“CHE FIGURA, SEMBRAVAMO I ROMANI A MILANO DEI FILM”. NELL’INCHIESTA SUL NUOVO STADIO DELLA ROMA SPUNTA ANCHE LA TENTATA CORRUZIONE DELL’ASSESSORE DEL COMUNE DI MILANO, PIERFRANCESCO MARAN DA PARTE DEI SODALI DI PARNASI. GLI OFFRIRONO UNA CASA E MARAN REPLICO': ‘QUA NON FUNZIONA COSÌ. NON VOGLIO PRENDERE PER IL C...CHI MI HA VOTATO’

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Camilla Mozzetti per il Messaggero

sala maran sala maran

 

IL CASO ROMA Non solo lo stadio della Roma a Tor di Valle, anche la struttura calcistica di Milano. La società di Luca Parnasi guardava lontano: oltre i confini del Grande Raccordo Anulare. Tanto che le mire espansionistiche dell' imprenditore erano puntate alla Lombardia. Solo che l' esito alla fine si è tramutato nello stereotipo della cinematografia italiana. Neanche fosse stata una scena tra Christian De Sica e Massimo Boldi in uno dei tanti cinepanettoni. «Abbiamo fatto peggio di Totò, i romani a Milano».

 

A dare prova di una tentata corruzione perpetrata all' ombra della Madonnina, sono alcune intercettazioni raccolte dalla procura di Roma in merito a una conversazione avvenuta tra due collaboratori di Parnasi (uno dei quali Giulio Mangosi finito in carcere con l' accusa di associazione per delinquere ndr) dove si evince il tentativo di corrompere l' assessore all' Urbanistica del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran. Il piano? Offrire all' assessore un appartamento per ottenere entrature in vista della realizzazione dello stadio nel capoluogo lombardo. L' incontro con Maran però non va nel modo in cui i sodali di Parnasi speravano.

 

luca parnasi luca parnasi

L' APPARTAMENTO «E Simone (Contasta ndr) che gli prova a vendere alla Tecnocasa un appartamento e quello racconta Mangosi a una collaboratrice della società dice amico mio no!». Una volta capita la proposta, infatti, l' assessore lombardo risponde: «Qua non funziona così... qua se tu mi dici che la cosa la riesci a fare è perché la puoi fare, a me non mi prendi per il c..., io non voglio prendere per il c... chi mi ha votato».

 

Giulio Mangosi resta di gesso: «Siamo andati dall' assessore a fare una figura, sembravamo i romani quelli sai dei centomila film che hai visto?», domanda alla donna che lo sta ascoltando. La collaboratrice dall' altro capo suggerisce: «Totò» e Mangosi puntualizza: «No peggio perché Totò è impreparato noi eravamo preparati a quello... è diverso...noi ci siamo andati a provà e quelli ci hanno...».

 

LUCA PARNASI - MAURO BALDISSONI - SIMONE CONTASTA - MARCELLO DE VITO - LUCA BERGAMO - VIRGINIA RAGGI LUCA PARNASI - MAURO BALDISSONI - SIMONE CONTASTA - MARCELLO DE VITO - LUCA BERGAMO - VIRGINIA RAGGI

La conversazione prosegue ancora con una serie di riferimenti al modus operandi dei collaboratori di Parnasi: «Va beh risponde la collaboratrice è poi quello che facciamo qua...cioè, noi ogni volta che andiamo a parlare con un' amministrazione è perché ci proviamo». Mangosi si trova perfettamente d' accordo: «Esatto...qua funziona perché ancora comunque la Roma, rometta, Baldissoni... (Mauro, direttore generale della As Roma ndr).

 

«PIÙ FACILE GIOCARE IN CASA» Del resto ai piedi del Cupolone il meccanismo, agli occhi dei due interlocutori, è più facile per un motivo: restando in tema calcistico, giocare in casa rappresenta quasi sempre un vantaggio per la squadra di turno. «Sei in casa risponde la collaboratrice a Mangosi è diverso».

maran maran

 

La chiacchierata si conclude con questa presa d' atto: «lì chiude Mangosi riferendosi a Milano è proprio un altro mondo». Dal capoluogo lombardo interviene il sindaco, Giuseppe Sala: «Ho chiesto all' assessore Maran come sono andate le cose e lui mi ha detto che non c' è stata nessuna offerta». «I miei assessori sanno che, di fronte a cose del genere, la prima cosa che devono fare puntualizza il primo cittadino di Milano è venire a parlarne con me; Maran non mi hai mai detto niente».

 

Una cosa però è certa: «Parnasi stava lavorando anche a Milano conclude Sala sull' ipotesi dello stadio per il Milan».

luca parnasi luca parnasi

 

 

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