CON API SI VOLA! – NEL PD PERDE PEZZI ANCHE LA CORRENTE DI FIORONI: DOPO L’ADDIO DELLA BIANCHI, ANCHE IL CALABRESE BRUNO LASCIA E VA DA CICCIO-PIO – RUTELLI CONFINDUSTRIALE VESTE PRADA: BERTELLI ALLA CONVENTION EMILIANA – PER I SONDAGGISTI IL CENTRO MODELLO KADIMA PUÒ ANDARE OLTRE IL 16%...

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1 - FIORONIANI IN FUGA DAL PD: DOPO LA BIANCHI, ANCHE IL CALABRESE BRUNO LASCIA E VA A PARMA...
Erano stati definiti semplici "osservatori", come riportò su "Libero" Elisa Calessi, legando i nomi dei calabresi Franco Bruno e Dorina Bianchi all'ex ppi Beppe Fioroni. Tanto che, all'indomani della loro partecipazione alla prima uscita delle Api rutelliane a Roma a Palazzo Ruspoli, lo scorso 12 novembre, Nino Bertoloni Meli sul "Messaggero" parlò per il giorno successivo di un incontro dei due "osservatori" proprio con Fioroni, per confermare che il loro era stato un ruolo di "emissari" del colonnello mariniano tra le file degli apisti.

SENATORE FRANCO BRUNOSENATORE FRANCO BRUNO

E invece, a distanza di neanche un mese, la Bianchi in cerca di collocazione ha ufficializzato il suo passaggio all'Udc con la promessa dell'incarico di vice capogruppo, mentre Bruno, che non vanta al suo attivo un caschetto biondo ma un pesante pacchetto di voti calabresi, ha mollato ufficialmente la sua poltrona nel Pd e domani sarà a Parma con le Api rutelliane. Per gli ex popolari la vita nel Pd si fa sempre più dura, e se la due giorni emiliana dovesse andare bene il partito di Culatello rischia una vera e propria transumanza di bruni, bianchi, biondi...

2 - SI DIMETTE IL SEGRETARIO PD DI COSENZA, VA A SENTIRE RUTELLI...
(Ansa) -
Con un sms al segretario regionale si e' dimesso da segretario provinciale di Cosenza e domani e dopo va a Parma 'per sentire' quello che dicono Tabacci e Rutelli. Franco Bruno, senatore, provenienza Margherita, e' il nuovo caso calabrese, dopo il passaggio di Dorina Bianchi all'Udc.

Francesco RutelliFrancesco Rutelli

Non e' ancora passato al movimento di Tabacci e Rutelli ma stamani il senatore ha confermato che sara' venerdi' e sabato a Parma all'assemblea dei rutelliani. Per ora come osservatore ma - si fa notare negli ambienti a lui vicini - non sara' solo Bruno a partecipare alla convention. E - si aggiunge - il disagio e' assai forte e si vedra' nelle prossime settimane come evolvera'. Alle primarie di ottobre Bruno aveva appoggiato Franceschini.

3 - RUTELLI CONFINDUSTRIALE VESTE PRADA: BERTELLI A PARMA...
T. L. per "Il Riformista" -
L'Api rutelliana è sempre più confindustriale. In vista dell'assemblea nazionale in programma domani e sabato a Parma, presentata da «Francesco» con una lunga intervista al Sole 24 Ore, molti inviti sono già stati recapitati a pezzi da novanta del mondo delle imprese (se ne occupa l'ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo).

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In onore della lunga tradizione che vede le grandi griffe legate al «centro» (ricordate Della Valle da Mastella?), Rutelli ha riservato uno dei posti d'onore della convention a Patrizio Bertelli. Proprio lui, l'ad del Gruppo Prada, già armatore di Luna Rossa. Al battesimo dell'Api dovrebbe partecipare, tra gli altri, anche Cleto Sagripanti, ad di Manas e vicepresidente dei giovani di Confindustria. Il resto gli inviti, in attesa delle conferme dei diretti interessati, è ancora top secret.

4 - MANOVRE AL CENTRO: PER I SONDAGGISTI IL PROGETTO KADIMA PUO' ANDARE OLTRE IL 16%...
Mario Ajello per "Il Messaggero"

Chiamiamolo pure il «catto-magma». Anzi, no: perchè quel concentrato, esplosivo e potenzialmente creativo, di disillusioni (verso il Pdl e verso il Pd) e di speranze (verso nuove aggregazioni) che si registra in mezzo alle trincee del bipolarismo armato, ma ormai esausto e assai claudicante, sarebbe riduttivo ingabbiarlo nel recinto del cattolicesimo politico o nella categoria del "centro".

BRUNO TABACCIBRUNO TABACCI

Di che cosa si tratta, allora? Di una situazione in cui stanno forse maturando le condizioni per la nascita di un nuovo soggetto che sappia rappresentare le culture presenti nel popolo dei credenti deluso dai partitoni e che allo stesso tempo sia espressione del voto moderato, del voto "razionale", del voto critico, del voto che chiede governabilità senza strappi e senza fanfare.

Non una ritorno alla Dc, semmai una Kadima (il partito israeliano che unisce moderati di ogni provenienza) in salsa italiana.

Alla base di questa esigenza del "nuovo" c'è comunque - così spiega Enzo Carra, considerato uno dei partenti dal Pd (non sono pochi) in direzione Udc - «la forte consapevolezza che il "barocco democristiano", inteso come l'attitudine a discutere e a confrontarsi, non ha più asilo nel Pdl e nel Pd».

02 dorina bianchi02 dorina bianchi

Di fatto, dentro e intorno al partito del "predellino" - che fra l'altro è sempre più insofferente per le critiche della Chiesa ad esempio sull'immigrazione - i moderati alla Pisanu stentano ormai a riconoscersi. Così come fanno i loro omologhi nel partito che nacque democrat e ora vira sempre più verso una formazione laico-socialista. E di qua e di là è tutto un muoversi e un agitarsi. Il fuoriuscito Rutelli chiama a raccolta i suoi per tre giorni a Parma nella convention dell'Alleanza per l'Italia.

L'Area democratica di Franceschini e degli ex Ppi (che non vogliono morire socialdemocratici nel partito di Bersani) si dà appuntamento il 18 dicembre a Cortona. I cattolici del Pd come Carra, la Binetti, Lusetti si vedono lunedì 11, anche col vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, nella sala dell'ex stampa estera a Roma. E via così.

Patrizio BertelliPatrizio Bertelli

Il magma c'è. Dove può arrivare? Spiega il sondaggista Roberto Weber, titolare della Swg: «La possibile aggregazione dei moderati, Casini lo chiama il "partito della nazione", o chiamiamolo Kadima o vattelappesca, è come la prostata e può crescere tot centimetri. Si tratta di un'area di mezzo, di un'area-ponte, non esclusivamente cattolica, che al momento quantifichiamo fino al 10 per cento. Ma ancora non basta. Se la crisi del berlusconismo si aggraverà, e lo farà in seguito alle prossime regionali quando la Lega cannibalizzerà il Pdl nel Nord, l'area di mezzo può arrivare al 16 per cento». Forse è presto per dare cifre.

DARIO FRANCESCHINIDARIO FRANCESCHINI

E occorre fermarsi alla descrizione del fenomeno. Nel quale rientra anche il superamento, nei fatti, del ruinismo classico, che era in vigore quando nel centro-destra ancora non esisteva il partito del predellino e nel centro-sinistra vivevano la Margherita e resisteva la tradizione popolare oggi in estrema sofferenza dentro il Pd. Ma Ruini c'è sempre ed è lui l'ispiratore della tre giorni (da stamane a Roma) su «Dio oggi, con lui o senza di lui tutto cambia».

E' un convegno culturale, certo, e in cui Severino, Cacciari e altri pensatori laici e cattolici si metteranno a confronto, ma è anche un convegno su cui ha gli occhi molto aperti la politica in cerca d'ispirazione.

 

 

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