DIARI DI CLARETTA /3 – IL DUCE TRUCE A LETTO CON LA PETACCI “GRIDAVA COME UNA BELVA FERITA” – “TI HO ABITUATO E MI SONO ABITUATO AD UN AMORE FREQUENTE, NON VORRAI MUTARE IL RITMO ALLE COSE” – “L’AMPLESSO FA BENE, VIVIFICA LE IDEE, ALLARGA LE VISIONI, AIUTA IL CERVELLO, LO RENDE VIVIDO, SPLENDENTE” - “CORNELIA TANZI È FRIGIDA”…

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Le frasi qui riportate provengono dal volume "Mussolini segreto" (Rizzoli) nel quale Mauro Suttora ha raccolto una sintesi dei diari di Claretta dal 1932 al 1938.

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 LUCI ROSSE
15.12.32: "Non ti chiederei mai di andare a letto con altri, come informatrice"
Udienza a palazzo Venezia. Claretta, fidanzata con un tenente dell'Aeronautica (poi suo marito per due anni), ha appena conosciuto Mussolini e vuole diventare sua spia ("informatrice"):

C. "Ma queste informatrici possono avere marito?"
M. "Certamente, perché no, anzi è di aiuto".
C. "Ma possono essere fedeli, oppure devono per necessità..."
M. "Ah no! Questo poi no Clara, se avessi dovuto proporti una cosa così infamante, un mercato così basso e volgare, non t'avrei permesso di parlare, non ti avrei fatto continuare. Ti stimo troppo per proporti una vergogna. Ah no! A te andare a dormire con gli uomini, questo mai, Clara. Andare a letto con un uomo potrebbe accadere in caso del tutto eccezionale, in guerra, quando per avere preziosissime comunicazioni il governo lo imponesse. Ma è rarissimo, e allora si chiudono gli occhi e si fa per la patria. Non accade quasi mai. Ora è tardi, ho bisogno che tu vada via altrimenti a casa tua ti sgrideranno".

30.1.33: "Sa che vanno avanti quelli che fanno... La parola non la posso dire, è un po' grossa per una signorina"
Claretta: "Sa che vanno avanti quelli che fanno... Io la parola non la posso dire, che è un po' grossa per una signorina, insomma quelli che procurano ai superiori il modo di divertirsi con (...) ed altro. Ritengo che il tenente [mio fidanzato] non abbia mai preso parte a queste ignobili cose e che abbia sempre agito rettamente. Per conseguenza lo chiamavano il superbo, l'orgoglioso, il fidanzato".

marzo ‘34, Mussolini: "Sono troppo vecchio per te"
C. "Le voglio bene e..."
M. "Mi vuoi bene... a me. Oh, è bella questa, ma io sono vecchio. Pensa a voler bene al tuo [fidanzato] Riccardo, vivi tranquilla".
Claretta è diventata la sua amante fissa:
15.10.37: "Amore solo una volta a settimana, come i villici?"
Mussolini: "Non vorrai fare l'amore settimanale come i buoni villici. Tanto più che ti ho abituato e mi sono abituato ad un amore frequente, spero che tu non voglia mutare il ritmo alle cose".
6.11.37 "Un dottore tedesco mi ha detto: ‘Una sola amante'"
Un medico tedesco mi domandò: ‘Bevete, fumate?'. ‘No'. ‘Bene. E i vostri rapporti con le donne?'
Risposi che non ero affatto casto, anzi, che quando ne capitava una la prendevo senza pensarci. Mi disse che questo consuma troppe energie. ‘Voi siete forte e potete farlo, però un consiglio ve lo do: prendete sempre la stessa donna, non cambiate, sempre la stessa. Perché richiede meno sforzo nervoso, meno tensione. A lungo i due corpi si trovano, si conoscono, vibrano insieme, e questo non reca più sforzo. È una cosa naturale, spontanea, che non nuoce ai nervi né all'organismo'.
24.11.37: "Prendevo altre donne di fronte alla Ruspi"
Gli domando di [Romilda] Ruspi [amante di Mussolini e rivale di Claretta]. Mi dice: ‘Non l'ho mai amata, non le ho voluto bene. Posso giurarlo sui miei cinque figli, non ho mai provato amore per quella donna. È stata soltanto un'attrazione puramente fisica, sessuale, e poi neanche eccessiva. Lo dimostra il fatto che avevo altre amanti, facevo il turno. Ogni tanto quando mi andava la prendevo. Per quanto mi interessava, ho preso delle altre donne davanti ai suoi occhi..."
2.12.37 "L'amplesso fa bene, vivifica le idee, allarga le visioni, aiuta il cervello, lo rende vivido, splendente. Fa bene, l'amplesso d'amore. Mi sento forte, ho la forza di un toro, ho tutti i muscoli del petto che mi tirano, le membra pronte allo scatto. Vorrei saltare da qui sul tuo letto come un felino".
22.1.38: "Non faccio il mandrillo di professione"
"Che debba darti il resoconto del mio lavoro, minuto per  minuto, è assurdo, inconcepibile. Io quando ho detto che lavoro non ammetto che si discuta, che si osi mettere in dubbio che possa lavorare. Perché questo mi umilia, mi offende, mi sminuisce. Ho davvero cose importanti a cui pensare, cose serie da studiare, problemi difficili da risolvere, non faccio il mandrillo di professione. Non posso ammettere che si pensi che trascorra il mio tempo con le donnine quando lavoro come un bue".
1.2.38: "La mia carne non si desta che alla tua"
"Sono preso dalla tua carne, sono ormai schiavo della tua carne. Tremo nel dirlo, ho la febbre del tuo corpicino delizioso che voglio baciare tutto. E tu devi adorare il mio corpo, il tuo gigante. Ho voglia di te come un pazzo, farò di te la mia gioia. Ora sento il tuo corpo, mi amalgamo con la tua carne, e la mia non si desta che alla tua".
19.2.38: l'amante Cornelia Tanzi
La descrive a Claretta: "Ha gambe lunghe, è esile, sottile, alta, bruna. Ma frigida, fredda fino all'inverosimile. Figurati che non ha mai sentito nulla neanche con me. Veniva lì, si spogliava, faceva cadere la camicia, si vedevano queste due gambe lunghe, si metteva lì e via, senza scomporsi. Sempre indifferente, si rivestiva e andava via. Tutto in meno di mezz'ora.
Ti dico la verità: l'ultima volta per me è stata una cosa laboriosa e faticosa, perché non mi andava. Poi, non so, aveva un profumo quel giorno, un odorino disgustoso... Scusa, ma sai come sono sensibile a queste cose. No, non l'ho mai amata e sentivo di essere un miserabile, non dovevo farlo.

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Non so nemmeno io perché, sono un animale. Ho pensato: ‘Chissà se adesso che ha l'amico sarà meno frigida e mi riuscirà di farla scuotere'. Niente, è stata più fredda di sempre, più indifferente, ed io più di lei. Dopo ho provato disgusto. Avrei voluto bastonarla, l'avrei buttata per terra".

27.2.38. Claretta: "Facciamo l'amore, grida come una belva ferita"
Il suo volto è teso, gli occhi fiammeggiano. Sono seduta in terra e adesso lui è scivolato dalla poltrona su di me, curvo, Sento che tutti i suoi nervi sono tesi allo scatto. Lo stringo a me. Lo bacio e facciamo l'amore con tanta furia che le sue grida sembrano di belva ferita. Poi sfinito cade sul letto. Anche nel riposo è forte.
6.3.38: "Lei era in ginocchio, io ero seduto qui"
Mi dice che questa Giulia [Brambilla Carminati] l'ha conosciuta nel '22, e poi non l'ha vista più per dieci anni.
Mussolini: "Nel '33 ci siamo incontrati ancora. Non l'ho mai amata, è stata una cosa puramente fisica. Ma no, puoi stare su questo letto, perché [una settimana fa] lei era in ginocchio e io ero seduto qui... Insomma, mi fai dire tutto e poi piangi. Hai ragione piccola, adesso sentiamo la radio che è meglio".
13.3.38: "Se non prendi le donne, scrivono che sei invertito o impotente"
"Con i giornalisti stranieri c'è sempre da attendersi qualche sorpresa. Come quella Magda [Fontanges, francese] che non volevo vedere [nel ‘36]. Era una di quelle solite corrotte che ti pongono l'alternativa: o le prendi, o se non le prendi sono capaci di andare a scrivere che sei un invertito, un impotente. Allora la presi due volte.

CLARETTA PETACCICLARETTA PETACCI

E questa spudorata andò a raccontare tutto su una rivista. Come si svolse la cosa, disse che ero stato così rapido che nella fretta ho tirato giù le mutandine, che si strapparono con un rumore strano. E poi che fui così rapido che avevo finito senza che lei se ne fosse accorta. Raccontava tutto, com'ero fatto, tutto. Neanche una p.....a avrebbe avuto questo coraggio e questa spudoratezza".

23.3.38: "Grazie al ‘marchese' di mia moglie ti sono fedele"
"Sono innocente fino all'idiozia: 22 giorni di fedeltà assoluta. Non credevo di essere capace di tanto. Non ho toccato più nessuna donna, neanche mia moglie. Devi sapere che sono andato da lei cinque giorni fa, di ritorno dall'opera. Quella sera avevo voglia di mia moglie, cioè lei aveva voglia di me, almeno credevo. Aveva un bel marchese [mestruazioni].

Sono entrato, mi ha detto: ‘Che vuoi? Ho il marchese'. Allora io dietro-front, e via di corsa. E pensavo: guarda com'è fortunata Clara, non le ho fatto un corno neanche con mia moglie. Sai, aveva lasciato aperte le porte, il che significa un invito. Si vede che le era arrivato proprio in quel momento, da pochi minuti. Insomma, sono andato e sono stato fortunato. Mi sono ben guardato naturalmente dal pensare se era finto o no. Forse è un segno di decadimento..."
3.4.38: "Ventiquattro minuti? È stata una cosa rapida"
Mussolini viene scoperto in flagranza da Claretta mentre la tradisce con la sua ex amante Alice De Fonseca Pallottelli. "Va bene, ci sono andato. Non la vedevo da prima di Natale. Mi andava di vederla, credo di non aver commesso un delitto. Ci sono stato dodici minuti..."
"Ventiquattro!"
"Bene, 24 allora, la cosa è stata rapida. Capirai, è una donna passata d'età. Dopo 17 anni non c'è entusiasmo, è come quando prendo mia moglie".
"L'uccello repubblicano, dici tu... Amore, ti amo. Che ne dici, è curioso l'uomo. Dev'essere avvilente per una donna vedersi respinta. Venire per darsi, offrirsi, e vedere che l'uomo non se ne accorge nemmeno. Tornare a casa e dire: non è accaduto nulla. Credo che anche se lo avesse preso in mano, nulla".
8.4.38: "Anche se vivessi fino a 65 anni tu ne avrai 35, come farai a rinunciare alla vita, all'amore. E poi, con l'educazione sessuale che ti ho dato, sarai nel fiore della vita".
22 aprile 1938. Claretta: "Si toglie il cinturone e mi morde la spalla"
Torna alle sette, si toglie il cinturone. Poi, pieno d'affetto e di tenerezza facciamo l'amore con tanta forza che mi morde una spalla fino a lasciare il segno dei denti. È mortificato, siede sul letto un po' pallido e ansante: "Amore, che ti ho fatto, guarda che segno. Un giorno o l'altro ti porto via una spalla".

IN FAMIGLIA
8.1.38: "Rachele è una stupida"
"Oggi ho avuto una lite feroce con mia moglie ed io non posso inquietarmi a tavola mangiando, mi fa male. Mi sono in...to in una maniera incredibile. È inutile, non ci prendiamo, è una stupida. Vuole occuparsi di politica, figurati. Le fesserie che dice, cosa ne può capire lei, di cosa si immischia. Sono fuori di me.
Ho avuto la discussione a tavola, e per di più davanti ai ragazzi, fra cui i bambini, che naturalmente erano con gli orecchi puntati. Ho dato un pugno tale sul tavolo che per poco spacco tutto. [Le ho detto:] ‘Come, tu sai quel che faccio, la lotta che sostengo contro tutto e tutti, apro inchieste su inchieste, frugo dappertutto per trovare il marcio. Sai che non prendo nemmeno un pennino dello stato, neanche la benzina, neanche la carta assorbente. Tu che di tutto ti occupi fuorché di me, tu che sei lontana dalla mia vita come se fossi al polo, vuoi mettere bocca su queste questioni.
È inutile, io e mia moglie non possiamo discutere. Se ci troviamo di fronte veniamo ai ferri corti, finiamo subito a pugni. Non ci prendiamo, viviamo bene perché siamo ai due poli. Lei sa cos'è successo nella nostra famiglia per questo, sa che Arnaldo per questo motivo c'è morto. Ah no, è troppo!"
  "È questa bile che mi accorcia la vita"
È esausto e pallido. Cerco di calmarlo con lo sguardo e una leggera carezza sulla mano.
"Sì, è questa bile che mi accorcia la vita. Vivrò di meno per questo. Tu mi capisci lo so, ma che vuoi, una donna che non si è mai interessata minimamente di me, di nulla, che è stupida, non sa quel che si dice e ogni volta che parla mi fa prendere inquietezza, io la odio, stupida, la odio".
Apre i grandi occhi che mandano bagliori. Non lo seguo in questo discorso. Cerco di calmarlo.
"[Rachele è] una donna che potrebbe uscire, prendersi delle soddisfazioni. [Invece sta] tutto il giorno in casa con le cameriere, a discutere con loro. È incredibile la vita idiota che fa. E mi trascura nel modo più vergognoso, di me non si occupa affatto.
Sono stanco, mando all'aria tutto, se va avanti così spezzerò i ponti a questo inutile ridicolo legame".
27.4.38. Edda: "Il passo dell'oca umilia i grassi"
"Ho avuto una discussione sui passi ‘magri', il passo di parata, con Edda, che è diventata pallida. È violenta e vivacissima. Lei diceva che i grassi non si debbono umiliare. Io dicevo che con le pance ballanzone non è possibile marciare]. Una lite terribile: io con Bruno, lei con la madre".
6.2.38: "Abbiamo fatto il passo romano a casa, con Edda, Galeazzo e Vittorio"
"C'era l'Edda a pranzo, ora sono andati al cinema. Abbiamo fatto tardi perché abbiamo fatto il passo romano, l'Edda, Galeazzo, Vittorio. Vittorio lo fa meglio di tutti".

Claretta Petacci, amante del Duce Mussolini - in costume al mareClaretta Petacci, amante del Duce Mussolini - in costume al mareclaretta petacciclaretta petacciBenito MussoliniBenito MussoliniBenito MussoliniBenito MussoliniBenito MussoliniBenito Mussolini

 

 

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