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IN VACANZA CON LA GREXIT - SÌ, D'ACCORDO, LA CULLA DELLA DEMOCRAZIA E POVERI GRECI. MA AGLI ITALIANI INTERESSANO DUE COSE: COSA SUCCEDE ALLE VACANZE NELLE CICLADI E SE DOVREMO PAGARE PIÙ TASSE PER COPRIRE IL BUCO DI ATENE. CONSIGLI PER UN'ESTATE A MOLLO NEL DEFAULT

1. CONSIGLI PRATICI AGLI ITALIANI IN CASO DI GREXIT

A cura di Francesco Spini per "La Stampa"

 

MEGLIO PREMUNIRSI PORTANDO SOLDI IN CONTANTI

 

vacanze in greciavacanze in grecia

La prima emergenza in cui si incorre in un Paese che finisce in default - e tanto più se rischia di uscire dall’euro, come la Grecia - è una crisi di liquidità. Le banche subirebbero un tracollo, gli sportelli verrebbero chiusi, idem per i bancomat. L’ultimo esempio che torna alla memoria in questi giorni è quello di Cipro. Nel corso della durissima crisi finanziaria di due anni fa che piegò proprio le banche (colpite e affondate a loro volta dalla crisi greca), gli sportelli e i bancomat restarono chiusi per 12 giorni. E alla riapertura i prelievi furono limitati nel quantitativo.

 

Ovviamente, soprattutto finché resterà l’incertezza attuale, la cosa migliore è partire con una scorta di contanti (fino a 10 mila euro non vanno dichiarati) che in caso di una vera crisi restano una sicurezza. Dal quartier generale di Visa Europe, uno dei principali circuiti di carta di credito, interpellati, preferiscono «non speculare su quello che potrà succedere in Grecia» dove ora «i pagamenti funzionano come sempre». Ma nel caso le cose dovessero cambiare e «alcuni aspetti vadano al di là del nostro controllo, abbiamo in atto processi tesi a minimizzare difficoltà ai nostri clienti e agli esercenti».

 

CON I TOUR OPERATOR LA PROTEZIONE AUMENTA

vacanza in greciavacanza in grecia

 

Immaginatevi la scena: siete su un’isola greca, magari nelle Cicladi. Al telegiornale dicono che la Grecia ha deciso di non pagare la famosa rata di fine giugno all’Fmi e per di più ha scelto di avviare l’uscita dall’euro. A quanto punto il problema non è che tutte le imprese falliscano. Assai più facile che, esattamente come i cittadini e i turisti, possano sperimentare una acuta crisi di liquidità dovuta alla chiusura delle banche. Si rischia di vedere serrare molte pompe di benzina (successe così a Cipro) e di vedere i supermercati limitare le scorte a pochi giorni. I traghetti potrebbero diradare le corse e gli aerei restare a secco.

 

Chi è più tutelato, in questi casi, è chi ha sottoscritto un viaggio attraverso un tour operator. Quest’ultimo controlla tutta la filiera dei fornitori (albergatori e trasporti), con l’obbligo di intervenire nel caso i servizi dovessero venir meno. L’esempio più recente è relativo all’agosto di due anni fa, quando gli scontri della «primavera araba» in Egitto indussero i tour operator a intervenire mandando gli aerei vuoti a rimpatriare i turisti. Per gli amanti del «fai da te» i rischi seppure temporanei possono essere maggiori. Meglio cautelarsi almeno con una polizza ad hoc.

euro crisi greciaeuro crisi grecia

 

ENERGIA E UTILITY PER DIFENDERSI

 

Già negli ultimi giorni le Borse hanno dato segni di sofferenza - non eccessivi visto che Piazza Affari ha limitato al 5% il calo dal 27 maggio - per il possibile patatrac greco. Esistono più scuole di pensiero. Da un lato c'è chi pensa che con una possibile uscita dall’euro Atene possa fare da apripista a un disfacimento della moneta unica e aprire alla catastrofe.

 

Sembra per ora prevalere l’ipotesi di chi ritiene che un default greco sia del tutto scontato dai mercati, «al punto che qualcuno pensa che se la Grecia esce, esce un problema», confida un operatore. In ogni caso nel breve è possibile che soffrano di più i titoli bancari, nonostante negli ultimi anni abbiano alleggerito notevolmente le proprie posizioni sui titoli di Stato. A chi sceglie la prudenza molti gestori consigliano di dirigersi su titoli difensivi come energetici e utility.

atene partenoneatene partenone

 

CONTI PUBBLICI IN BILICO, MA PADOAN RASSICURA

 

Dovremo pagare più tasse per colpa di un eventuale crac di Atene? L’Italia è il terzo maggior creditore, 40 miliardi, dietro solo a Germania (60 miliardi) e Francia (46 miliardi). È questo il risultato degli apporti concretizzati non solo nei prestiti bilaterali, ma dovuti alla partecipazione al fondo «Salva Stati», alla Bce, all’Fmi. Secondo la Confindustria il default greco può danneggiare la crescita.

 

Secondo Unimpresa, invece, il possibile effetto di un’uscita di Atene dall’euro sullo spread potrebbe addirittura pregiudicare gli equilibri di bilancio. Recentemente il ministro dell’Economia Padoan ha detto che pure in caso di un’uscita di Atene dall’euro con rialzo di spread e rendimenti, l’Italia è molto più forte che nel 2012, anche grazie agli sforzi fatti che hanno ridotto la «componente di rischio specifica». Quella «sistemica» è contrastata «dagli strumenti Bce».

 

MEGLIO BOT E BTP A BREVE SCADENZA

isole greche isole greche

 

Torna lo spread, ma niente a che vedere con quello di fine 2011, quando la crisi del debito sovrano lo aveva sospinto a quota 500. Venerdì sera il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco si è assestato però a 154 punti base, ben oltre i minimi toccati grazie all’azione della Bce. Per il momento si assiste da parte degli operatori a una ricerca di investimenti più sicuri, senza segnali di panico.

 

In giro ci sono poche obbligazioni greche, che rappresentano solo il 12% del debito di Atene. Il vero rischio, in caso di un crac con ritorno alla dracma, sarebbe per i bond dei Paesi periferici, su cui - come argine - si intensificherebbero gli acquisti della Bce. Basterebbe? È terra incognita, per cui chi vuole evitare sorprese da bruschi rialzi dei rendimenti, dovrebbe scegliere titoli con scadenze più brevi, accontentandosi di rendimenti al lumicino.

 

 

2. IN PARTENZA PER LE ISOLE? I CONSIGLI PER NON SBAGLIARE

A cura di Giovanni Stringa per il "Corriere della Sera"

 

isole grecheisole greche

1 Contanti o bancomat? «Ho prenotato una settimana a Santorini a luglio, che cosa potrebbe succedermi se la Grecia lascia l’euro?». L’ipotesi Grexit è ancora improbabile, ma va naturalmente tenuta in considerazione per evitare brutte sorprese. Il consiglio numero uno degli operatori turistici: portarsi dietro il contante necessario, nel caso vengano introdotti tetti ai prelievi al bancomat. Il limite per portare contante fuori dall’Italia, senza dichiararlo, è alto ed è di 10 mila euro a testa. I fortunati che possono portarsi in vacanza tanti soldi stiano però attenti. Furti a parte, è possibile che nel frattempo Atene metta un limite all’uscita di capitali: si potranno riportare in patria tutti i soldi non spesi?

grexitgrexit

 

2 Trasporti senza intoppi? Sul capitolo «viaggi e trasporti» il governo britannico si è già portato avanti. Funzionari del governo a Londra hanno avviato una serie di incontri con i tour operator: l’obiettivo è quello di garantire a ogni turista il rientro in patria alla fine della vacanza. In generale, in caso di (improbabili) problemi con il rifornimento di carburante degli aerei in Grecia, una soluzione per le compagnie straniere potrebbe essere «fare il pieno» prima di partire dall’aeroporto estero, in modo da avere autonomia sufficiente per l’andata (in Grecia) e il ritorno. Per il turista è sempre meglio, comunque, acquistare una polizza di viaggio. Che preveda esplicitamente il caso — straordinario — del default.

 

grexit sui muri di atenegrexit sui muri di atene

3 Carta di credito per pagare? Chi preferisce lasciare a casa il contante e pagare «cashless» con le carte di credito, deve prima prendere in considerazione quanto segue, nel caso di improvviso addio alla moneta unica. Uno: il ristorante, l’albergo (se non prepagato) o il negozio continueranno ad accettare la carta come strumento di pagamento — anche se il sistema continuerà a funzionare — o preferiranno la materialità immediata delle banconote in euro? Se poi si acquista con la carta in euro e subito dopo torna la vecchia dracma, a quale cambio avverrà l’addebito? Non vanno poi dimenticate le commissioni, con la Grecia fuori dai circuiti dell’eurozona.

tsipras merkeltsipras merkel

 

4 Quali documenti per il viaggio? Se la Grecia può abbandonare l’euro in pochi giorni, l’uscita dall’Unione Europea richiederebbe decisamente più tempo. Ma non sarebbe da escludere. Secondo la Banca centrale greca, se fallisce il negoziato con i creditori «ci sarà una crisi incontrollabile» con l’uscita dall’euro e «molto probabilmente» dall’Ue. E gli inconvenienti per i turisti si farebbero ancora più piccoli rispetto alla tragedia del Paese. Anche in questo caso, comunque, è difficile che sia necessario il visto (Atene fa parte dell’area Schengen). Tuttavia, per chi ce l’ha, portarsi il passaporto (e non solo la carta d’identità) non costa nulla.

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