manuel bortuzzo

SPARI DAVANTI A UN PUB ALL’AXA, LA PROMESSA DEL NUOTO MANUEL BORTUZZO LOTTA PER LA VITA – “ERA LA PERSONA SBAGLIATA” - GLI AUTORI DEL BLITZ VOLEVANO VENDICARSI DOPO UNA RISSA: HANNO APERTO IL FUOCO DA UNO SCOOTER, A 100 METRI DA UNA VOLANTE – LA FIDANZATA: "LUI NON C'ENTRAVA NIENTE" – POLEMICHE SUI SOCCORSI: L’AMBULANZA SAREBBE ARRIVATA DOPO 25 MINUTI - IL PRESIDENTE DELLA FEDERNUOTO PAOLO BARELLI: "MANUEL È IN CONDIZIONI CRITICHE. ERA VENUTO A ROMA PER ALLENARSI CON DETTI E PALTRINIERI. SONO ESTERREFATTO…” - VIDEO

 

 

Da repubblica.it

 

MANUEL BORTUZZO

"Sono esterrefatto, a 150 metri c’erano due volanti della polizia. Erano intervenute per la rissa precedente, Manuel è un bravo ragazzo è chiarissimo che non c'entra nulla. Era venuto a Roma per allenarsi con Detti e Paltrinieri.

 

E' stato operato, è in condizioni critiche, i medici dicono che ci vorranno 48 o 72 ore per capire meglio le sue condizioni". Così il presidente della Federnuoto, Paolo Barelli, commentando la notizia del ferimento del giovane nuotatore Manuel Bortuzzo, raggiunto da un colpo di pistola in una piazza del quartiere Axa di Roma.

 

2. SPARI DAVANTI AL PUB

Alessia Marani per il Messaggero

MANUEL BORTUZZO

 

 «Ora vado a prende' la pistola, torno e je sparo». Dalle parole ai fatti. Solo che chi ha aperto il fuoco per tre volte, sabato notte, in piazza Eschilo, all' Axa, ha sbagliato persona, ha scambiato il vero obiettivo per Manuel Mateo Bortuzzo, promessa diciannovenne del nuoto italiano, che stava acquistando le sigarette a un distributore automatico all' angolo.

 

Uno dei proiettili lo ha colpito nella parte destra del torace fermandosi all' altezza dell' undicesima vertebra. È caduto a terra, la fidanzata Martina era accanto a lui disperata: «In due su uno scooter, abbastanza lontani, gli hanno urlato contro, Manuel si è girato e gli hanno sparato. Mi sembra impossibile che sia capitato proprio a noi», ha ripetuto agli amici e agli agenti della Squadra Mobile che l' hanno interrogata per cinque ore, tre volte, anche con l' aiuto di una psicologa.

 

INDIVIDUATI Il ragazzo, che si allenava con gli atleti delle Fiamme Gialle, è stato operato ieri pomeriggio all' ospedale San Camillo. La prognosi resta riservata e rischia la paralisi. Tutto per essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato, appena dopo una rissa cominciata all' interno dell' Irish pub in cui lui non aveva messo piede in cima alla piazza e proseguita in strada, nel cuore del quartiere residenziale a pochi chilometri da Ostia.

MANUEL BORTUZZO

 

Anche se gli inquirenti per prudenza non escludono alcuna ipotesi e stanno verificando che cosa Manuel abbia fatto nelle ore e nelle giornate precedenti, se possa essere mai venuto in contatto con chi è stato coinvolto nella scazzottata al pub.

 

Dei giovani protagonisti dell' azzuffata, intanto, sono stati identificati e ci sarebbe già il profilo dell' assalitore in fuga che un testimone, in fondo alla scala che porta al pub al primo piano, avrebbe sentito dire «torno e gli sparo», e del suo complice. I fari sono puntati sul giro dei pusher che gravitano intorno alle case popolari del villaggio San Giorgio di Acilia, che una volta ospitava i profughi giuliano-dalmati, e di Dragoncello, altra borgata del X Municipio capitolino.

 

«TUTTI CONTRO TUTTI» Altri testimoni hanno raccontato: «Stavamo uscendo da casa di un amico, in via Menandro, quando abbiamo sentito dei colpi e visto un motorino correre via verso via di Acilia con due persone a bordo, uno con una giacca rossa. Ma solo dopo abbiamo ricollegato i fatti, pensavamo a dei petardi». Tutto si è consumato tra l' una e trenta e le due della notte. Nel pub la serata sembrava scorrere tranquilla tra birra e risate.

 

MANUEL BORTUZZO DETTI

«Invece a un certo punto è scoppiato il finimondo spiega un ventenne, che era presente sembrava il Far West, qualcuno ha dato un pugno, poi è stato una specie di tutti contro tutti con le sedie che volavano, una ha infranto la vetrina. Ci hanno praticamente cacciato, uscendo, un tipo ha detto torno e gli sparo». La lite prosegue nella piazza, che è a forma di ferro di cavallo, con i giardini, le panchine e un' edicola al centro. Sono cinque contro cinque che continuano a discutere. Qualcuno chiama la polizia. Quando gli agenti delle volanti e del commissariato di Ostia arrivano, però, i gruppetti si sono dileguati.

 

La pioggia è battente, gli agenti delle volanti iniziano a informarsi sull' accaduto, ci sono ancora diversi ragazzi in piazza. All' improvviso sentono i tre spari. I poliziotti corrono dall' altro lato della strada e trovano Manuel immobile a terra con Martina che piange davanti alla tabaccheria chiusa all' angolo di via Menandro. È l' 1.57. Chi ha sparato non ha avuto paura di farlo nemmeno con i poliziotti a un centinaio di metri.

MANUEL BORTUZZO

 

FESTA DEI 18 ANNI Sembra un agguato, uno dei tanti che hanno insanguinato negli anni il litorale romano, nella feroce guerra tra bande per il controllo della droga e delle estorsioni. Ma stavolta, lo scenario sembra diverso. Laura, ex nuotatrice, un' amica di Manuel spiega: «Fino a poco prima eravamo tutti alla mia festa dei 18 anni, all' Infernetto, un quartiere vicino, poi ho detto che avrei offerto da bere. Siamo andati all' O'Connell ma c' era già la polizia e stavano chiudendo perché c' era stata una rissa.

 

PAOLO BARELLI

Ci siamo divisi in due macchine, io con Alessandro il mio fidanzato, Chiara, Marco e David; Manuel e Martina, invece, su una Smart». La comitiva si sposta, va in un altro pub a Malafede ma è ormai chiuso. Decidono di separarsi. La macchina di Laura si dirige verso Acilia per accompagnare il più piccolo del gruppo alla stazione dove lo aspetta il papà; Manuel e Martina, invece, tornano in piazza Eschilo per comprare le sigarette. «Dopo un po' aggiunge Laura mi chiama Martina disperata. Hanno sparato, gridava.

 

Siamo tornati indietro, Manuel era per terra e sembrava morto. C' erano lei e i poliziotti. È sceso solo Alessandro che ha dato a Manuel due schiaffi per riprendersi, lo ha salvato, perché l' ambulanza non arrivava mai, ci avrà messo almeno mezz' ora». Chi ha sparato potrebbe essere un habitué del pub. Due mesi fa ci sarebbe stata un' altra lite, con protagonisti sempre gli stessi ragazzi. Un dipendente non esclude nemmeno che «forse quei due sullo scooter cercavano una persona che è sempre qui al pub e gli somiglia».

FEDERNUOTO FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO

 

La Mobile sta scandagliando le immagini riprese dalle telecamere dei negozi di zona e della tabaccheria stessa. Chi ha sparato lo ha fatto con un' arma a tamburo che non lascia bossoli. Un revolver di quelli usati da delinquenti esperti o di rango in colpi o regolamenti di conti. Intanto, già oggi per volere del Questore di Roma il pub potrebbe essere chiuso.

MANUEL BORTUZZO

 

PAOLO BARELLI

 

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