ADELANTE ARGENTINA - SCONCERTI: "MESSI IN CRESCITA MA RESTA PRIGIONIERO DEL RUOLO: ECCO QUAL E’ OGGI IL VERO ERRORE DI LEO" – MURA E L’ISOLAMENTO DI SAMPAOLI, DI FATTO ESAUTORATO (IL VIDEO IN CUI IL CT CHIEDE A MESSI: “METTO AGUERO?”) - GARANZINI: A PARTE MESSI, LA FRANCIA È SUPERIORE ALL' ARGENTINA IN TUTTE LE ZONE DEL CAMPO, E ANCHE NELLE SECONDE LINEE. MA… - VIDEO

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Mario Sconcerti per il Corriere della Sera

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Non è stata una grande Argentina, ma ha passato il turno. Si è anche visto Messi ammonito nel finale per aver perso tempo, la controparte della normalità. Alla fine la sceneggiata è soprattutto loro, come la gioia. Per una partita qualunque era regolare che l' Argentina battesse la Nigeria, molto leggera per avere uomini dell' equatore e senza un solo giocatore con una differenza in più. Quella che va considerata è la differenza di Messi, il valore del suo percorso al Mondiale, perché l' Argentina con Messi è una storia, senza, completamente un' altra.

 

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Messi stavolta ha giocato meglio, ha segnato un gol, uno dei suoi, controllo e tiro in anticipo, quelli che gli altri mettono sul portiere e Messi negli angoli. Ma restano, si aggiungono, anche cose che non sono da Messi. Si sta accentuando la sua posizione esterna, soprattutto la sua dedizione al passaggio facile. In queste tre partite non è stato mai un attaccante vero né un vero suggeritore, ha badato a mettere il pallone sui piedi del compagno.

 

messi sampaoli messi sampaoli

Non è quello che serve da Messi. Mi sembra che stia evitando la responsabilità di essere decisivo. Cosa che non può accadere a Ronaldo perché è solo un attaccante, quindi o segna o sbaglia. Il vero errore di Messi oggi mi sembra proprio questo, girare intorno al gol, non cercarlo alla sua maniera diritta con un laser. Oggi Messi fa anche altro. E il suo tempo diverso è tolto alla ricerca del gol. È un fuoriclasse che cerca una normalizzazione, come fosse stanco di essere un fenomeno, come fosse prigioniero del ruolo.

 

messi sampaoli messi sampaoli

Con Messi è bello giocare a fare lo psicologo di seconda mano. Nel calcio è il più grande caso vivente, tanto vale provare a sbagliare diagnosi. Comunque ha passato il turno, lui e la sua vecchia banda di compagni inariditi. Come ultima considerazione vale la pena notare che dal peggior girone la Croazia esce con 9 punti. Sparisce o quasi il calcio africano. Quello Mediterraneo è un Sud America minimo, quello equatoriale non ha mescolanza. Gli europei giocano anche con giocatori neri, i neri africani non hanno giocatori bianchi. Questa è la differenza.

 

2. SQUADRA SCARSA MA ORA RICARICATA

Gigi Garanzini per la Stampa

 

argentina nigeria argentina nigeria

È stato bello vedere almeno per una volta il vecchio Maradona con le braccia levate al cielo e lo sguardo commosso. Dopo due partite e 14 minuti l' Argentina aveva finalmente servito un pallone a Messi. Nello spazio. Un lancio di Banega, nemmeno comodo da controllare: ma lì ci ha pensato lui, in piena corsa, ginocchio sinistro a controllare, cucchiaio sinistro a portarselo avanti e destro incrociato, come fosse quello il suo piede.

Invece com' è abbastanza noto è il sinistro, e con quello venti minuti più tardi ha preso il palo su punizione, dopo aver invano messo Higuain davanti al portiere.

 

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E lì si è cominciato a capire che nonostante il suo campione ritrovato sarebbe stata ancora lunga. La riprova, e la sentenza apparente, in avvio di ripresa quando l' impresentabile Mascherano ha pensato bene di cinturare un avversario sotto gli occhi dell' arbitro. Per la verità, in materia di trattenute si è visto ben di peggio in questi giorni: ma il turco Cakir ha deciso di punirlo col rigore, per poi permettergli da lì alla fine ogni sorta di scorrettezza, fisica e verbale, lasciandolo pure in campo sanguinante come il regolamento non consente. Insomma, cose 'e pazze.

 

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Compresa l' Islanda che nel frattempo fa gol, la Nigeria che si divora il raddoppio, l' altro impresentabile, Higuain, che continua a non azzeccarne una, sinché la volée non l' azzecca Rojo al minuto 86 e l' Argentina si ritrova agli ottavi contro la Francia senza nemmeno ben sapere come. Solo tracce di Messi nella ripresa, dopo un grande primo tempo, ma soprattutto ancora troppo poco intorno a lui, fatta eccezione per qualche giocata di Banega e la vivacità, non di più, del subentrato Pavon. A parte Messi, la Francia rivista nel pomeriggio in versione turnover è superiore all' Argentina in tutte le zone del campo, e anche nelle seconde linee. Ma nemmeno lei riesce a giocare come vorrebbe, e in più si troverà di fronte una squadra assai più scarsa, questo sì, ma ricaricata da una qualificazione che dire miracolosa è poco.

 

Mascherano Mascherano

 

3. L' ISOLAMENTO DI SAMPAOLI E UNA SQUADRA PIENA DI DIFETTI

Gianni Mura per la Repubblica

 

Adelante Argentina, ma piano a dire che s' è ritrovata. Ha ritrovato Messi-gol, ha trovato in Banega un centrocampista capace di lanciare lui e chiunque altro e in Armani un portiere più affidabile di Caballero e, infine, ha trovato a 3' dalla fine in Rojo un imprevisto mattatore, uno dei tanti proiettati in attacco per disperazione. Lui, stopperaccio mancino, segna di destro, e anche questo è un segnale. La Nigeria aveva sprecato una grande occasione con Ighalo. Dopo un bel primo tempo, l' Argentina era scoppiata, andava avanti per puro dovere. Sull' orlo dell' eliminazione, chissà chi aveva fatto la formazione, Sampaoli o la commissione interna.

 

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Da come esce furiosamente dal campo, il ct avrà molto da dire ai commentatori. Quando esulta per il gol di Messi nessuno della panchina se lo fila. Se non altro, di bianco fasciato, non esibisce le braccia tatuate.

 

Mascherano in campo fa propendere per la prima ipotesi. È una palla al piede: provoca il rigore, rischia il secondo giallo, Çakir lo grazia e nemmeno lo spedisce fuori a ripulirsi la faccia dal sangue. È stato un grande, è stato però.

 

Tutti gli occhi su Messi, e Messi risponde alla sua maniera, cioè da campione. Umile, anche. Si fa ammonire perché perde tempo negli ultimi minuti, dà tutto quello che ha. Umile e grande: il gol è da antologia.

 

Bello il lancio lungo di Banega, che gli spalanca l' area.

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Bellissimo il controllo: stop di coscia, tocco leggero di sinistro, destro incrociato sul palo lontano. Il tutto con un difensore alle costole. Può bastare? No, tira anche una punizione quasi perfetta, che il portiere devia a stento sul palo.

 

Ed è sempre vivo e nel vivo dell' azione. Non è lui il guaio dell' Argentina, ma più di metà squadra. Anche Di Maria, dopo un avvio frizzante, s' è spento.

 

Perez, un pianto. La difesa, un coacervo di caproni litigiosi e di scarso piede. Higuain, subito in campo, s' è impegnato ma non è in splendide condizioni.

 

Si ripropone anche con la Nigeria il film di un Messi che non è morto, né ammalato, ma non può fare la parte di tutti i giocatori che, per sua sfortuna, vestono la stessa maglia. Due mancini che segnano di destro, vittoria molto sofferta che fino al 2-1 è stata a rischio non solo per quel che poteva fare la Nigeria ma anche l' Islanda.

 

Tutto è girato bene per l' Argentina. La Nigeria è stata molto attendista nel primo tempo, più efficace nel secondo. Su rigore (c' era) ha segnato (Moses=Messo) l' anagramma di Messi al singolare. Ighalo ha mandato alto il possibile 2-1 su omaggio di Rojo e Rojo il 2-1 l' ha infilato.

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Un regista ideale per questo mondiale sarebbe stato Alfred Hitchcock.

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