"L'ITALIA È UNO DEI FATTORI DI CRISI" - IL FONDO MONETARIO TAGLIA LE STIME DI CRESCITA DEL NOSTRO PAESE E LO INSERISCE TRA GLI ELEMENTI COHE POSSONO INNESCARE UNA CONGIUNTURA NEGATIVA (COSÌ I SOVRANISTI IMPARANO A FIATARE) - SALVINI RENDE LA PARIGLIA: “E’ IL FMI CHE UNA MINACCIA PER L'ECONOMIA MONDIALE, UNA STORIA DI RICETTE ECONOMICHE CORONATA DA PREVISIONI ERRATE, POCHI SUCCESSI E MOLTI DISASTRI…”

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Francesco Semprini per “la Stampa”

 

CHRISTINE LAGARDE CHRISTINE LAGARDE

Il Fondo monetario internazionale inserisce l' Italia tra i fattori di rischio di una congiuntura che sconta le conseguenze del rallentamento economico a livello globale. «Gli spread italiani sono scesi dal picco di ottobre-novembre ma restano alti. Un periodo prolungato di rendimenti elevati metterebbe sotto ulteriore pressione le banche italiane, peserebbe sull'attività economica e peggiorerebbe la dinamica del debito», è scritto nella versione aggiornata del World Economic Outlook.

 

CONTE SALVINI DI MAIO BY SPINOZA CONTE SALVINI DI MAIO BY SPINOZA

Nel quale vengono riviste al ribasso, allo 0,6% dall' 1% di ottobre, le previsioni di crescita per il Paese nel 2019, mantenendole allo 0,9% per l' anno successivo. In realtà l' Italia è individuata come uno dei fattori che ha fatto scendere le stime di crescita per l' Eurozona nel 2019 ma assieme alle revisioni al ribasso di Germania (1,3% per il 2019) e le proteste dei gilet gialli in Francia (1,5%). Per l' area a moneta unica infatti il Weo prevede una crescita del 1,6% (da 1,9%) nell' anno in corso mentre mantiene per il 2020 il 2,7%.

 

christine lagarde christine lagarde

Il pronunciamento di ieri dell'Istituzione di Bretton Woods, interpretato da alcuni osservatori come un monito per il governo giallo-verde, non è piaciuto al vicepremier Matteo Salvini. «Italia minaccia e rischio per l'economia globale? Piuttosto è il Fmi che è una minaccia per l' economia mondiale, una storia di ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi successi e molti disastri», ha commentato a caldo il leader della Lega. Parole alle quali il Fmi, interpellato da La Stampa , ha deciso di non voler replicare.

 

«Non credo che l' Italia sia un rischio né per l' Ue né globale», in realtà il rischio viene dalle «politiche consigliate dal Fmi», ribadisce il ministro dell' Economia Giovanni Tria al termine dell' Eurogruppo. Al Fmi e Commissione prevale l' idea che «bisogna accumulare buffer fiscali per essere pronti e avere lo spazio per reagire in caso di crisi, ma con questa tesi non si vede che per voler accumulare mezzi per reagire alla crisi si crea la crisi», ha spiegato.

conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 28 conferenza stampa su reddito di cittadinanza e quota 100 28

 

«Nella litania dei rischi non è una novità, ma senza dubbio i toni usati nel rapporto sono molto meno allarmanti di quanto lo fossero a maggio, quando non si riusciva a dar forma all' esecutivo e di quando lo spread era prossimo ai 300», ci spiega una persona molto vicina al Fmi e che conosce assai bene il dossier italiano. Certo all' interno dell' Istituzione rimangono perplessità «sull' efficacia delle misure di bilancio nel rilanciare efficacemente la crescita e che in ultima istanza possano andare a incidere sui conti pubblici». L' analisi pertanto è che dinanzi a un indebolimento generale «l' Italia, che racchiude in sé alcune fragilità, possa pagarne un prezzo alto».

il ministro giovanni tria (2) il ministro giovanni tria (2)

 

È quanto ribadisce direttore della ricerca del Fmi Gita Gopinath: «In Europa continua l' incertezza su Brexit, mentre l' intreccio fra rischi sovrani e rischi finanziari in Italia rimane una minaccia». In particolare l' allarme è sull' eventualità che, alla scadenza di marzo, le autorità britanniche arrivino a una Brexit senza accordo: l' impatto sulla crescita di lungo termine «è di 5-8 punti percentuali». Il Fmi mantiene infine le stime di crescita per gli Usa al 2,5% quest' anno e all' 1,8% il prossimo. Mentre Il quadro complessivo descrive un ribasso delle previsioni di crescita globale per il 2019 a +3,5% dal +3,7%, e per il 2020 a 3,6% dal 3,7%.

 

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