VIENI AVANTI, BELSITO! - “SBATTIAMOCENE I COGLIONI E PENSIAMO A NOI”: MENTRE FINCANTIERI SBATTEVA IN CASSA INTEGRAZIONE CENTINAIA DI OPERAI L’EX TESORIERE LEGAIOLO CERCAVA DI SISTEMARE L’AUTISTA DI BOSSI - LE INTERCETTAZIONI IMBARAZZANTI CON LA MOGLIE DEL SENATUR E CON L’AD GIUSEPPE BONO CHE SI BEA DI “AVER FIRMATO LA LETTERA DI ASSUNZIONE” E PREANNUNCIA UNA TELEFONATA A ROSY MAURO…

Sergio Rizzo per il "Corriere della Sera"

«Sbattiamocene i coglioni e pensiamo a noi». Questo frammento di una conversazione telefonica fra l'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito e l'ex capo della sicurezza di Umberto Bossi, Maurizio Barcella, dice tutto a proposito della considerazione che certa politica ha delle aziende di Stato.

Perché questo colloquio imbarazzante nella forma e nei contenuti, che potrete ascoltare stasera alle 21.30 durante la prima puntata de Il Lecito, programma di inchieste del giornalista del Sole 24 Ore Claudio Gatti trasmesso da La7, riguarda proprio una impresa di Stato: la Fincantieri, leader mondiale delle navi da crociera controllata dal Tesoro italiano.

Dice Belsito a Barcella: «Mauri, ho parlato adesso con Scarrone... Lui mi ha detto guarda, mi ha dato un consiglio: è meglio che venite giù all'una perché poi loro devono pubblicizzare la cassa integrazione, non possono far passare il contratto da dirigente che devono fare casino con il governo. Quindi sbattiamocene i coglioni e pensiamo a noi».

«Scarrone» è Sandro Scarrone, capo del personale della Fincantieri il quale, secondo la ricostruzione di Gatti, ha in evidenza sul tavolo una pratica fortemente caldeggiata dall'ex tesoriere leghista. Ovvero, l'assunzione come dirigente della grande industria navale del fido Barcella, che Bossi ha portato a Roma come suo capo di gabinetto al ministero delle Riforme, nonostante un curriculum non proprio ortodosso per quel ruolo. Una pratica talmente importante da essere chiusa, a quanto lascia intendere quello scambio verbale, proprio mentre ci si sta apprestando ad annunciare la cassa integrazione.

Che cosa c'entra Belsito in tutto questo? Il tesoriere del Carroccio è consigliere di amministrazione della Fincantieri, in quota Lega. Lo è stato una prima volta nel 2003. Ma ora è tornato con una prospettiva folgorante: quella di essere nominato vicepresidente. E ancora non sa che alla morte di Maurizio Balocchi, che lo ha preceduto nell'incarico di partito, ne erediterà anche la poltrona governativa: sottosegretario alla Semplificazione.

Caso unico, nella storia repubblicana, di un membro del governo che è anche contemporaneamente amministratore di un'azienda pubblica. Lo è per sette mesi, prima di dimettersi nel luglio 2011. Poi perderà anche la poltrona da sottosegretario con la caduta del governo Berlusconi, e in seguito allo scandalo della gestione dei rimborsi elettorali della Lega verrà espulso dal partito insieme a Rosi Mauro.

Ma torniamo indietro di un paio d'anni. Belsito sponsorizza quindi Barcella, all'epoca capo di gabinetto di Bossi, per un posto da dirigente della Fincantieri. E la cosa, conclude Gatti, va in porto. Lo proverebbe un altro breve colloquio telefonico che Il Lecito manderà in onda.

Parlando con Belsito, l'amministratore delegato della Fincantieri Giuseppe Bono gli preannuncia una telefonata proprio a Rosi Mauro, capo del sindacato padano, vicepresidente del Senato e allora potentissima esponente del cerchio magico bossiano, per informare anche lei «che ho fatto la lettera di assunzione per Barcella e per quell'altro... come si chiama?», «Dalmir Ovieni», lo aiuta Belsito.

Ovieni Dalmirino, come ha raccontato sul Corriere Luigi Ferrarella, è stato fondatore della società consortile «Il Quartiere» promossa dal sindacato padano e presieduta da Rosi Mauro, nonché consigliere di una società di costruzioni di cui la stessa vicepresidente del Senato nel 1994 era amministratrice.

Dimostrazione ulteriore che curriculum e competenze, in questa operazione, non sembrano affatto prioritari. Belsito ne parla al telefono addirittura con la moglie di Bossi Manuela Marrone, riferendole il commento di Scarrone: «...Il direttore mi ha detto: Franci, già che siamo in confidenza, guarda che noi a un diplomato di scuola professionale non l'abbiamo mai fatto firmare un contratto del genere. È la prima volta nella storia della Fincantieri...».

L'ex insegnante Manuela Bossi inorridisce: «Scuola professionale? Non ha neanche un diploma? Francesco...». E Belsito: «No. Questo qui cosa ha mai fatto nella vita? Tutto gli hanno messo per iscritto. Tutto! Persino la casa! Non è mai uscito un contratto così da quell'azienda, mai!».
Interpellata in merito, la Fincantieri ha risposto che né il nome di Barcella né tantomeno quello di Ovieni, hanno mai avuto un riscontro negli organici aziendali. Meglio così. Dunque era soltanto una sceneggiata? Chissà. Ma quelle innocenti telefonate confermano pur sempre che la politica e le imprese pubbliche sono ancora la stessa cosa.

 

bossi belsito FRANCESCO BELSITO CON UMBERTO BOSSIFRANCESCO BELSITO E RENZO BOSSI jpegFINCANTIERIMAURIZIO BARCELLA E UMBERTO BOSSIROSI MAUROScontri FincantieriGiuseppe Bono - AD Fincantierila moglie di Bossi Manuela Marrone

Ultimi Dagoreport

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...