ATTO DI FEDEZ: "M5S-LEGA? UN GOVERNO LEGITTIMO DOPO L’AVANSPETTACOLO DEGLI ANNI PRECEDENTI CON I BUNGA BUNGA DI BERLUSCONI, LE LAUREE FINTE DI BOSSI JR, IL PADRE DELLA BOSCHI – SALVINI? NON SONO D’ACCORDO CON LUI MA STA FACENDO CIO’ CHE AVEVA PROMESSO" – BORDATE A SAVIANO, TONINELLI (“NON MI PIACE QUANDO…”) AI TRAPPER (“POCO RESPONSABILI. HANNO RESO DI MODA LA LEAN, ,SCIROPPO ALLA CODEINA E SPRITE: C’È UN BOOM DI RAGAZZI CHE SI DROGANO IN FARMACIA): “SE SENTO MOLTI DEI NUOVI, ALLA TERZA CANZONE SONO GIÀ ANNOIATO” – E SU X FACTOR DICE CHE…

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Lavinia Farnese per www.vanityfair.it

 

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«Mi dà panico il vuoto, volare. Ho l’ansia di sparire all’improvviso, di non essere all’altezza. Timore d’impazzire per qualsiasi motivo e, da ipocondriaco, di qualsiasi malattia, con tanto di sintomi che vengono fuori davvero. Su tutte: paura di morire». Si intitola Paranoia Airlines il nuovo disco di Fedez, e a Vanity Fair, che gli dedica la copertina del numero in edicola da mercoledì 23 gennaio, il rapper racconta come convive con le sue paranoie e con la tachicardia che, di quando in quando, ancora gli regalano: «Sintomo degli attacchi di panico, di cui ho sofferto, e che nei momenti “no” si fanno ancora sentire.

 

Invalidanti. Li ho curati da dentro, senza psicofarmaci, imparando piano a controllarmi. (…) A un certo punto la parte oscura di te diventa preponderante, ed è consigliabile andare da un bravo psicologo/psichiatra. Ne ho cambiati diversi. Questo è uno nuovo, vediamo». Spera di imparare a liberarsi un po’ del suo senso di insoddisfazione perenne e a raggiungere «la vera ricchezza: godermi quel che ho, senza pensare a quel che no. Tirar giù le barriere che a volte innalzo per non mostrarmi ancora più debole, fragile, ma che soffocano ciò che sono. “Sentirmi la versione migliore di me, badando al mio essere interiore”, per dirla con le parole di Chiara».

 

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La persona che lo salva, spiega Fedez a Vanity Fair, è infatti sua moglie Chiara Ferragni, mamma di Leone e magari, tra un po’, di un altro bambino («Ne parliamo, sì. Ma non subito, non adesso»). Chiara, dice il rapper nell’intervista, «purtroppo per lei vive ogni giorno con me. E, di conseguenza, con i miei conflitti interiori, i dubbi rispetto a ciò che ero, che sono, che sarò.

 

Di Chiara ho bisogno per andare avanti. Lei sa godersi ogni momento e spero che, per osmosi, riesca a insegnarmelo. (…) Si pensa che se vivi in un contesto elitario tutto sia perfetto, nulla di cui lamentarsi. Non è così. Per quel vecchio detto: “I soldi non fanno la felicità”». Assieme a sua madre, è una delle due sole persone di cui si fidi. «I lividi fanno quello che sei. I miei vengono da una mancanza di fiducia: mi apro con pochi, non credo nelle persone, mi governa un pregiudizio che alza muri. Manco di empatia, fatico a costruire rapporti solidi».

 

Quello con J-Ax, per esempio, si è dissolto dopo l’ultima notte insieme a San Siro. Non per soldi, giura lui, senza aggiungere altro perché c’è un accordo di riservatezza. «Lo stadio pieno arrivava già dopo un mio momento di debolezza. Lontano, a Los Angeles, distratto da qualcosa di sconvolgente come la nascita di un figlio: è capitato anche che persone amiche lo abbiano sfruttato a loro favore. Ma ho colpa anche io per questo: vivo con la guerra in testa e chi mi sta vicino entra in quella guerra e dopo un po’ la deve riprodurre. Spesso lo fa scegliendo di armarsi contro chi quella guerra gliel’ha mossa dentro». Infatti il regalo in cui spera, per i trent’anni che compie nel 2019, è «la fine della guerra in testa».

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 E poi più tempo da dedicare a moglie e figlio, anche se l’addio a X-Factor non pare definitivo: «Devo ancora pensarci bene. Mi manca già, ma vorrei sparire per un po’. Dedicarmi alla famiglia». E infine un po’ di libertà: «Come Vittorio Feltri, che è l’uomo più libero del pianeta. Si permette tutto quel che gli passa per la testa senza badare alle conseguenze. Usa in tutta tranquillità quel suo modo di esprimersi così politicamente scorretto senza venire mai crocefisso. Non che mi ritrovi in quel che sostiene, ma apprezzo il coraggio. Di andare in tv e dare del negro e del frocio a chi vuole».

 

Qualche sassolino dalla scarpa però, nell’intervista a Vanity Fair, Fedez se lo toglie. Su chi lo ritiene un miracolato: «Sono partito da niente e con il mio talento o non talento sono riuscito a fare questo. C’è speranza per tutti, soprattutto se pensi che io non valga nulla». Sulle «cariche dello Stato potenti che mi hanno querelato e intimidito». Sulle fake news che lo riguardano: «C’è un’interrogazione parlamentare per guerriglia urbana su Expo; la bufala su un mio arresto per spaccio di cocaina; istituzioni che chiedono venga preso in carico da un esorcista». 

FEDEZ STAFFELLI TAPIRO STRISCIA FEDEZ STAFFELLI TAPIRO STRISCIA

 

Su Sfera Ebbasta indagato per istigazione all’uso di sostanze stupefacenti: «Cercare di minare la libertà di espressione è stupido. Se a farlo sono dei politici, poi, non voglio proprio dargli eco». Su Toninelli & C, verso cui dichiara molto scetticismo: «Ma è importante che ci sia un governo al lavoro su temi concreti come il reddito di cittadinanza, dopo l’avanspettacolo a cui abbiamo assistito gli anni precedenti, dai bunga bunga di Berlusconi alle lauree finte di Bossi jr, ai balletti attorno ai guai veri o presunti del padre della Boschi e di Renzi».

 

Su Salvini: «Si può essere d’accordo o meno con lui, sul chiudere i porti e sul resto, e io non lo sono, ma rispetto la democrazia e riconosco che non ce la si può prendere con lui perché è stato votato da italiani in coscienza, e sta facendo esattamente ciò che aveva promesso». Su Saviano che lo chiama “ministro della Malavita”: «E mi viene da ridere. Perché non dimentico Vittorio Arrigoni, uno che era sul campo e non nei salotti, con i segni della tortura e della trincea. Fu ucciso nel 2011, a  Gaza, a pochi mesi da un videomessaggio in cui invitava proprio Saviano a camminare con le sue gambe per Tel Aviv, prima di parlare a vanvera della situazione lì. L’aveva contraddetto, sì, e lui, che ama ergersi a coscienza civile del nostro Paese, non ha speso due parole per ricordarlo».

 

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Andrea Laffranchi per corriere.it

fedez ferragni fedez ferragni

 

Un matrimonio, diventare papà, passare da 4 a 7 milioni di follower su Instagram, uno show a San Siro. Tutto in meno di un anno e mezzo. Famiglia e professione che girano nel verso giusto, eppure Fedez è pieno di paranoie. Tanto da raccoglierle tutte e piazzarle nel titolo, «Paranoia Airlines», del nuovo album che esce venerdì ed è stato presentato in una sala d’attesa dell’aeroporto di Linate mentre un gruppo di fan selezionati da Spotify era su un volo privato per un ascolto in anteprima. «Il titolo riassume il mio modo di prendere l’esistenza. Ho paure che hanno molti, dall’ipocondria a quella di non sentirsi mai all’altezza che con la paternità si è accentuata».

 

Ne è uscito un disco dove il lato pop e scanzonato di Fedez è meno evidente. «L’ho fatto per stare bene io, al di là del risultati di vendita. Può sembrare cupo, preferisco definirlo introspettivo e terapeutico. Nei suoni ho scelto la emo-trap che mi ha conquistato per il suo mischiare elementi trap con il punk e l’emo, i generi della mia adolescenza. Nei testi parlo di come affronto i miei lati ombra e di come cerco di non farmi trascinare dalle paure».

 

maldive keita fedez maldive keita fedez

Check-in per la famiglia. «Prima di ogni cosa», il singolo che aveva anticipato l’uscita dell’album, è dedicato al figlio Leone («Un brano in cui non tutti si possono rispecchiare, non è universale, parlo di cose molto specifiche»). La title track è più che una dichiarazione d’amore per la moglie Chiara Ferragni. «Veniamo da due mondi diversi, dal nulla ci siamo inventati un futuro. Stare con lei ha cambiato sia la mia esistenza che la professione: io vedo il sempre il bicchiere mezzo vuoto, lei mezzo pieno».

 

Ai momenti privati fa eccezione «TVTB» in collaborazione con la Dark Polo Gang.Testo scivoloso quello del collettivo trap romano, ben oltre il doppio senso sessuale, le donne ridotte a oggetto. «Il contesto pesa più del contenuto. Quando fanno queste cose sui loro dischi non destano preoccupazioni, lo hanno fatto nel mio e finirò per essere incolpato di esibizione di misoginia. In realtà loro sono andati talmente sopra le righe che hanno reso macchiettistico il machismo».

 

«L’Italia va cambiata il pannolino è pieno» è una delle rime di «Buongiornissimo».Un raro riferimento all’attualità di questo album personale. Fedez non sembra aver rivisto il suo appoggio ai 5 Stelle dopo il contratto di governo con la Lega. «Vorrei esimermi da una dichiarazione tipo “Salvini m...”. Mi sono scontrato con lui per le sue posizioni xenofobe, quindi è chiaro come io la pensi. Ma sul tema immigrazione Salvini fa quello che aveva dichiarato in campagna e visto che è stato votato chissenedi quello che penso io. Credo nella democrazia e dopo anni di governi tecnici o illegittimi questo è un governo legittimo. Il focus è finalmente tornato sui provvedimenti politici e non sulle cenette di Berlusconi o il padre della Boschi. Non mi piace quando Toninelli secreta un atto, il reddito di cittadinanza è macchinoso, ma se quello che fanno è giusto o sbagliato si vedrà».

FEDEZ E CHIARA FERRAGNI NUDI SU INSTAGRAM FEDEZ E CHIARA FERRAGNI NUDI SU INSTAGRAM chiara ferragni fedez chiara ferragni fedez

 

Dopo la tragedia dei morti al concerto di Sfera Ebbasta, la trap è finita sotto accusa.«Chi sta attorno a Sfera dovrebbe sapere che a fronte di certe richieste economiche la discoteca deve riempire il locale all’inverosimile per rientrare dai costi». Qualcuno parla di incitamento al consumo di droga, di «cattivi maestri». «Le inchieste finiranno in un nulla di fatto e la libertà artistica non è sotto attacco. Però ci vorrebbe più responsabilità per quello che si dice, soprattutto se non si è più degli emergenti. L’unica cosa che contesto a questi trapper è di aver reso di moda la lean (sciroppo alla codeina e Sprite ndr) che in Italia non esisteva: c’è un boom di ragazzi che si drogano in farmacia. La generazione precedente alla mia, i Club Dogo ad esempio, dava dignità artistico-letteraria al mondo della droga. Se sento molti dei nuovi, alla terza canzone sono già annoiato. Ma forse sto solo invecchiando». L’età, l’ultima paranoia.

 

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