotidiano non sono gestite dall'Opus Dei ma portate avanti da persone con nome e cognome, alcuni fedeli della prelatura altri no. Sono un esempio di collaborazione tra persone diverse unite per il bene comune. Iniziative pienamente civili, sottoposte alla legge, che pagano le tasse e che si sforzano di contribuire con fatti alle necessità della società: promuovere una medicina attenta alla persona umana, dare formazione qualificata ai giovani, sviluppare collegi universitari culturalmente stimolanti e caratterizzati da ambiente familiare.

Chi frequenta queste attività rimane edificato dallo spirito di libertà e impegno per il bene che le contraddistingue. Ci si chiede che senso abbia, di questi tempi, gettare sospetto proprio su persone che, rifiutando privilegi e confrontandosi con le regole della società, si danno da fare per il futuro del nostro Paese.
Cordiali saluti

Bruno Mastroianni
Direttore Ufficio Informazioni Prelatura dell'Opus Dei Italia


B - LETTERA DI RAFFAELE NAPPI

In relazione all'articolo di domenica 15 luglio volevo farLe sapere che contrariamente a quanto è stato scritto conosco il dott. Passera da più di 40 anni (dai tempi dell'università) e siamo amici: ecco perché il dott. Passera, in piena libertà, ha deciso di cedere a me la sua donazione. Inoltre è da 20 anni che, come volontario, contribuisco alle attività dell'Università Campus Bio-Medico. Sarebbe stato sufficiente chiedere alle persone che lavorano al Campus, che conoscono il mio impegno. Le azioni della CBM spa non hanno fine speculativo, ma sono un investimento etico. La Società per Azioni Campus Bio-Medico è infatti una società proprietaria di immobili, che sono messi al servizio dell'Università Campus Bio-Medico.
Cordialità

Dott. Raffaele Nappi


C - LETTERA DEL CAMPUS BIO-MEDICO

Sul Fatto Quotidiano di ieri, 15 luglio 2012, Vittorio Malagutti (Passera, l'Opus Dei e le azioni in famiglia) descrive Raffaele Nappi come un prestanome senza rapporti con il Campus Bio-Medico di Roma e afferma che l'istituzione "riceve importanti finanziamenti pubblici". Raffaele Nappi è coinvolto da vent'anni come volontario nelle attività del Campus Bio-Medico di Roma. Inoltre il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico riceve rimborsi (non finanziamenti!) dal Servizio Sanitario Nazionale per prestazioni sanitarie già erogate ai cittadini e di cui deve rendere conto in modo dettagliato prima di ricevere i soldi.

Sulle modalità e i tempi dei rimborsi le cronache degli ultimi mesi non necessitano di ulteriori dettagli. Le finalità sociali del Campus Bio-Medico, citate con sarcasmo nell'articolo, sono confermate dalle lettere di ringraziamento dei pazienti. Sia detto che i presunti "intrighi" del Campus Bio-Medico e le azioni di Passera ruotano intorno a 56.000 euro.

Stefano Tognoli
Responsabile Comunicazione Campus Bio-Medico di Roma

 

CORRADO PASSERA PENSIEROSO CORRADO PASSERA JULIAN HERRANZ DELL OPUS DEIopus19 statua escrivaopus dei simboloILARY BLASI E FRANCESCO TOTTIgotti tedeschi jpegGIANMARIO ROVERAROCampus Bio MedicoBRUNO MASTROIANNI E SIGNORACON ANGELO BAIOCCHI - Copyright PizziConvenzione Campus Bio MedicoCORRADO PASSERA

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?