1. MARCO GIUSTI: “NON CI VOLEVA IL 'TIMES' A RIVELARCI QUELLO CHE ABBIAMO VISTO CHIEDERE AD HARVEY WEINSTEIN A DECINE DI RAGAZZE. ‘MI AIUTI COL NODO ALLA CRAVATTA?’ SEEE”
2. ''MA PER LE TANTE CHE NON GLI FACEVANO IL MASSAGGINO, ALTRE GLIEL'OFFRIVANO DIRETTAMENTE DURANTE I FESTIVAL, DOVE SUCCEDE DI TUTTO. E GIU' RUOLI NEI FILM MIRAMAX''
3. IN ITALIA? “CARLO PONTI AVEVA TANTE DI QUELLE FIDANZATE CHE I SUOI SI INVENTAVANO INTERI FILM, COME ‘LA NAVE DELLE DONNE MALEDETTE’, PER POTERLE FAR LAVORARE TUTTE”
4. “DO’ SE MAGNA? DO’ SE SCOPA?”, LE PRIME FRASI CHE DICEVANO I NOSTRI REGISTI E PRODUTTORI QUANDO SCENDEVANO DALL’AEREO IN SPAGNA NELL'ERA SPAGHETTI WESTERN
5. “QUANDO CHIESI A TOMAS MILIAN PERCHÉ NON AVEVA FATTO PIÙ FILM CON LUCHINO VISCONTI, MI RISPOSE CANDIDAMENTE: ‘BEH, POI VENNE ALAIN (DELON, NDR)’. E SULLA TV ITALIANA…

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Marco Giusti per Dagospia

 

Il divano del produttore

harvey weinstein harvey weinstein

 

“Darla o non darla?”, come diceva in un celebre sketch perfino Sandra Mondaini a Raimondo Vianello. “Cosa?”. “La fiducia”. Il problema è davvero antico. Non ci voleva certo il New York Times a rivelarci quello che chiedeva alle ragazze di tutto il mondo Harvey Weinstein. Certo, lui ce l’aveva scritto in faccia. Ma lo sapevamo tutti, proprio tutti, sia a Hollywood che a Cannes che a Venezia. “Vieni su, che mi aiuti col nodo alla cravatta?”. Seeee…

 

Ma per le tante che non andavano su a aiutarlo col nodo alla cravatta, molte altre glielo chiedevano loro direttamente. Certo. E giu' ruoli nei film Miramax. Ottenuti proprio con qualche nodo fatto bene durante i festival, dove capita davvero di tutto e non riesci a nascondere nulla, soprattutto amiche e fidanzate.  

 

gwyneth paltrow gwyneth paltrow

Del resto gli ultimi a parlare siamo proprio noi italiani. “Do’ se magna? Do’ se scopa?”, erano le prime frasi che dicevano i nostri registi e i nostri produttori quando scendevano dall’aereo in Spagna ai tempi degli spaghetti western, ricordano oggi le attrici spagnole non con tenerezza. Un esercito di Harvey Weinstein. Carlo Ponti aveva tante di quelle fidanzate che i suoi esecutivi si inventavano interi film, come La nave delle donne maledette di Raffaello Matarazzo, per poterle far lavorare tutte.  

 

Un po' come i film estivi alla Abbronzatissimi dove era tutto un pigia pigia di amiche e fidanzate di amici. Ma quasi tutto il cinema italiano, per non parlare di certa tv, è lastricato di fidanzate o amiche del produttore o del regista. O di piccole grandi violenze quotidiane. "Che mi fai un massaggino?" chiede il regista alla giovane assistente. "Facciamo il provino da me?". E' un cinema fatto da maschi per maschi. Sempre. Una volta chiesi a Tomas Milian perché non aveva fatto più di un film con Luchino Visconti.

 

tomas milian romy schneider in boccaccio 70 di luchino visconti tomas milian romy schneider in boccaccio 70 di luchino visconti

“Beh, poi venne Alain”, rispose candidamente. Beh, non credo che fosse facile dir di no a Luchino Visconti e al suo salotto. I vecchi attori ancora ricordano che dal set del Gattopardo i giovani attori maschi, i piu' bei ragazzi del tempo, ritornarono tutti con la macchina nuova. Angelo Infanti ricordava anche di un celebre regista del tempo che gli chiese di leggere il copione nella sua stanza da letto. Un no, allora, detto a certi registi e a certi produttore poteva comprometterti davvero la carriera.

 

Quando Kim Novak scappo' con Sammy Davis Jr, sembra che il potente boss della Columbia, Harry Kohn,  non la prese bene e mando' a dire all'attore, che aveva un occhio solo, che cosi' facendo rischiava di perdere anche quello se la ragazza non fosse ritornata. I produttori, allora, erano padronali e violenti. Il no di Nicoletta Machiavelli a Dino De Laurentiis, che le aveva fatto un contratto di anni con lui, le costo', ricordava l'attrice, una carriera monca, fatta solo di spaghetti western.

 

sophia loren carlo ponti sophia loren carlo ponti

Il torvo Harvey, ammalato di sesso come lo Strauss Kahn interpretato da Gérard Depardieu nel film di Abel Ferrara, non credo che fosse meno padronale di tanti vecchi (e nuovi) produttori americani e italiani. Fa parte anche del loro ruolo e magari del loro fascino. La bellissima Graziella Lonardi, giovanissima, rifiuto' le avances di Giuseppe Amato e lui si butto' su Linda Darnell, regalandole ruoli e collane. "Lo vedi che ti sei persa?", le faceva. Direi che fa parte del personaggio del produttore comportarsi un po' cosi' e alimentarne il mito.

 

Certo, nessuno pero' ha fatto parlare cosi' di se', in maniera anche comica e plateale, come Harvey Weinstein. Ma non solo ora, sui media, ma mentre era davvero Dio a Hollywood. Forse Berlusconi, con tutto il lavoro fatto per lui da Lele Mora e Emilio Fede, le Olgettine, le ragazze che finivano di corsa dalle feste di Arcore alla prima pagina di “Panorama” dei bei tempi o nella rubrica “Periscopio” (ve la ricordate?).

 

luchino visconti alain delon luchino visconti alain delon

Ecco un ruolo in una fiction, una piccola parte in un film d’autore, la ragazza che fischia, o una cameriera che apre la porta. Almeno un'intervista da Marzullo a Sottovoce?, come ci ha fatto vedere in 1992 Miriam Leone in un ruolo che dovrebbe rappresentare un po' tutte le pre-olgettine del tempo. Che intanto finivano nei programmi della tv come soubrette e soubrettine.

 

Pensiamo che le cose siano cambiate solo perche' e' stato attaccato Harvey Weinstein? Magari Strauss Khan sarebbe stato un presidente migliore di Macron... Magari Weinstein, che non fara' piu' film, giustamente, era anche un buon produttore.  Ma questo non ci riguarda davvero. 

miriam leone in 1993 da marzullo miriam leone in 1993 da marzullo alain delon luchino visconti alain delon luchino visconti luchino visconti alain delon luchino visconti alain delon

 

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