IL CINEMA DEI GIUSTI - TRATTO DAL BEL ROMANZO DI NICK HORNBY, TRASPORTATO NELLA ROMA PICCOLO BORGHESE DI OGGI, “SLAM - TUTTO PER UNA RAGAZZA” DIRETTO DA ANDREA MOLAIOLI, È DAVVERO UNA BUONA SORPRESA NEL PANORAMA DEL CINEMA ITALIANO -

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SLAM - TUTTO PER UNA RAGAZZA SLAM - TUTTO PER UNA RAGAZZA

Marco Giusti per Dagospia

 

Samuele, detto Sam, mette incinta Alice. Il problema è che i due ragazzi hanno sedici anni e Alice decide di tenersi il bambino, come già aveva fatto con Sam la sua mamma. Da qui i dolori. Perché a sedici anni si hanno altri pensieri per la testa che mettere al mondo dei figli. Sam, per esempio, pensa solo alla skateboard e al suo idolo skaterista Tony Hawk. Come sarà il suo futuro? Sam addirittura lo vede con due flashforward che forse sono due sogni, ma che lo illumineranno quando dovrà affrontare davvero il suo futuro, diventato ormai un presente.

 

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Tratto dal bel romanzo di Nick Hornby, ovviamente trasportato nella Roma piccolo borghese di oggi, Slam – Tutto per una ragazza diretto da Andrea Molaioli e scritto dallo stesso regista assieme a Francesco Bruni e Ludovica Rampoldi, è davvero una buona sorpresa nel panorama del cinema italiano. Meno ambizioso dei suoi due precedenti film, il giallo pluripremiato La ragazza del lago e il meno riuscito Il gioiellino, è una delicata storia giovanile molto ben scritta, che tratta i due giovani protagonisti Sam e Alice, interpretati dagli inediti Ludovico Tersigni Barbara Ramella, non come delle macchiette, ma in maniera piuttosto credibile.

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Un filo più macchiettistici sono magari i grandi, Jasmine Trinca e Luca Marinelli, i genitori separati di Sam, parecchio alternativi, e Fiorenza Tessari e Pietro Ragusa, genitori più borghesi e rigidi di Alice. Ma ricordiamoci che sono per lo più visti con gli occhi dei ragazzi, con quel misto di noia e di presunzione che hanno i giovani quando parlano con i grandi, salvo poi provare degli scatti d’amore che li riportano indietro nel tempo.

 

Proprio il tempo, un presente in piena e travolgente trasformazione, un presente che può cambiare per sempre grazie a una scelta giusta o sbagliata, è una specie di protagonista fantasma del film. E gli sceneggiatori giocano con questi due flashforward-sogni di Sam in maniera abbastanza originale che rendono il racconto totalmente fluido. Perché Sam, che li subisce senza sapere cosa lo ha portato a quel suo futuro, si rende conto con angoscia di cosa sta per capitargli e non sa realmente come uscirne o come modificare questo futuro.

 

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Magari, nella struttura generale del film, due flashforward sono troppi, anche perché obbligano protagonisti e spettatori a rivivere ciò che ormai già sappiamo, ma l’idea di poter cambiare il nostro futuro perché abbiamo coscienza di dove ci possono portare le nostre scelte è notevole.

 

Un po’ come il grande flashback con salto generazionale de Il cielo in una stanza dei Vanzina, certo film più pariolino, ma non così dissimile da questo. Ma poi non è che tra i radicalchismo di oggi di Molaioli-Bruni-Rampoldi e il pariolinismo dei Vanzina di trent’anni fa ci sia così tanta differenza. Se i ragazzi sono freschi e simpatici, la madre di Sam, Jasmine Trinca, si dimostra interprete tenera e sensibile, mentre è assolutamente strepitoso il cameo da coatto romano e romanista di Luca Marinelli come padre di Sam.

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Più rigidi, anche perché i personaggi lo richiedono, gli altri due genitori, Fiorenza Tessari, figlia del grande Duccio, e Pietro Ragusa. Fantastico l’amico skaterista di Sam, Gianluigi Broccatelli. Prodotto con grande cura dalla Indigo e distribuito dalla Universal, il film vanta una bella conora sonora di Teho Teardo e una serie di brani di gran classe, a cominciare da “Sometimes You need” di Rufus Wainwright. Non a caso il figlio di Sam e Alice si chiamerà Rufus. In sala dal 23 marzo.

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