LA PAGHETTA DI MAMMÀ, ULTIMO WELFARE - PER I GIOVANI IL RIFUGIO DA CRISI E DISOCCUPAZIONE È SEMPRE E UNICAMENTE LA FAMIGLIA - DAGLI OPERAI AI PROFESSIONISTI, LA FIDUCIA NEI SINDACATI È CROLLATA, LA CREDIBILITÀ DEI PARTITI È A ZERO

Dal 2004 al 2015, si è assistito ad una crescita lineare del ruolo della famiglia come istituto a tutela del lavoro: dal 10 al 36% - Ma nel 2016 si osserva un cedimento. La famiglia è prima, e per certi aspetti l’unica, rimasta a tutelare il lavoro nella lunga fase della crisi globale… -

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Luigi Ceccarini per “la Repubblica”

 

Il lavoro e la sua rappresentanza sono sottoposti a stress. La crisi economica globale ha complicato il quadro accodandosi alla fine delle ideologie, ai cambiamenti nel mondo e del modo stesso del lavoro, dovuti alla tecnologia, ai risvolti della globalizzazione, al mutamento della società.

disoccupazione disoccupazione

 

L’indagine Demos-Coop, in occasione del 1° Maggio, si è concentrata sulla tutela dei lavoratori. Chi difende, oggi, gli interessi di questa componente della società? In ordine, secondo le opinioni degli italiani, troviamo la famiglia (27%), “nessuno” (25%) e poi il sindacato (17%).

 

I partiti, senza differenza tra quelli di destra e di sinistra, sono indicati dal 3-4%. Qualcosa in più ottengono lo Stato (6%) e gli enti locali (5%). Il trend, che l’Osservatorio Demos-Coop ha registrato negli anni è piuttosto chiaro. Nel 2004, qualche anno prima dell’avvio della crisi, il sindacato era indicato dal 30% degli italiani e si collocava come primo soggetto a tutela degli interessi dei lavoratori. Oggi si colloca al terzo posto. Dopo la famiglia e “nessuno”. La credibilità su questo fronte, per un’organizzazione di interessi come il sindacato, è fondamentale. Ma è andata declinando.

tasso di disoccupazione in italia negli ultimi cinquantotto anni di alberto bagnai tasso di disoccupazione in italia negli ultimi cinquantotto anni di alberto bagnai

 

Durante la fase di crisi oscilla intorno al 25%. Ma è soprattutto negli ultimi due anni che si osserva una caduta significativa di questa risorsa, fino al 16-17%. Un trend di segno diverso è quello fatto registrare dalla famiglia, che ha sempre funzionato da ammortizzatore sociale. Ha compensato i momenti difficili di uno dei suoi componenti. Nonni, genitori, fratelli hanno saputo attenuare le conseguenze della disoccupazione.

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

 

Cosi, dal 2004 al 2015, si è assistito ad una crescita lineare del ruolo della famiglia come istituto a tutela del lavoro: dal 10 al 36%. Ma nel 2016 si osserva un cedimento. La famiglia è prima, e per certi aspetti l’unica, rimasta a tutelare il lavoro nella lunga fase della crisi globale. Oggi, anch’essa perde rilevanza: dal 36 del 2015 al 27% nel 2016. Segno della sua difficoltà dopo un lungo periodo di crisi. E su un fronte il quale non dovrebbe essere suo. O almeno, dove non dovrebbe essere l’unico bastione a difesa del lavoro.

 

DISOCCUPATI DISOCCUPATI

Ma la famiglia viene percepita cosi dagli italiani - familisti da sempre, nel bene e nel male. E non sono solo i giovani, i disoccupati e gli studenti ad indicarla. Anche gli occupati la vedono come un riferimento più importante del sindacato. Ad esempio gli operai: 30% la famiglia, 22% il sindacato. Gli impiegati: 32% contro il 13%.

 

Ovviamente i disoccupati: 33% famiglia, 14% sindacato. I pensionati valorizzano un po’ più i partiti. In particolare quelli di sinistra. Ma restano una minoranza: 7% vs. 4% della media. Tempi duri per tutti, dunque. Cittadini e sindacati, disoccupati e giovani. Anche la famiglia italiana: non è più solo un’agenzia educativa. Ma anche un riferimento per il lavoro, in crisi.

 

DISOCCUPATI DISOCCUPATI

 

 

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