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I PRIMI 40 ANNI DI TIGER WOODS - TRIONFI, SCANDALI, AMORI, TRADIMENTI DEL PIU’ GRANDE GOLFISTA DI TUTTI I TEMPI - DOPO 7 INTERVENTI CHIRURGICI ALLA SCHIENA LA SPERANZA DI TORNARE QUELLO DI UN TEMPO VACILLA - E I FIGLI GLI PREFERISCONO MESSI: “LUI GIOCA ANCORA”

TIGER WOODSTIGER WOODS

Stefano Cazzetta per “La Gazzetta dello Sport” pubblicato da “Il Foglio del lunedì”

 

C'era una volta il Quando, poi arrivò il Se, e, ora, inaspettato il Chissà.
Tiger Woods si trova di fronte a un nuovo bivio. Forse il più doloroso, sicuramente il più importante. Oggi compie 40 anni e non sa se potrà tornare quello di un tempo e - a dirla tutta - non sa neppure se potrà tornare a giocare a golf.
 

Non è una bella prospettiva per il giocatore più forte di tutti i tempi, il più pagato, il più amato, il più rispettato, il più coccolato dagli stessi avversari, quelli che, battuti sul campo, si consolavano con la ricchezza dei montepremi che la sola presenza di Tiger faceva lievitare.
 

Tiger Woods ha dominato la scena per 20 anni. Ha raccolto l' immensa eredità di Arnold Palmer e Jack Nicklaus, le ha dato una bella ripulita e ha portato il golf nella dimensione moderna. A suon di record e di prime volte.
 

IL LANCIO DI TIGER WOODS SPACCA LA TESTA AL TURISTA IL LANCIO DI TIGER WOODS SPACCA LA TESTA AL TURISTA

Come la vittoria al Masters del '96, a 21 anni, suo primo Major: un ragazzotto di colore che trionfa ad Augusta, dove ai neri era addirittura vietato entrare. Per cambiare la storia spesso servono spallate, e la sua è risultata bella energica.
 

Tiger è stato l' alfiere della definitiva trasformazione del golf da sport di abilità a disciplina atletica. Via le pance e spazio ai muscoli. Le doti naturali vanno bene, ma contano nulla (o poco) se non sono sorrette da una rigorosa preparazione fisica. Per non parlare della concentrazione. Feroce, assoluta. Un giorno, John Daly - golfista eccentrico sul campo ed eccessivo in quanto a stile di vita - dopo una gara, gli chiese come mai non si fermasse, per una volta, a bere una birra in club house.
 

VONN WOODSVONN WOODS

Tiger gli rispose senza esitazione: «Se avessi il tuo talento potrei permettermelo, ma siccome non ce l' ho corro in campo pratica ad allenarmi». Leggenda o no, è così che si diventa Tiger; è così che si resta in cima al ranking per 683 settimane, che si vincono 79 gare sul Tour americano; è così che si diventa mito planetario e si guadagnano cifre iperboliche (a oggi oltre un miliardo e 300 milioni di euro); ma - soprattutto - è così che si vincono 14 Majors e si lancia la sfida al record di 18 stabilito da Jack Nicklaus.

 

Ecco: fino allo Us Open del 2008, ultimo Slam vinto, la domanda riguardava il «Quando». Quando, cioè, Tiger avrebbe superato il vecchio Jack. Un' era dove filava tutto liscio anche nella vita privata di Eldrick Tont Woods, sposato alla bella Elin Nordegren e padre di due splendidi bambini, la primogenita Sam e il piccolo Charlie.
 

TIGER WOODS CON LA FIDANZATA LINDSAY VONNTIGER WOODS CON LA FIDANZATA LINDSAY VONN

Un incidente automobilistico nel novembre 2009 lo fece precipitare fragorosamente nell' era del «Se». Tiger stava sfuggendo dall' ira della bella Elin che aveva scoperto il suo lato nascosto, fatto di decine di amanti in ogni angolo del mondo. Tradimenti di una notte o continuati nel tempo.
 

Una ricerca compulsiva del sesso, in qualunque forma, in qualunque modo, in qualunque momento. Il crack è devastante: Tiger scompare, si rifugia in una clinica per curarsi, si presenta davanti alle telecamere per chiedere scusa a tutti. «Ho vissuto una vita di menzogne»: il re è nudo nella sua umanissima fragilità. Comincia una seconda vita, c' è da risalire la china, riconquistare il successo, ma soprattutto l' autostima.

TIGER WOODS MESSITIGER WOODS MESSI

 

Con un peso enorme da trascinarsi dietro: il senso di colpa nei confronti dei figli. «Io e mamma non viviamo insieme perché papà ha sbagliato»; questa è la verità che oggi può raccontare a Sam, 8 anni, e Charlie, 6. Poi, man mano che passeranno gli anni, bisognerà aggiungere nuovi tasselli, più dolorosi, per dribblare i social, e arrivare preparati all' età della ragione, quando i figli capiranno e - Tiger spera - perdoneranno.

 

Ma c' è dell' altro: anche il fisico dà segni di cedimento. Prima il ginocchio, poi la schiena. I nervi vanno in tilt. Sul volto di Tiger, l' ex uomo bionico, cala la maschera del dolore. La poderosa macchina muscolare scarica watt di potenza su una struttura ormai incrinata. Il «Quando» si dissolve nel «Se».

 

TIGER WOODS TIGER WOODS

I dubbi che possa agganciare i 18 Majors di Nicklaus si fanno sempre più concreti. Ma l' ottimismo non è sopraffatto: Tiger è solo un felino ferito, la classe rimane immensa. Saprà riprendere il suo posto e tenere a distanza fenomeni come Rory McIlroy, Jason Day e Jordan Spieth, nuovo numero uno mondiale.
Ma dopo sette interventi chirurgici anche la speranza vacilla.
 

Tiger ha cambiato registro. E ha rimesso in ordine la scala dei suoi valori. La schiena non è a posto, i nervi fanno ancora i capricci. E anche l' amore ha fatto segnare una nuova battuta d' arresto.

 

TIGER WOODSTIGER WOODS

La storia con Lindesy Vonn sembrava perfetta. Due campioni che si ritrovano a condividere un pezzo di vita. Tanti sorrisi, tanti flash, apparizioni a sorpresa sulle piste da sci per festeggiare le vittorie della bella Lindsey. Poi la rottura, non traumatica, ma pur sempre dolorosa. I maligni sospettano la recrudescenza dei vecchi vizi, ma non ci sono certezze.

 

Quel che resta è Tiger che si fa fotografare con i suoi figli e i suoi cani. La sua vita attuale, senza misteri: «Quello che voglio è stare il più possibile con Sam e Charlie, sono la priorità. Dovessi scegliere, terrei il mio mestiere di padre e scarterei il golf». Vige il «Chissà». Tutto più ponderato, senza facili illusioni.
 

A 40 anni non è più tempo. Glielo ricordano gli stessi figli, ai quali è stato chiesto se preferivano essere Tiger Woods o Lionel Messi. «Messi», hanno dichiarato. E Charlie ha aggiunto: «Lui gioca ancora». Tiger ha risposto: «Hai ragione». Ma tra tante menzogne, questa forse è una piccola bugia.
Auspicabile e perdonabilissima.

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