"SONO STONATA MA PORTO ALLEGRIA – L’INCREDIBILE STORIA DI ELISA MAINO, WEB STAR DA 2 MILIONI DI FOLLOWER, A 14 ANNI -  NON SUONA E NON SA CANTARE: "LA CREATIVITÀ SI PUÒ ESPRIMERE IN VARI MODI. GLI INSULTI? ALL’INIZIO MI FERIVANO, ORA NON PIÙ, PRENDO SOLO LE CRITICHE COSTRUTTIVE"  E SE TUTTO FINISSE IN UN CLIC? “NON MI LAMENTEREI…” - VIDEO

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Simona Orlando per il Messaggero

elisa maino elisa maino

 

L' INCONTRO «Non so nemmeno io come sia successo». Elisa Maino ha solo 14 anni (15 a gennaio), abita a Riva del Garda ed è la prima muser in assoluto in Italia, piazzata nella top ten mondiale di Musical.ly, la app di video in playback che appassiona i giovanissimi e vanta 200 milioni di utenti. In meno di due anni è diventata star del web e se ne è accorta dalla lievitazione dei numeri:

 

«Prima erano 1.000, ora 750.000 su Instagram, 280mila su YouTube, oltre 2 milioni su Musical.ly. Non mi rendo davvero conto di quanti siano 2 milioni. Una volta papà mi ha portata allo stadio e mi ha detto: Questi sono 60.000. È già era impressionante così». Bella, come tante ragazzine appassionata della serie Strangers Things, di Ed Sheeran, Ghali e Fedez (che è suo follower), ma a lei la fermano per strada da Amsterdam alla California.

 

CONTA LO STILE Fa danza, non suona e non sa cantare «Sono stonata», confessa, però in quei pochi secondi di karaoke 2.0 mima benissimo. Conta lo stile, la canzone scelta, l' inquadratura giusta. Ha iniziato per gioco e gli utenti l' hanno scelta tra tanti, con l' istintivo emissario del gusto che oggi è il clic. Se lo spiega così: «Porto allegria e positività. Sono trasparente nella vita come sul web, dove le maschere non funzionano. Non ho il dono di una bella voce, ma la creatività si può esprimere in vari modi. In ogni video ci vuole un' idea, io traduco i testi che interpreto, curo ogni dettaglio del clip».

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I genitori hanno le sue password, accesso incondizionato agli account: «Tutti i minori dovrebbero avere chi li protegge. Anche se sembro più adulta della mia età, non conosco ancora la vita e i suoi pericoli». Le brutte esperienze non sono mancate, tappa obbligata per chi si espone nell' arena: «Al principio gli insulti mi ferivano, ora non più, prendo solo le critiche costruttive. La gente pensa che se sei popolare, non puoi soffrire. Scambia la fama per felicità, invece ho gli stessi problemi dei miei coetanei.

 

A scuola i professori non mi fanno sconti e io non parlo dei miei impegni extra, ci tengo alla normalità. Ho perso molti amici che si sentivano imbarazzati dalla mia popolarità. Cerco di non cambiare nei rapporti umani. Non voglio temere di essere avvicinata per interesse.

 

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Diffidare mi creerebbe troppa ansia. Tutto è servito a rafforzarmi il carattere, adesso ho lo stomaco di ferro e sono pronta a fare il chirurgo. L' altro mio sogno, insieme alla conduzione tv». È sotto contratto con la One Shot Agency e ha in cantiere un libro per Rizzoli: «Sono piccola per un' autobiografia, perciò sarà un romanzo in cui do consigli agli adolescenti come me. La cosa più bella è quando le mamme mi dicono che sono un buon esempio per le figlie. Sento la responsabilità dei messaggi che do ma non voglio pressioni, ne va della mia naturalezza. Sul web passa se sei tesa o calcolatrice».

 

SPONSORIZZAZIONI Elisa è tampinata da aziende che le propongono, su compenso, di piazzare i prodotti nei video: «Scelgo io e faccio poche sponsorizzazioni. I miei genitori lavorano, non hanno bisogno di spremermi per arrivare a fine mese. La cosa peggiore che possa accadere è che una persona diventi immagine di mercato». Siccome gli utenti di Musical.ly ormai scoprono la musica attraverso i playback di muser come lei, la contattano anche le case discografiche e dal 2018 promuoverà in anteprima i brani degli artisti italiani su etichetta Warner.

 

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L' ha fatto con Benji & Fede e ha funzionato. Il liceo classico però viene prima di tutto: «Con i primi soldi guadagnati ho comprato un computer. Per il resto, sono una tirchiaccia e metto da parte. Voglio pagarmi da sola gli studi universitari». E se tutto finisse in un clic? «Non sono un asso della tecnologia e mi connetto un' oretta al giorno. Se tutto finisse, non mi lamenterei. Dico molti no, ad esempio alle case di moda. Non devo fare tutto subito. Ho greco e latino a cui pensare, delle mie frivolezze avrò tempo di occuparm

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