1- ALL’INFINITA SAGA DEI LIGRESTI S’AGGIUNGE UN NUOVO, BOLLENTE CAPITOLO: IL BOSS DI MEDIOBANCA ALBERTO NAGEL E’ STATO CONVOCATO DAL PM LUIGI ORSI CHE INDAGA SUL PRESUNTO ACCORDO SEGRETO SOTTOSCRITTO PER DARE UNA BUONUSCITA 'DORATA' (45 MILIONI) ALLA FAMIGLIA LIGRESTI E FAVORIRE COSI' L'OPERAZIONE UNIPOL-FONSAI 2- UN “GIALLO” A TINTE FORTI, CON TANTO DI MICROFONI NASCOSTI NEL CORSETTO E AVVOCATESSE RETICENTI, SUBITO MESSO ALL’INDICE DAI GIORNALONI PERCHÈ RAPPRESENTA UN INEDITO SPACCATO DEI NOSTRI ATTUALI POTERI MARCI, AVIDI, CINICI E SPREZZANTI DELL’ETICA PUBBLICA E DEI SOLDI DEI PROPRI CLIENTI E DEI RISPARMIATORI 3- L’INCHIESTA NON HA FERMATO (PER ORA) LA FUSIONE UNIPOL-FONSAI: RESPINTA L’ISTANZA DI PAOLO LIGRESTI, PREMAFIN A SETTEMBRE VOTERÀ L’INGRESSO DI UNIPOL 4- A VUOTO ANCHE IL RICORSO DI ARPE E MENEGUZZO, RESPINTO DAL CONSIGLIO DI STATO

1- FONSAI: NAGEL DA PM ORSI IN CASERMA GUARDIA DI FINANZA
(Adnkronos) - L'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel e' stato convocato dal che indaga sul presunto accordo segreto sottoscritto per dare una buonuscita 'dorata' alla famiglia Ligresti e favorire cosi' l'operazione Unipol Fonsai.

A parlare di un presunto patto che avrebbe dovuto 'liquidare' la famiglia Ligresti era stato, nei giorni scorsi, lo stesso costruttore di Paterno' interrogato in Procura a Milano dal pm Luigi Orsi. Al magistrato Salvatore Ligresti avrebbe dichiarato di avere firmato l'accordo che prevedeva, per la sua uscita, vari benefit piu' una somma pari a quasi 45 mln. Sempre Ligresti aveva dichiarato che il documento firmato da lui e da Alberto Nagel era custodito dal segretario del Patto di sindacato di Mediobanca, l'avvocato Cristina Rossello.

Interrogato come teste il legale, la settimana scorsa, ha fatto valere il segreto professionale ma questo non ha impedito agli inquirenti di sequestrare un documento, ma senza firme, manoscritto, che si trovava in custodia presso lo studio del legale. Si era creato, cosi', una sorta di giallo. Oltre alle dichiarazioni messe a verbale da Salvatore Ligresti, gli inquirenti avrebbero in precedenza ascoltato una registrazione fatta da Yonella Ligresti nella quale si sentirebbe la voce di Cristina Rossello dire alla figlia di Ligresti di stare tranquilla perche' lei custodiva il documento firmato.

2- FONSAI: CONSIGLIO STATO BOCCIA APPELLO SATOR-PALLADIO
(ANSA) - Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Sator e Palladio contro la decisione del Tar del Lazio che non aveva accolto l'istanza di sospensiva presentata in merito al provvedimento Isvap che autorizzava Unipol a prendere il controllo di Fonsai. La sentenza è stata depositata stamani.

Il Consiglio di Stato, VI sezione, ha ritenuto che sulle decisioni dell'Isvap, l'Istituto Vigilanza sulle Assicurazioni Private, non emergano "vizi di eccesso di potere". Nella sentenza che spiega i motivi con cui è stato rigettato il ricorso, si legge infatti che "non emergono elementi tali da far ritenere sussistenti vizi procedimentali delle determinazioni dell'Isvap", "in particolare tenuto conto della necessità di contemperare l'intreccio di competenze tra il Servizio vigilanza I e il Servizio vigilanza II con l'unitarietà del procedimento e della conseguente legittima costituzione di un team istruttorio di cinque dirigenti e 12 funzionari sotto la direzione del vice direttore generale (individuato sin dall'avvio del procedimento come relativo responsabile)".

Inoltre "quanto alle censure riguardanti l'adeguatezza, la giustificabilità e la motivazione delle determinazioni dell'Isvap - rileva il Consiglio di Stato - non emergono in questa sede elementi tali da far ritenere sussistenti i dedotti vizi di eccesso di potere".


3- PREMAFIN: A SETTEMBRE ASSEMBLEA PER INGRESSO UNIPOL IN CDA

(ANSA) - Premafin respinge la richiesta di della Limbo Invest di Paolo Ligresti, titolare di una quota dell'1,97% della holding, di convocare un'assemblea per la revoca del consiglio di amministrazione. Il cda, riunitosi nella tarda mattina, è infatti già dimissionario per cui non ha senso chiederne la revoca, è stato spiegato. Il consiglio ha invece provveduto a convocare nella seconda metà di settembre l'assemblea chiamata a nominare il nuovo cda, che sarà espressione di Unipol, nuovo socio di maggioranza.

La data dell'assise verrà stabilita dai vertici della holding nel corso della giornata e probabilmente comunicata in serata con una nota ufficiale. Rispetto alla richiesta della Limbo di Paolo Ligresti, che esprimeva dure critiche nei confronti del cda, presieduto dalla sorella Giulia Ligresti, per non aver esplorato ipotesi alternative rispetto all'offerta di Unipol, il consiglio ha fatto le sue osservazioni replicando alle accuse del figlio di Salvatore Ligresti.

In una nota, la holding di controllo di Fonsai, ha comunicato di aver convocato l'assemblea per il rinnovo del Cda il prossimo 27 e 28 settembre, rispettivamente in prima e seconda convocazione. "Il consiglio di amministrazione ha altresì deliberato di non procedere alla convocazione dell'assemblea degli azionisti Premafin richiesta dal socio Limbo Invest S.a. concernente la revoca degli amministratori in carica" in quanto la sua convocazione per il rinnovo del cda giustifica "il mancato accoglimento della richiesta medesima".


4- CASO LIGRESTI, MICROFONI NASCOSTI NEL SALOTTO BUONO
Giorgio Meletti per il "Fatto quotidiano"

Salotti buoni? Sì, salotti buoni. Continuiamo a chiamarli così, per comodità. Perché cambiare solo adesso, al momento del disastro definitivo, opinione sulla famiglia Ligresti? Fino a poche settimane fa il capostipite Salvatore e gli intrepidi figli Jonella, Giulia e Paolo sono stati portati in palmo di mano come campioni del miglior capitalismo italiano, quello sulle cui sorti vigilano, attenti e premurosi, i sussiegosi maghi della finanza asserragliati nella riservata palazzina milanese che è sede di Mediobanca. Solo ora che non ci stanno a uscire di scena a mani vuote, e si esprimono pubblicamente con quello stile, come dire?, aggressivo che li ha sempre caratterizzati, gli ipocriti si scandalizzano.

Allora, per cominciare, ricordiamo che già 15 anni fa Salvatore Ligresti dovette lasciare la presidenza della compagnia di assicurazioni Sai in seguito alla perdita dei "requisiti di onorabilità", dovuta a una condanna a due anni e cinque mesi nel processo per le tangenti Eni-Sai, epoca Tangentopoli.

Al vertice subentrò la figlia primogenita Jonella, e lui, persi i requisiti di onorabilità, fu giustamente nominato presidente onorario. Poco dopo fu accolto a braccia aperte nel consiglio d'amministrazione di Unicredit, che adesso non sa come recuperare le centinaia di milioni prestate alle disastrate società dei Ligresti.

E quindi i signori di Mediobanca e gli altri frequentatori dei salotti buoni hanno poco da lamentarsi se i Ligresti concludono la loro parabola nel paradiso dei padroni coinvolgendo soci e amici in una rissa da cortile, a metà strada tra spy story e Alberto Sordi. In gioco ci sono da una parte il destino di due grandi compagnie di assicurazioni (Fonsai e Unipol), miliardi di euro delle banche finanziatrici, migliaia di posti di lavoro; dall'altra parte, l'istinto predatorio dei capitalisti di razza all'italiana, che non si rassegnano alla perdita dei loro privilegi: un ufficio con segretaria e vettura con autista per papà Salvatore, un pacco di soldi per Jonella, uno stipendio sicuro e sontuoso per Giulia e Paolo.

È questo il capitalismo coccolato per decenni dal capostipite di Mediobanca, Enrico Cuccia, che non si è mai arricchito, ma amava dirigere l'orchestra, anche se i solisti non li sapeva scegliere, o li subiva. Fatto sta che adesso il salotto buono è nelle mani della magistratura. Il pubblico ministero milanese Luigi Orsi indaga, interroga, perquisisce. Vuole sapere se è vero che c'è un accordo segreto, firmato da Salvatore Ligresti e dall'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel, che garantisce alla famiglia una sontuosa buonuscita, 45 milioni di euro oltre ai benefit di cui sopra.

La buonuscita è un fallo da rigore, in questo caso. Perché per salvare la Fonsai, due miliardi di perdite solo negli ultimi due anni, Mediobanca, storico tutore della compagnia assicurativa, ha chiamato in causa la Unipol, cassaforte delle cooperative rosse. Le due compagnie devono fondersi, cioè Fonsai va salvata con i soldi delle cooperative, perché la compagnia non può fallire né essere commissariata: il rischio che arrivi un estraneo, sotto forma di liquidatore e commissario e apra i cassetti va sventato a ogni costo.

Nella complessa operazione finanziaria Unipol diventa padrona senza obbligo di comprare tutte le quote dai piccoli azionisti Fonsai: la Consob, che vigila sui mercati finanziari, ha escluso l'obbligo a condizione che non ci siano trattamenti di favore per nessun socio. Neppure per i Ligresti. La buonuscita farebbe dunque saltare l'operazione.

Ed ecco che il magistrato Orsi viene a sapere che un accordo segreto forse c'è. Lo sostiene Ligresti padre, che dice di averlo firmato con Nagel il 17 maggio. Dice che il contratto è stato affidato all'avvocato Cristina Rossello, segretario del patto di sindacato di Mediobanca. La Rossello è un personaggio notevole. Allieva del grande civilista Ariberto Mignoli, ne ha rilevato lo studio e sostiene giuliva che i suoi clienti messi insieme fatturano il dieci per cento del Pil italiano.

Orsi è andato a chiederle il contratto, lei ha opposto il segreto professionale, poi ha accettato di farselo sequestrare. Mossa decisa dopo essersi consultata con l'amico Niccolò Ghedini, con cui condivide l'emozione di curare gli interessi legali di Silvio Berlusconi. Lui presidia i processi penali, lei la assai più impegnativa causa di separazione da Veronica Lario.

La Rossello consegna ai magistrati un manoscritto privo di firme, tenuto però in cassaforte. Ma ecco che Jonella Ligresti, diventata combattiva nelle gare di equitazione disputate in groppa a purosangue comprati a spese della Fonsai, si presenta nel suo studio con il microfono nascosto, e registra la conversazione con espliciti riferimenti all'esistenza di quel contratto firmato.

La Rossello si becca quattro ore di interrogatorio in procura. Non è chiaro l'obiettivo dei Ligresti: riuscire a incassare il pattuito o far saltare tutta l'operazione? Fatto sta che Mediobanca nega l'esistenza di ogni accordo, e precisa che l'avvocato Rossello non la rappresenta. Salotti milanesi di un capitalismo che organizza così l'uscita dalla crisi.

 

 

ALBERTO NAGEL E SALVATORE LIGRESTILUIGI ORSIProcura di Milanozt03 famiglia ligresti giulia salvatore jonellaGiulia Paolo Jonella e Salvatore Ligresti CRISTINA ROSSELLO JONELLA LIGRESTI resize PAOLO LIGRESTI GIULIA LIGRESTI E MARITOsede MEDIOBANCANiccolo Ghedini

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO