1. BARBARA COSTA AFFILA GLI ARTIGLI E STRAPAZZA NATALIA ASPESI CHE AVEVA MESSO IN DUBBIO LA SUA ESISTENZA: “SONO RIMASTA COLPITA DAL DISCREDITO CHE IL SUO ARTICOLO STA GETTANDO SULLA MIA PERSONA - LEI NON CREDE CHE IO SIA UNA ‘FEMMINA’ E CHE PORNAGE SIA STATO SCRITTO DA ME, MA CHE DIETRO CI SIA UN QUALCHE COMPLOTTO. CHE PROVE HA?" 
2. "IL SESSO E IL PORNO SONO MATERIE SU CUI POSSANO CIMENTARSI SOLO I POSSESSORI DI PENE?” - LA RISPOSTA COMPLETA DI BARBARA COSTA, IL PEZZO DELLA ASPESI, IL CONTROCANTO DI “REPUBBLICA” E IL CAPITOLO “VOGLIAMO LA RIVOLUZIONE” DAL LIBRO “PORNAGE”...

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Barbara Costa Dagospia

 

barbara costa pornage barbara costa pornage

Barbara Costa è il mio vero nome, ho i capelli lunghi biondi e gli occhi scuri, sono "alta" come Kylie Minogue, taglia 42, 2° di seno, la mia bilancia segna 52 kg. Non sono una pornostar, non sono una prof. di scienze biologiche, non sono un soprano: sono una persona che scrive, cara signora Aspesi, una “collega” come con malcelato disprezzo ha scritto lei ieri, sul suo articolo-recensione al mio libro. Una collega che è rimasta molto colpita non tanto dalle reazioni al libro, ma dal discredito che il suo articolo sta gettando sulla mia persona e sul mio lavoro.

 

NATALIA ASPESI NATALIA ASPESI

È da stamane che ricevo telefonate e messaggi, tutti che mi chiedono perché una signora importante come lei si sia rivolta a me, al mio “Pornage”, in quel modo, con quelle parole. Lei sa benissimo come sono andate le cose, signora Natalia: la casa editrice le ha mandato una copia del mio libro. A lei la libertà di recensirlo o meno, sfavorevolmente o benevolmente. Non di mettere in dubbio il lavoro, la serietà, l’impegno di una persona che in questo mestiere è arrivata da poco, e ci sta provando.

 

Lei non crede che io sia una “femmina”, che Pornage sia stato scritto da me, ma che dietro ci sia un complotto. Quale, signora, quale? Che prove ha, su cosa basa le sue accuse? Da quanto scrive sembra di capire che lei abbia parlato con Andrea Gentile, direttore editoriale de Il Saggiatore, il quale le ha detto l’assoluta verità: sì, io e Andrea ci siamo conosciuti ad una cena a casa di Giampiero Mughini e sì, mi ha chiesto di scrivere un libro, una ricerca sul sesso e sulla pornografia contemporanei, e io ho accettato. Vi ho lavorato mesi. Il libro è uscito. A voi, pubblico, la libertà di leggerlo, di dire se vi piace o meno.

 

GIAMPIERO MUGHINI GIAMPIERO MUGHINI

Dove sta il problema, signora Aspesi, nel fatto che io non abbia un profilo social, né che sul web girino mie foto? Questo la induce a accusare di falsità una persona? Lei avrebbe potuto, come ogni giornalista professionista fa, chiedere all’ufficio stampa della casa editrice, sia la mia mail, sia il mio numero di telefono. Glieli avrebbero forniti all’istante, avremmo potuto parlare, chiarire ogni suo dubbio. Come hanno fatto tutti quei giornalisti che mi hanno intervistato, per Millennium de Il Fatto Quotidiano, per Pangea.news, Playboy, Gioia!, e altri. Tutti giornalisti che hanno fatto il loro lavoro. Io ho risposto felice ad ogni loro curiosità.

 

roberto dagostino roberto dagostino

Ma i veri “problemi” sono due, non giriamoci intorno: io non esisterei perché non ci sono mie immagini sul web. Io sono una donna che scrive di sesso e porno, una pornografa, ne sono orgogliosissima, e ho un concetto della privacy sicuramente portato all’eccesso per questi tempi. E allora? Non sono libera di mantenere la mia identità nota solo a chi scelgo di conoscere di persona?

 

Chi non si esibisce sui social, vi scrive la sua su tutto lo scibile, informa dove sta, cosa mangia, con chi sc*pa, l’ultima volta che si è seduto sul water, non ha credibilità? Questa mia scelta però porta a dire che Pornage non l’abbia scritto io, ma un vecchio sporcaccione. Chi sarebbe questo sporcaccione, avanti, sarebbe Mughini? D’Agostino?

 

larry flynt e le sue ragazze larry flynt e le sue ragazze

Chi, signora? Mughini e D’Agostino sono due gentiluomini per nulla vecchi, a cui io devo ogni possibilità lavorativa, e anche qui, le cose sono andate come riporta Mughini nella sua versione di ieri. Davvero, lettori di Dagospia, credete che vi abbia preso in giro per tutto questo tempo? Che i pezzi che leggete a mia firma, non siano scritti da me? Davvero credete che il sesso e il porno siano materie su cui possano cimentarsi solo i possessori di pene?

 

NATALIA ASPESI NATALIA ASPESI

Allego a queste mie parole il primo capitolo del mio Pornage, potete leggerlo in 2 minuti, è cortissimo. Lo faccio per smentire altre frasi scritte dalla Aspesi, che feriscono quanto la messa in discussione del mio lavoro. Non è vero che penso di Hugh Hefner e Larry Flynt quanto dalla signora riportato. E non è vero che Hef e Flynt siano le persone che la Aspesi scrive. Io sostengo che Hef e Flynt abbiano fatto per il bene e il progresso della civiltà occidentale più di ogni politica e corteo strillone del passato, presente, futuro.

 

Proprio con la pornografia. Prove alla mano: non è vero che Hef abbia degradato le donne, questa è solo un’ignobile accusa. Non si conosce la storia di Hef, a dirlo, e la si infanga. Hef non ha mai costretto nessuna a spogliarsi, tutte le donne che hanno lavorato per lui, lo hanno fatto in assoluta libertà e consapevolezza (oltre che lautamente pagate). Spogliando il corpo femminile, Hef ha liberato le donne da tabù religiosi, sociali, le ha rese forti, sicure di sé. Le ha rese consapevoli della loro identità e sessualità.

 

elke jeinsen e barbara moore con hugh hefner elke jeinsen e barbara moore con hugh hefner

Vogliamo elencare tutti gli scrittori importanti che hanno scritto su Playboy? Alcuni loro libri sono nella libreria della Aspesi, ne sono sicura. Hef è stato colui che metteva sullo stesso piano bianchi e neri in America negli anni ’60, colui che se in un locale di Playboy non si facevano entrare afroamericani, ne cacciava a pedate il gestore!

 

Larry Flynt, lui sì che ne ha combinate di tutti i colori, e non sempre ha rispettato la legge, e ha pagato per questo. Ma la sua vittoria per la libertà di fare e pubblicare il porno più spinto, eccessivo, ha difeso e garantito la libertà di tutti noi. Flynt si è messo da solo contro un Paese. E ha vinto. Per sé e per le generazioni future. È storia. La sentenza che lo assolve è oggi materia d’esame nei più importanti atenei americani.

 

larry flynt larry flynt

Ma io, secondo la Aspesi, non posso amare il porno né scriverne perché sono una “femmina”. Il mio livello intellettuale e qualitativo è equiparato a quello di un vecchio sporcaccione. Nel porno americano, ovvero il porno di serie A, quello dove i soldi girano, quello dove sindacati agguerritissimi ti fanno nero se solo provi ad allungare una mano dove non devi (altro che MeToo!) è pieno di attrici, produttrici, registe donne che girano i porno più kink che esistano. Cosa sono loro, signora, delle fallite, delle reiette?

 

Sono delle donne che fanno liberamente ed egregiamente il loro lavoro. Immettono sul mercato video porno che sono cliccati, comprati da uomini e donne, cittadini normalissimi: alcuni leggono Repubblica. Questa volta mi sono dilungata troppo, e vi ringrazio se siete arrivati fin qui. Ma io vivo di parole. È il mio lavoro. E va difeso. A voi lettori, la libertà di continuare a credere in me, di divertirvi leggendo i miei pezzi. È questo ciò a cui aspiro, la sola cosa che conta. Uno scambio alla pari con chi mi fa l’onore di fermare lo sguardo sui miei articoli, in cui io cerco di informarlo con leggerezza e massima correttezza. Cosa poi io faccia, nella mia vita privata, sono davvero ca**i miei. Ma non vi prenderò mai in giro, lo giuro.

Barbara Costa.

 

holly madison e hugh hefner holly madison e hugh hefner

P.S. È vero quanto mi “imputa” la signora Aspesi. Mi piacciono uomini e donne, vado a letto con entrambi. I miei siti porno preferiti sono Nubilefilm e Dorcel. Quali saranno quelli della signora Natalia? Ah, saperlo!

 

2 - NATALIA ASPESI INCIAMPA IN “PORNAGE” DELLA NOSTRA BARBARA COSTA E INVECE DI STUDIARE E RIPASSARE ALZA IL POLVERONE: “MA ESISTE DAVVERO? L'AUTORE È DAVVERO UNA FEMMINA O IL LIBRO L'HA SCRITTO UN UOMO APPASSIONATO FRUITORE QUOTIDIANO DI PORNO, O MEGLIO UN GRUPPO DI BONTEMPONI CHE SE LA SONO SPASSATA INVESTIGANDO E CLICCANDO?” - LA RISPOSTA DI GIAMPIERO MUGHINI

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/toh-nbsp-natalia-aspesi-inciampa-ldquo-pornage-rdquo-nostra-181165.htm

 

3 - È UNA DONNA NO, È UN UOMO IL GIALLO DI "PORNAGE"

Paolo Di Paolo per “la Repubblica”

 

L' autrice esiste!» ripete l' editor, contattato nella domenica di metà agosto.

E tuttavia, non fuga del tutto il mistero non rivelando contatti per una verifica diretta.

Recensendo ieri su Robinson un volumone enciclopedico sul sesso - Pornage. Viaggio nei segreti e nelle ossessioni del sesso contemporaneo (il Saggiatore) - Natalia Aspesi ha sollevato il dubbio sull' identità dell' autrice.

erika lust 9 erika lust 9

 

Il libro è firmato da Barbara Costa, la cui biografia è pressoché irreperibile. Il prefatore, Giampiero Mughini, garantisce che Costa vive nella provincia romana e «s' è laureata con una tesi sulla politica americana in Vietnam, può scrivere agevolmente di John F. Kennedy o di John McNamara».

 

La sua firma compare spesso su Dagospia; sul sito Pangea ha di recente riletto Lolita di Nabokov, ribaltando l' immagine della ninfetta vergine in quella di «una ragazza sessualmente assassina, che usa Humbert a suo piacimento». Può anche questo suffragare la tesi di Aspesi, e cioè che Costa sia in realtà «un uomo non più giovane e appassionato fruitore di porno, o meglio ancora un gruppo di bontemponi»?

 

erika lust 8 erika lust 8

La (pochissimo femminista) esaltazione dell' ideatore di Playboy - il vecchio Hefner scomparso un anno fa insospettisce Natalia: è cosa che «una signora, soprattutto se molto liberata non farebbe mai». Ma occupandosi e scrivendo di sesso quanto c' entra il (proprio) sesso?

 

Domanda antica, impegnativa e a rischio schematismi. I principali siti porno hanno una sezione "Preferiti dalle donne" o "Per lei", non meno espliciti e neanche più romantici, semmai - come ha spiegato la regista svedese Erika Lust, autrice di film porno e femminista dichiarata - non concentrati esclusivamente, come il 90% dei video tradizionali, sull' eiaculazione maschile. Lust è comunque convinta che uomini e donne non possano, «se non in alcuni casi, avere lo stesso approccio al sesso e all' erotismo»; e si smarca così dalla rappresentazione di «belle ragazze che fanno di tutto» pur di soddisfare l' uomo e i suoi desideri eterosessuali.

 

erika lust 6 erika lust 6

Le conigliette di Playboy come liberatrici e libertarie? Temo che Lust non sia d' accordo. Le donne di Hefner, di sicuro, sfidavano lo stereotipo degli anni Cinquanta: né vergini caste né madri premurose. Ma il loro ridursi a «oggetti con lo scopo di dare piacere agli uomini» ha fatto dell' inventore di Playboy non tanto un fautore della rivoluzione sessuale, quanto uno che «ne ha tratto profitto». Parola della scrittrice statunitense Jessica Valenti.

Classe '78, autrice fra l' altro di Yes Means Yes: Visions of Female Sexual Power and A World Without Rape. Che ne dice, signora/signor Costa?

 

4 - VOGLIAMO LA RIVOLUZIONE

Estratto dal libro “Pornage” di Barbara Costa

erika lust 5 erika lust 5

 

«'Fanculo questa corte! Non siete nient’altro che otto stronzi e una fica a gettoni!» , gridò in aula Larry Flynt, e vorrei vedere chi di noi non avrebbe fatto lo stesso davanti all’ennesima condanna per oscenità, e alla prospettiva di anni di carcere “solo” per aver pubblicato foto di vagine aperte e eccitate su un giornale. Quella condanna, ma ancor più quei sessi spalancati cambiarono la storia, la nostra storia, e non è un paradosso dire che hanno aperto la strada all’odierna possibilità di vedere immagini e video porno sul nostro smartphone, se e tutte le volte che ne abbiamo voglia.

 

alex grey hustler june 2016 alex grey hustler june 2016

Larry Flynt è un pornografo, l’inventore-editore della rivista Hustler, e forse qualcuno tra voi lo conosce grazie al film girato su di lui da Miloš Forman. È un uomo che ha lottato da solo, per anni, contro tutto e tutti, perché la libertà di concepire il sesso senza pudori e di mostrarlo attraverso il porno più esplicito possibile, accanto alla satira più scorretta e becera, fosse assicurata a lui e a chiunque. Flynt non è un eroe, è una persona come noi, un impasto di intelligenza, debolezze, ingenuità e piccole cialtronerie, che nella vita lo hanno portato a combinare anche porno-guai, e ci sono stati casi in cui non è finito in galera per un cavillo o un patteggiamento.

 

Ma Flynt è anche uno che ha sfidato la legge per non tradire le sue idee, uno che ha avuto la forza di non abbassare mai la testa, e uno che sta da 40 anni sulla sedia a rotelle perché un pazzo gli ha sparato in quanto offeso per foto porno su Hustler di donne bianche e nere insieme.

 

Se siamo meno bacchettoni di mezzo secolo fa è anche grazie alle audacie di Flynt, e se gli afroamericani hanno visto riconosciuti diritti a loro ingiustamente negati, lo devono non solo alle sante lotte di Martin Luther King e soci, ma anche al porno interrazziale di Hustler, e ai neri nudi di Playboy, e alle orgiastiche electric ladies in copertina sul disco di Jimi Hendrix.

hustler america hustler america

 

Non c’è tema pornografico che Flynt non abbia trattato e scontato, la sua testardaggine l’ha portato ad alzare l’asticella del pudore e della decenza ogni volta un po’ più su: spingendo lo sguardo oltre il lecito e il già prestabilito, ci ha regalato più libertà di quanto siamo in grado di maneggiare: ancora oggi le sue foto di donne finto-stuprate sui tavoli da biliardo, o portate al guinzaglio dal loro uomo-padrone, sono difficili da tollerare. Ma si deve guardare fisso negli occhi ciò che non ci piace per essere davvero liberi, e se non si lotta per difendere la libertà con cui nasciamo, insieme a quella di espressione, si vive invano. L’errore più grande che possiamo commettere è darle per scontate, queste libertà.

 

larry flynt in tribunale larry flynt in tribunale

Il porno vero non fa sconti a nessuno, fa tabula rasa di ogni maschera, protezione e barriera, solo in questo modo garantisce progresso e modernità. Il porno è felice e spudorata erotomania, è sentimento laico estraneo a ogni conformismo, non ha remore né paura di nulla, e non si ferma davanti a niente: trova sempre nuovi tabù da spazzare, nuove battaglie da vincere. Le combatte per noi pure se non vogliamo, le affronta anche a nostra insaputa.

 

holly madison e hugh hefner holly madison e hugh hefner

“We fuck together, we fight together”,  è lo slogan che la rivista tedesca Pornceptual ha scelto per la sua campagna a favore delle sessualità non etero: attraverso articoli e foto di orge tra tutti i colori di pelle, identità e orientamenti sessuali, celebra l’utopismo di superare le diversità, facendole uscire dal ghetto della censura e dell’incomprensione. Pornceptual si batte perché le sessualità non siano più gerarchizzate, perché si superi il concetto di giusto o sbagliato nel sesso adulto e consapevole, ma anche perché alle persone diversamente abili siano riconosciuti diritti sessuali e doti seduttive finora ignorati. Ci sfida tutti a prendere posizione in quanto oggi essere apolitici è vile comodità: dobbiamo mobilitarci e lottare per la libertà sessuale di chi ancora è considerato “diverso”.

larry flynt mistico larry flynt mistico

 

Non è il porno che opprime le persone, è la società che lo fa, quindi noi stessi quando ci facciamo deviare da pregiudizi e immotivate paure. Per questo la pornografia può essere la giusta arma di protesta e mezzo di cambiamento sociale: terremota le coscienze, non lascia indifferenti, stimola, fa pensare. È dirompente per sua natura, minaccia da sempre il potere dominante, non sarebbe tale se non lo facesse.

 

Ad ogni pudore sfidato e vinto, ad ogni no benpensante zittito, niente è più come prima, la realtà muta, noi veniamo cambiati, perché il porno non può essere organico alla società, come non può essere molle, inoffensivo. Deve attaccare sempre. È impulsivo e disturbante, ci mostra quello che siamo e quello che desideriamo davvero, e che solo per buona educazione rifiutiamo. Se milioni di persone ogni giorno danno una sbirciatina ai siti hard, hanno validi motivi, e non tutti legati per forza a pigrizia onanistica: semplicemente muoiono dalla curiosità di vedere cosa succede in quei video lì. Hanno la sacrosanta voglia di mettersi davanti a quello che più intimamente e autenticamente sono.

stanza dimenticata playboy mansion stanza dimenticata playboy mansion

 

Il porno non è mai insignificante né innocuo, ci lascia liberi, “nudi”, senza difese né appigli. È nato così, con l’uomo, con l’umanità, nella sua mente, e fin nelle sue prime, “sporche” rappresentazioni ha esplorato e riprodotto i nostri più veri e reconditi impulsi che sono sempre quelli, gli stessi ritrovati nei porno-graffiti delle caverne preistoriche, o impressi nei brevissimi film hard in bianco e nero di un secolo fa, dove donne e uomini mischiavano corpi e liquidi e umori allo stessa, smodata maniera di oggi, nei video ultradefiniti di Pornhub. Il porno non conosce nazionalità, non ha amor di bandiera, e non si può rinchiudere dentro il baule di nessuna ideologia.

 

hefner nel 2003 hefner nel 2003

Senza essere borioso come un professorone, né noioso come i suoi libri di testo, ci ha insegnato il coraggio, il valore di lottare per ciò in cui si crede: Hugh Hefner, Flynt, Lasse Braun e molti altri ci hanno mostrato cosa significa vivere di passioni, sacrificando tutto al loro altare.

 

Sono le stesse lezioni dateci dall’arte e dalla letteratura erotica, da quelle pagine di sesso sterminato, che siano ricordi di vita nei tropici di Henry Miller, sperma spumeggiante degli alter ego di Philip Roth, o sesso culturalmente magnificato in mirabili ideali femminili come fa acuminando parole Giampiero Mughini. Sesso scritto che in qualche modo è entrato dentro di noi, anche dentro chi questi libri e tanti altri non li ha mai letti o neppure sa che esistono, ma libri che hanno contribuito a formare quello che siamo oggi, e che delineano quello che diventeremo.

LARRY FLYNT LARRY FLYNT

 

Il porno è libertà, e una libertà che ci siamo conquistati anche noi che come Paese ad ogni traguardo sociale siamo sempre giunti con 20 anni di ritardo. A noi la libertà pornografica ce l’ha data un signore che risponde al nome di Riccardo Schicchi, che è andato in galera e ha sfidato partiti, Vaticano, familismi e l’Italia più bigotta tutta, spogliando e sublimando il corpo delle sue pornostar, facendoci assaporare l’ebrezza e il valore delle scelte individuali a cui nessuna utopia pre e post sessantottina si è mai lontanamente avvicinata.

 

hefner nel 1979 hefner nel 1979

Un’altra porno-rivoluzione è quella di Rocco Siffredi, l’italiano contemporaneo non sportivo più famoso al mondo, colui che ha dato nome e senso a una scuola italiana del porno prima di lui inesistente, e colui che primeggiando sui set ha portato l’Italia a rivaleggiare alla pari contro le corazzate porno di Stati Uniti e Francia, ovvero le numeri uno del cinema hard mondiale. È Rocco che ha mostrato alle donne il sesso che se vogliono a letto devono con diritto pretendere, dando con le sue performance erotiche validità e forma a un piacere diverso, sempre esistito ma nascosto e disapprovato.

 

LARRY FLYNT LARRY FLYNT

Rocco ci ha fatto capire che, nel porno come nel sesso, l’unica regola che conta è il consenso: solo con esso può esserci piacere nella sopraffazione. Rocco Siffredi non ha fatto altro che portare alle estreme, porno conseguenze la rivoluzione sessuale di Hefner: grazie al lavoro di Hef abbiamo compreso che una donna non è solo una moglie e una madre ma una persona con istinti sessuali non identici a quelli maschili ma ugualmente legittimi, quindi degni di essere appagati.

 

È stato Hef a sostenere con forza che una donna può essere sexy e desiderabile anche se non più giovane, come è stato Hefner a dire ad alta voce che la monogamia è una convenzione, un sogno, un mito, un’ingegnosa invenzione sociale, la regola più allegramente trasgredita di sempre, e lo diceva anni luce prima che app e social network rendessero le corna così accessibili ed allettanti. Hefner si è battuto affinché liberazione sessuale ed emancipazione femminile fossero intesi come obiettivi paralleli, non concorrenti.

ingresso play mansion ingresso play mansion

 

Le donne, storicamente considerate cittadine di serie B anche tra le lenzuola, hanno da tempo detto basta e si sono ribellate, e non ci stanno più ad essere ritenute puttane se come professione scelgono il sesso pagato su un set hard, né se sentono di voler vivere una sessualità poliamorosa, ma nemmeno se scelgono di mantenersi con la prostituzione. In ogni caso trovano ed esibiscono autonomia, dignità, potere. Il sesso riscatta e favorisce le donne, e tutte le persone responsabili che lo sperimentano ricavandone esperienza. Il sesso aiuta a rendersi massimamente consapevoli di sé attraverso il corpo e le sue pulsioni, perché non si ha niente da temere ma tutto da guadagnare dalle fantasie più spinte, come dai feticismi più arditi.

hefner in salone hefner in salone

 

Il mondo oggi è molto più libero rispetto al 1953, quando Hef fece uscire il primo numero di Playboy, ma la sua battaglia contro la censura, il puritanesimo, insomma per la libertà vera, è tutt’altro che vinta. La nuova frontiera ce l’ha tracciata Hef prima di morire, e sta nel riconoscimento e assimilazione di tutte le sessualità, come sta nella sconfitta dei fondamentalismi religiosi, e nella caduta di ogni dittatura.

LARRY FLYNT LARRY FLYNT

 

Hef ne era sicurissimo: il porno toglierà ogni velo all’islam più retrogrado, e non sarà la libertà economica, bensì quella di scelta e di parola – e quindi di sesso e di pornografia – che affrancherà la Cina comunista (e da essa si propagherà ai nordcoreani…). Non c’è niente da fare, e che ogni censore moralista si arrenda, lo riconosca e passi al nemico: la miglior forza civilizzante al mondo non è la politica, né la religione, né l’amore: è il sesso, e il porno come sua più vivida ed esultante rappresentazione.

hefner e conigliette hefner e conigliette

 

 

 

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