1. “BERLUSCONI HA SUPERATO IL LIMITE, ADESSO HA ROTTO”. SALVINI VUOLE SFANCULARE IL CAV
2. IL LEGHISTA NON GLI PERDONA DI AVER SABOTATO IN OGNI MODO UN POSSIBILE ACCORDO CON I CINQUESTELLE: “SE VUOLE L’INCIUCIO CON IL PD, SE LO FACCIA DA SOLO SE HA I NUMERI...”
3. AVVISO AI NAVIGATI: SALVINI HA FATTO SAPERE A MATTARELLA, ATTRAVERSO LA PRESIDENTE DEL SENATO CASELLATI, DI ESSERE PRONTO A FORMARE UN GOVERNO LEGA-M5S, CON UNA MANO TESA ALLA MELONI E AI PARLAMENTARI DI “FORZA ITALIA” CHE GUARDANO AL “FUTURO”
4. E’ UN MODO PER SPACCARE IL PARTITO DEL CAV MA L'ULTIMA BARRIERA CHE FRENA SALVINI DAL BRUCIARE I PONTI È LA TENUTA DELLE GIUNTE REGIONALI DI VENETO, LOMBARDIA E LIGURIA

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1 - SALVINI: "ORA SILVIO HA ROTTO L' INCIUCIO COL PD SE LO FACCIA LUI"

Amedeo La Mattina per “la Stampa”

 

salvini meloni e berlusconi in conferenza stampa salvini meloni e berlusconi in conferenza stampa

«Basta, Berlusconi ha superato il limite, adesso ha rotto». Matteo Salvini ha spiegato ai suoi collaboratori più stretti di tenersi pronti al salto in avanti, a bruciare i ponti con l'ex Cavaliere che accusa di avere deciso in maniera unilaterale che il tentativo di formare un governo con i 5 Stelle sia definitivamente archiviato. «Ha svelato il suo vero progetto politico, ma io non aspetto di ricevere un fax da Bruxelles con il nome del presidente del Consiglio, un altro Monti, un altro tecnocrate che spenna gli italiani. L' inciucio con il Pd se lo faccia da solo se ha i numeri e se trova una sponda nel Quirinale».

 

L' accusa al leader di Forza Italia è di tradimento e di intesa con il nemico: «Io voglio fare un governo partendo dal voto degli italiani e da una coalizione che fino a ieri era compatta. Se Berlusconi se ne tira fuori, insultando un terzo degli italiani e guardando a sinistra, allora ha deciso di fare un' altra strada. È chiaro chi tradisce il voto degli italiani».

salvini meloni e berlusconi in conferenza stampa salvini meloni e berlusconi in conferenza stampa

 

Nessun contatto con l'ex Cavaliere. Nessuna telefonata nel giorno in cui precipita come un bomba atomica sull'agone politico la sentenza che condanna per la trattativa Stato-mafia anche Marcello Dell' Utri, uno dei principali fondatori di Forza Italia. Non una parola da parte di Salvini mentre i 5 Stelle, da Di Maio a Fico, passando per Di Battista, sparano mitragliate sul petto di Berlusconi. Anzi, il leader della Lega ieri dal Salone del mobile di Milano continua a messaggiarsi con Di Maio. Lo mette al corrente delle sue intenzioni bellicose.

 

salvini e berlusconi in conferenza stampa salvini e berlusconi in conferenza stampa

Adesso aspetterà ancora qualche giorno, quelli che servono al Capo dello Stato per prendere una decisione. Non è neppure detto che chiederà al Quirinale di essere incaricato per cercarsi i voti in parlamento, non certo quelli del Pd come vorrebbe il suo (ex) alleato di Arcore.

 

Salvini è consapevole che molto difficilmente troverà il portone aperto al Colle. E poi il suo vero problema è che non ha risolto con Di Maio il vero nodo della partita: chi tra i due deve fare il premier.

Il capo dei 5 Stelle continua a insistere su se stesso dall'alto dei suoi 11 milioni di voti. Il leader del Carroccio invece da solo, una volta spezzata la corda con Berlusconi, rappresenterebbe poco più del 17%.

MATTARELLA E SALVINI MATTARELLA E SALVINI

 

«Fino a quando i due galli nel pollaio non decidono chi sarà il presidente del Consiglio - spiega Ignazio La Russa - è impossibile trovare un'intesa». Fratelli d' Italia vorrebbe che la scelta cadesse su Matteo: era stata Giorgia Meloni la prima a proporre l'incarico per Salvini affinché cercasse i voti nelle aule parlamentari, escludendo però ricerche verso sinistra. «Credo che Berlusconi debba mettersi l'anima in pace: non ci saranno mai i nostri voti per un accordo con il Pd. Non siamo d'accordo.

 

E così come Fratelli d' Italia ha finora lavorato per la compattezza della coalizione, ci aspettiamo da Berlusconi la stessa cosa», afferma Meloni che rimane coerente con quanto deciso ai vertici del centrodestra da Arcore a Palazzo Grazioli.

 

MATTARELLA E GIORGIA MELONI MATTARELLA E GIORGIA MELONI

Decisione che però ha sempre avuto dentro il baco berlusconiano. L'ex Cavaliere ha sempre finto di stare al gioco, di considerare Salvini il leader del centrodestra. Ieri è venuto fuori il suo pensiero di sempre, quello che tutti sapevano sulle sue opinioni a proposito dei 5 Stelle, come del resto ha ripetuto per tutta la campagna elettorale: farebbe loro pulire i «cessi» delle sue aziende, non di più, perché «pericolosi» all' Italia.

 

Pure i leghisti sono pericolosi per Bruxelles e certe forze economiche e finanziarie? L'ex premier non lo ha mai detto esplicitamente, dicono in via Bellerio, «ma quando lui afferma di garantire in Europa per il centrodestra a guida moderata, vuole dire che anche noi saremmo pericolosi».

 

MATTARELLA E LUIGI DI MAIO MATTARELLA E LUIGI DI MAIO

E allora basta. Salvini ha sopportato la «pagliacciata» di Berlusconi con lo show al Quirinale, ha stretto i denti davanti ai continui stop and go sul dialogo con i 5 Stelle. «Capisco pure la sua incazzatura su Di Maio che avrebbe dovuto fare un'apertura più decisa, così come eravamo d'accordo, ma adesso si è messo fuori dalla coalizione». Salvini non usa più il termine «centrodestra»: «Agli italiani non frega niente del centrodestra, del centrosinistra, sono categorie superate. Partiamo dal 4 marzo, aspettiamo Mattarella».

 

Avrebbe fatto sapere al Capo dello Stato, attraverso la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati, di essere pronto a formare un governo partendo da una maggioranza Lega-M5S, lasciando la porta aperta a Giorgia Meloni e soprattutto ai quei parlamentari di Forza Italia che guardano al «futuro». Salvini punta a spaccare il partito di Berlusconi, ma a questo punto l' ultima barriera che ancora frena Salvini dal bruciarsi i ponti alle spalle è la tenuta delle giunte di Veneto, Lombardia e Liguria. Senza contare che anche in Molise e Friuli Venezia Giulia il centrodestra si presenta insieme.

 

luigi di maio salvini luigi di maio salvini

2 - SALVINI: ADESSO MANI LIBERE PER IL GOVERNO CON DI MAIO

Mario Ajello per “il Messaggero”

 

Le pratiche di divorzio sono cominciate. Ma Matteo Salvini non vuole essere lui quello che rompe il sodalizio con Berlusconi, non intende finire «massacrato» e bollato come «il traditore». «Chi sta sabotando l' alleanza, con l' evidente intenzione di romperla», ragiona il leader leghista, «è Berlusconi. Non gli faremo il piacere di un comunicato, di una nota, di un pubblico annuncio che dice: il centrodestra non c' è più».

 

Eppure, la certezza di Salvini è che il centrodestra come fu concepito nel 94, e che ha percorso questi turbolenti 24 anni, è arrivato al capolinea: «Berlusconi si ostina a non capire che è cambiato tutto e che il leader è un altro. Sto proprio perdendo la pazienza». L' ha già persa Salvini. E ha cominciato a lavorare - mentre crescono i consiglieri che gli dicono: «Va solo sancita ufficialmente la rottura con Berlusconi, e facciamolo subito», ma lui cerca ancora il momento giusto - a una strategia così sintetizzata: «Adesso, le mani libere».

LE RIFLESSIONI DI BERLUSCONI LE RIFLESSIONI DI BERLUSCONI

 

I TEMPI

Mani libera da Berlusconi, per facilitare l' accordo di governo con i grillini: «Poi decideremo chi guida, l' importante è stabilire le cose da fare e le convergenze sono tante», dicono nel Carroccio. Mentre nella corte berlusconiana viene rispolverata l' immagine choc: «Matteo farà la fine di Fini».

 

Mani libere significa che nei prossimi giorni può succedere di tutto, che il divorzio è maturo ma sarà siglato forse dopo le regionali del Friuli, che Salvini sta già trattando con Di Maio a un possibile governo («Entro domenica dovremmo gettare le basi programmatiche», confermano i pentastellati) in cui insieme a M5S, Lega e Fratelli d' Italia ci sia anche un pezzo consistente di forzisti in uscita.

IL BACIO TRA LUIGI DI MAIO E EMILIO CARELLI IL BACIO TRA LUIGI DI MAIO E EMILIO CARELLI

Nel caso il pre-incarico vada a Di Maio, i ministeri pesanti andranno alla Lega e su questo l' accordo non dovrebbe avere intoppi.

 

Nel caso il pre-incarico vada a Salvini, eventualità improbabile, dovrebbe valere la stessa regola. Mentre la partecipazione di Fratelli d' Italia la si dà per scontata, ma dal partito della Meloni arrivano messaggi così: «Non ci presenteremo certo con il piattino in mano».

 

Uno dei big e consiglieri più ascoltati dal leader assicura: «Dobbiamo capire quanta parte dei berlusconiani è disponibile a rompere gli ormeggi del politicamente corretto, della subalternità ai dettami della Ue, del passato di un leader che ha dato tanto e non ha più niente da dare». Un centrodestra sovranista, più coeso, alleato con i propri simili in Europa, e «basta con tutte quelle menate del Ppe e del moderatismo che fa infuriare i popoli». L' atmosfera in cui vive Salvini è questa. E lui ci mette del suo.

 

casellati salvini berlusconi meloni casellati salvini berlusconi meloni

Ha dato ordine di non solidarizzare con Forza Italia sulla sentenza dei giudici della Corte d' assise palermitana, di tenersi alla larga dalla questione giudiziaria, di non dare minimamente l' impressione (per non disgustare i 5 stelle, e va notato che il pm della sentenza palermitana è lo stesso Nino Di Matteo accolto da eroe nella convention casaleggiana a Ivrea pochi giorni fa) di essere vicini al travaglio berlusconiano di queste ore. Questa presa di distanza plateale, questa esibita freddezza riguardante la batosta processuale subita da Forza Italia, è una di quelle cose, perfino più di ogni altra, che lascia un segno indelebile in Berlusconi. E marca una diversità non più colmabile.

 

IO E LUI

GELMINI - BERLUSCONI - BERNINI GELMINI - BERLUSCONI - BERNINI

L'«io mi sono rotto le scatole» è la vicendevole frase che accomuna Silvio e Matteo. Forse l' unica cosa che ormai li unisce. «Sbaglia Berlusconi quando offende gli italiani dicendo che votano male», protesta Salvini che ha visto sommare gli elettori leghisti a quelli grillini nella condanna del Cavaliere. Naturalmente, il leader leghista non vuole che la colpa della rottura - «Se rompe, Salvini cade nella trappola di Di Maio», è la maledizione di Silvio - gli venga addossata.

 

E infatti: «Berlusconi tratta con il Pd, a dispetto degli italiani che ci hanno chiesto di eliminare il Pd e in parte ci siamo riusciti. E' lui che non rispetta il mandato popolare. Noi siamo coerenti: mai con il Pd, mai in un governo imposto da Bruxelles e Berlino. Anche se c' è qualcuno che aspetta il fax dall' Europa con su scritto chi devono essere i ministri e che cosa devono fare».

 

ROBERTO FICO ROBERTO FICO

Ostenta sicurezza Salvini: «Mi gioco tutto, ci metto la faccia, se nessuno si mette più a sfasciare di notte quello che si costruisce di giorno, un governo lo possiamo fare. Sennò, si vota». Intanto c' è una parte della Lega che vuole rompere subito con Forza Italia e una parte - zona Giorgetti, ma anche Salvini vuole prendere tempo ma «senza perdere tempo» - che ragiona su una scelta più meditata. Ma che oramai è presa.

 

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