1- SBARCA A CANNES L’UNICO FILM ITALIANO IN CONCORSO, "REALITY" DI MATTEO GARRONE - 2- PROFONDO, TENERO RITRATTO DELLO SHOCK DA ‘’GRANDE FRATELLO’’ CHE COLPISCE UN PESCIVENDOLO NAPOLETANO, INTEPRETATO DALLO STREPITOSO ANIELLO ARENA, NON PRESENTE A CANNES PERCHE' TORNATO IN CARCERE (È UN ATTORE DEL PENITENZIARIO DI VOLTERRA), E' UN FILM BELLO E IMPORTANTE CHE PUO' VINCERE IN QUESTA CANNES FINORA SENZA GRANDI CAPOLAVORI E HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ARRIVARE IN TUTTO IL MONDO - 3- MIGLIOR FILM VISTO FINORA AL FESTIVAL, PIÙ ORIGINALE E PIÙ COMMOVENTE DEL PRESUNTUOSO ‘’AUDIARD’’ CON LE SUE MEZZE GAMBE FINTE, PIÙ SOFFERENTE E VERO DELLE TARDONE DI ULRICH SEIDL, SOFFRE NELLA SECONDA PARTE DI UNO SVILUPPO NON COMPLETAMENTE RIUSCITO, MA PER UN'ORA CI DIMOSTRA CHE IL TALENTO DI GARRONE, APPLICATO A NAPOLI E ALL'ITALIETTA TELEVISIVA DI OGGI, PUO' DARE SVILUPPI CLAMOROSI -

Condividi questo articolo

Marco Giusti per Dagospia

MATTEO GARRONEMATTEO GARRONE Il grande Marco Giusti - Copyright PizziIl grande Marco Giusti - Copyright Pizzi

Cannes 2012. Terzo giorno. Quello di Matteo Garrone e del suo "Reality", profondo, tenero ritratto dello shock da Grande Fratello che colpisce un pescivendolo napoletano, Luciano Ciotola, intepretato dallo strepitoso Aniello Arena, non presente a Cannes perche' tornato in carcere (è un attore del penitenziario di Volterra, una moda dopo il film dei Taviani), e la sua piccola comunita'.

Miglior film visto finora al festival, più originale e più commovente del presuntuoso ‘'Audiard'' con le sue mezze gambe finte, più sofferente e vero delle tardone di Ulrich Seidl, soffre nella seconda parte di uno sviluppo non completamente riuscito, ma per un'ora ci dimostra che il talento di Garrone, applicato a Napoli e all'italietta televisiva di oggi, puo' dare sviluppi clamorosi.

Figlio di "Gomorra", del cattolicesimo felliniano della "Dolce vita" (ha lo stesso inizio con la discesa dell'elicottero dall'alto, che non porta la statua della Madonna, ma un nuovo idolo della tv), delle ossessioni dagospiane dei "morti di fama", del voler essere celebri a tutti costi, famosi per essere famosi, "Reality" funziona nella grande costruzione iniziale della piccola comunita' napoletana, che Garrone domina con una scenografia magistrale e un gruppo di attori magnifici (da Nando Paone a Nunzia Schiavo a Salvatore Misticone).

reality DI MATTEO GARRONE LOCANDINAreality DI MATTEO GARRONE LOCANDINAReality DI MATTEO GARRONEReality DI MATTEO GARRONE

Funziona anche quando segue ossessivamente il suo protagonista, riprendendolo come in un reality vero, portandolo al provino per il Grande Fratello nella Cinecitta' di Fellini. Non c'e' moralismo, solo affetto per questo pazzo che si sente toccato dall'occhio di Dio. Il suo amico Michele, cioe' Nando Paone, sa bene che "Siamo tutti osservati da Nostro Signore", e cerchera' inutilmente di spostare la follia dell'amico in fede religiosa.

Ma Luciano sa che la vita e' solo li' dentro, davanti alle telecamere della tv. Ma, come gli spiega la moglie Mary: "Secondo te la televisione perde tempo e soldi appresso a uno scemo come te?". Questa continua chiave ironica e la perfetta conoscenza dell'umanita' napoletana, nonche' la grandezza del suo cast, salvano il film dall'ossessivita' di "Primo amore" e dalla sua negativita'.

Alla fine ha ragione Luciano Ciotola ha ragione, e' spiato, ma non dall'occhio di Dio o della tv, ma da quello di Garrone e del suo sceneggiatore Massimo Gaudioso che giocano con lui per capire qualcosa dell'Italia attuale che ci sfugge, ma che non puo' sfuggire a chi guarda dal basso, dall'altezza del suo protagonista e del suo piccolo mondo, quello si' un vero Grande Fratello.

REALITY DI MATTEO GARRONEREALITY DI MATTEO GARRONE REALITY FILM DI MATTEO GARRONEREALITY FILM DI MATTEO GARRONE

"Reality" e' un film bello e importante che puo' vincere in questa Cannes finora senza grandi capolavori e ha tutte le carte in regola per arrivare in tutto il mondo.

 

 

Condividi questo articolo

FOTOGALLERY

media e tv

politica

business

cronache

sport

cafonal