UN FALCO VOLÒ SUL NIDO DI DRAGHI - WEIDMANN (BUNDESBANK) STRONCA I SOGNI DI DEBITO DELLA BCE: “LA BANCA CENTRALE NON DEVE OLTREPASSARE IL SUO MANDATO. I LEADER EUROPEI HANNO SOVRASTIMATO LE SUE POSSIBILITÀ. L’UNIONE POLITICA SI FARà QUANDO I PAESI RINUNCERANNO ALLA LORO AUTONOMIA FISCALE” - MONTI IN FINLANDIA CERCA DI CONVINCERE IL “FRONTE DEL NORD”, MA ANCHE SCHAEUBLE HA BOCCIATO LA LICENZA BANCARIA AL FONDO SALVA-STATI…

1 - BUNDESBANK, BCE NON OLTREPASSI SUO MANDATO
(ASCA) - La Bce ''non deve oltrepassare il suo mandato''. Lo ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, secondo quanto riporta il sito web della stessa banca centrale tedesca. L'Eurotower, ha aggiunto Weidmann, ''deve mantenere la propria indipendenza decisa dai padri fondatori dell'Ue, ma deve essere consapevole del fatto che questa indipendenza richiede anche che non oltrepassi il suo mandato''.

2 - BUNDESBANK, SOVRASTIMATE LE POSSIBILITA' DELLA BCE
(ASCA) - I leader europei ''sovrastimano le possibilita''' della Bce, credendo che questa possa essere chiamata in causa ''non solo sulla stabilita' dei prezzi, ma anche per promuovere la crescita, ridurre la disoccupazione e stabilizzare il sistema bancario''. Lo ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, secondo quanto riporta il sito web della stessa banca centrale tedesca. In questo momento l'Eurotower e' ''sotto pressione ancora piu' che in passato - ha aggiunto Weidmann -. In Europa ci troviamo di fronte ad alcuni modi molto diversi di concepire il ruolo della Bce. Questo vale per i media quanto per l'opinione pubblica e se una banca centrale deve anche lavorare contro l'opinione pubblica, le cose si fanno difficili''.

3 - BUNDESBANK, UNIONE POLITICA DIFFICILE NEL PROSSIMO FUTURO
(ASCA) - ''E' difficile immaginare una Unione politica europea nel prossimo futuro se alcuni paesi continuano ad essere riluttanti all'abbandono della propria autonomia fiscale anche in cambio di aiuti finanziari''. Lo ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, secondo quanto riporta il sito web della stessa banca centrale tedesca. ''Un autentico controllo bancario Ue - ha quindi aggiunto Weidmann - puo' costituire una componente importante per una maggiore integrazione all'interno dell'Unione monetaria''.

4 - BUNDESBANK, SIAMO LA BANCA CENTRALE PIU' IMPORTANTE DELL'UE
(ASCA) - La Bundesbank ''non e' solo una delle 17 banche centrali dell'eurozona'' ma ''e' la banca piu' grande e importante dell'Eurosistema e ha un peso maggiore rispetto a molte altre banche centrali'' dell'Ue. Lo ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, secondo quanto riporta il sito web della stessa banca centrale tedesca. ''Cio' - ha aggiunto Weidmann - significa che abbiamo un ruolo diverso rispetto alle altre banche e non a caso manteniamo il ruolo piu' attivo nel dibattito pubblico'' europeo ''sul futuro dell'unione monetaria''.

5 - MONTI A HELSINKI, INCONTRA REHN IN AEROPORTO
(ANSA) - Il presidente del Consiglio Mario Monti è da poco atterrato all'aeroporto di Helsinki dove, in una saletta dello scalo, sta incontrando all'aeroporto il commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn. Nel pomeriggio il premier italiano incontrerà il primo ministro Jyrki Katainen e successivamente il presidente della Repubblica Sauli Niinisto.


6 - BERLINO FRENA SUL SALVA STATI «NO ALLA LICENZA BANCARIA»
Giovanni Stringa per il "Corriere della Sera"

Oggi è il giorno del «fronte del Nord». O dei «falchi». O dei rigoristi. Si chiamino come si vuole, resta il fatto che abitano soprattutto a Francoforte (la Bundesbank), a Monaco (la democrazia cristiana bavarese - Csu - è particolarmente combattiva) e a Helsinki (in una Finlandia da sempre prudente, dalla politica estera della guerra fredda alle richieste di garanzie sui prestiti a Madrid).

Iniziamo da quest'ultima città, dove oggi il premier italiano Mario Monti incontrerà il collega finlandese Jyrki Katainen. Rigorista più della Germania, la Finlandia - insieme ai Paesi Bassi - aveva espresso riserve sul meccanismo anti-spread lanciato al vertice Ue di fine giugno anche con l'ok, pur sofferto, di Berlino.

Se Monti cercherà oggi di convincere la periferia più «tedesca» dell'eurozona a un maggiore slancio verso il lato Sud, a Francoforte il presidente della Bce Mario Draghi dovrebbe incontrare il numero uno della Bundesbank Jens Weidmann, contrario all'acquisto di titoli di Stato dei Paesi in crisi da parte della Bce.

È prevedibile che Draghi, forte del «via libera» di Berlino, cerchi di convincere Weidmann ad accettare un maggiore interventismo dell'Eurotower per alleviare le tensioni sui debiti pubblici mediterranei. Tuttavia, ieri la Bundesbank avrebbe sottolineato ancora una volta che la politica monetaria della Bce deve restare focalizzata sulla stabilità dei prezzi, e non sui problemi di bilancio degli Stati: un «memento» che è anche un segnale per oggi e soprattutto domani, quando si riunirà il consiglio dell'Eurotower. Dove sono attese, se non decisioni finali, almeno nuove indicazioni sulla strada da seguire contro la crisi.

Intanto, il piano che secondo la Sueddeutsche Zeitung hanno in mente Italia e Francia (licenza bancaria e quindi potenza illimitata al fondo salva Stati Esm) ha incassato ieri il «no» del ministero delle Finanze tedesco, in un governo dove soprattutto liberali e Csu sono contrari a un Esm-banca.

Ma, secondo die Welt, il fronte dei Paesi rigoristi starebbe assottigliandosi. E in Germania non sono mancati, anche ieri, gli slanci verso posizioni più «meridionali». «Il rischio più grande per il mercato del lavoro in Germania sarebbe un crollo di Eurolandia, che avrebbe conseguenze drammatiche per l'occupazione» nel Paese: lo ha spiegato il ministro del Lavoro Ursula von der Leyen, per cui «la cosa più importante è stabilizzare l'euro in Europa».

Dove, tra l'altro, secondo uno studio del Conference board, a sorpresa il gap di competitività tra Centro Nord e Sud del continente si sarebbe assottigliato negli ultimi anni, soprattutto grazie ai progressi di Spagna e Italia. E in Germania Deutsche Bank ha appena annunciato un calo dei profitti e un taglio di 1.900 posti di lavoro nel mondo. Insomma, il quadro non è così «bianco e nero» come può sembrare a una prima, sommaria, occhiata.

 

weidmann draghi Monti con il premier finlandese Jyrki Katainen Jens Weidmann e Angela MerkelWolfgang SchaeubleHOLLANDE MONTI MARIO DRAGHI E ANGELA MERKEL

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