CARLO MAGNO! ANCELOTTI IN VERSIONE “MASTERCHEF”: "LA JUVE PUÒ VINCERE IL TRIPLETE, LO VORREI PER BUFFON. IO GUARDERÒ LA FINALE, POI CUCINERÒ: IN QUELLO SÌ CHE SONO DAVVERO BRAVO” - "IL BAYERN? COL REAL HA SUBITO UN' INGIUSTIZIA, SERVE LA VAR - SE TOTTI VUOLE CONTINUARE, FACCIA COME DEL PIERO"

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Paolo Tomaselli per il Corriere della Sera

 

ANCELOTTI VINCE IL CAMPIONATO CON IL BAYERN ANCELOTTI VINCE IL CAMPIONATO CON IL BAYERN

«Ma lo sa quante squadre hanno fatto il triplete? Il Bayern nel 2013, l' Inter nel 2010, il Barcellona due volte e poche altre. È un' impresa, ma la Juve è messa bene: la Coppa Italia era uno snodo delicato e l' ha superato di slancio».

 

Carlo Ancelotti, lei di trofei se ne intende: con la Bundesliga vinta alla guida del Bayern Monaco, ne ha conquistati 19 in 5 Paesi diversi. Questo le ispira un po' di grandeur?

ANCELOTTI A EDICOLA FIORE ANCELOTTI A EDICOLA FIORE

«Diciamo che non ho trovato squadre scarse: Milan, Chelsea, Psg, Real, Bayern. Ma comunque mi inorgoglisce, anche perché quando sono andato via dall' Italia avevo un po' di preoccupazione: io in vacanza all' estero volevo sempre tornare a casa prima possibile... E invece sono ancora qui: il calcio ormai è universale».

 

C' è ancora qualcosa che le dà un brivido nel suo lavoro?

«Mi sveglio sempre con la voglia di andare al campo e preparare qualcosa per poi vederla realizzata alla domenica: è la cosa più bella. Non mi vedrei ad allenare tre giorni al mese, come in una Nazionale».

 

Ha superato le 1.000 panchine. Quando ha iniziato lo avrebbe mai immaginato?

«Mai. Dopo un Pescara-Reggiana 4-1 ho detto al mio assistente: "Ho deciso, smetto". Lui mi ha risposto, "sei matto, tieni duro". Ho tenuto duro».

 

BUFFON BUFFON

Vincere qui cosa ha di diverso?

«La Bundesliga era l' obiettivo minimo, ma la soddisfazione c' è. Domani mi fanno il bagno con la birra e forse canterò pure. Certo c' è il rammarico per come sono andate le due coppe, in particolare la Champions».

 

L' eliminazione col Real ai quarti è stata un trauma?

«È stata un' ingiustizia. Nella storia rimarrà che il Real ha battuto il Bayern. E basta. Ma quello che è successo a Madrid al ritorno lo hanno visto tutti. E non è stato qualcosa di normale. Mettiamo la Var, perché è necessaria».

 

Juve-Real con che spirito la guarderà?

«Con grande interesse, simpatizzando per chi giocherà meglio. La Juve per me è soprattutto Buffon, che è stato un mio giocatore: la vittoria sarebbe il coronamento di una carriera stratosferica. E Andrea Agnelli era un ragazzo quando c' ero io: la Juve con lui è tornata ad essere un modello, grazie anche allo stadio».

 

ZIDANE ANCELOTTI ZIDANE ANCELOTTI

Se pensa al Real pensa a Ronaldo?

«Non solo: Ramos, Modric, Marcelo, Benzema e altri. Mi sono trovato molto bene con i giocatori e forse ho pagato proprio questo».

 

Zidane l' ha sorpresa?

«Per niente. È intelligente e conosce benissimo il calcio».

 

Lei, Allegri, Zizou: si dice che siate soprattutto dei «gestori», quasi in modo dispregiativo. Che ne pensa?

«Tutti gestiscono una squadra, poi ci sono quelli che danno un' identità tattica molto ben definita e creano una tendenza, come Guardiola».

 

Conta di più il rapporto con la squadra?

«La chiave è creare un' idea di gioco in base alle caratteristiche dei giocatori e convincerli a seguirla. È un problema di coinvolgimento, non di imposizione. Io sono sempre stato accusato di buonismo, ma non è quello il punto: la questione è di aver a che fare con delle persone, non con dei bambini».

 

ANCELOTTI BERLUSCONI ANCELOTTI BERLUSCONI

Il Bayern cambierà molto?

«Nessuna rivoluzione, il gruppo è molto solido.

Smettono Lahm e Alonso, ma i giovani crescono».

 

Il mercato italiano lo guardate?

«Certo: quanto è la clausola di Belotti? Ecco, il mercato è caro dappertutto. E in Italia stanno uscendo giocatori di qualità, anche per il prossimo Mondiale: Verratti è maturato, come Insigne. È uscito Gagliardini e la difesa è sempre granitica».

A proposito di difesa: nella Juve si è creata «un' alchimia speciale» come l' ha definita Chiellini.

 

Può portare al Triplete?

«Sì. È un sistema di gioco che si può sviluppare solo per il sacrificio dei giocatori e questo spinge tutti a dare di più, un po' come il mio Milan dei trequartisti. Devo dire che Mandzukic per me è qualcosa di sorprendente: tenace lo è sempre stato, però è diventato tatticamente perfetto».

 

TOTTI DEL PIERO TOTTI DEL PIERO

L' altro lato della medaglia può essere una convinzione eccessiva, come se il Real fosse un avversario qualsiasi?

«È impossibile sottovalutare il Real. Non so chi la spunterà, ma sarà molto equilibrata. Le due squadre si assomigliano come idea di gioco: forse gli spagnoli hanno più qualità e la Juve più solidità».

 

È d' accordo con Allegri quando dice che l' allenatore migliore è quello che fa meno danni?

«Sì. I danni li puoi fare se porti un' idea di gioco di cui sei convinto solo tu».

 

ANCELOTTI ANCELOTTI

L' ha sorpresa di più il trionfo di Conte al Chelsea o la difficoltà di Guardiola al City?

«Quando sposi Guardiola non sposi un risultato, ma un' idea, una filosofia. Quindi devi andare avanti. Conte ha fatto il miracolo, perché è riuscito a motivare una squadra, cambiandone completamente la filosofia e passando ai 3 difensori. La sua forza è quella di essere convincente».

Per le milanesi-cinesi è stato un altro anno deludente.

 

Che idea si è fatto?

«Il Milan non è partito per vincere il campionato, mentre l' Inter ha fatto investimenti importanti. E ha deluso».

 

Il Milan senza Berlusconi che effetto le fa?

«Mi fa pensare che tutte le cose hanno un inizio e una fine: anche il miglior presidente nella storia rossonera. Mi auguro che i nuovi abbiano le potenzialità per riportare in alto il Milan e per farlo servono i soldi: le idee contano, ma sei vuoi Higuain e non hai i soldi, come lo prendi?».

 

Senza le milanesi ad alto livello la Juve vincerà ancora a lungo?

«Le squadre che vincono sono quelle col fatturato più alto, di lì non si scappa».

 

La Champions ha detto qualcosa di nuovo?

ANCELOTTI ANCELOTTI

«C' è stata più qualità offensiva generale, nessun difensivismo esasperato. Neanche dell' Atletico Madrid».

 

Chi è la sorpresa?

«Mbappé. E Dybala, se lo consideriamo una sorpresa».

 

Un consiglio a Totti?

«La cosa migliore è che non siano gli altri a dirti di smettere.

Se lui si sente di continuare lo faccia: può andare da un' altra parte, come fece Del Piero».

 

La Juve per lei è una ferita?

«No, è un' esperienza, come il Real: non ho rancori, credo che l' esonero faccia parte della carriera».

 

Sulla sua panchina c' è una data di scadenza?

«Non ho alcuna intenzione di smettere finché mi diverto: guardavo Ferguson a 2.000 panchine e pensavo che fosse un mostro, ma il calcio fa provare emozioni uniche. E cambia in continuazione. Per questo aver giocato ti serve relativamente: rispetto a 20 anni fa è tutto diverso».

 

Il suo segreto qual è?

«Avere cura delle persone. I giocatori "fanno" i giocatori non "sono" giocatori. Sono persone».

 

Che fa, cita Sartre?

ANCELOTTI ANCELOTTI

«No, guardi io sono anche un po' ignorante, ma la realtà è questa. Piuttosto, con l' esperienza vedo che gioisco meno per i momenti belli e soffro di più per quelli difficili. È strano e non so perché. Ma è così».

 

Quindi dopo gli errori dell' arbitro Kassai col Real ha sofferto il doppio: esiste un peso politico delle squadre?

«No. Esistono arbitri bravi e meno bravi. Tutti possono sbagliare, ma non così, a questi livelli. L' arbitro di Juve-Real è di Monaco e non ci arbitra mai: una volta ha fatto un errore entrato nella storia, ma è uno che sbaglia molto poco».

 

Perché Zidane fa giocare così poco Morata?

«Perché Benzema è il miglior centravanti per giocare con Ronaldo».

 

La Juve non vince la Champions da 21 anni: è un handicap o uno stimolo?

«Una statistica. Quel che conta è il coraggio che serve in queste partite, per dimostrare tutte le tue qualità».

 

Lei dove la vedrà la finale?

ANCELOTTI VINCE IL CAMPIONATO CON IL BAYERN ANCELOTTI VINCE IL CAMPIONATO CON IL BAYERN

«In ferie, a Vancouver. Saranno le 11.45 del mattino. Poi cucinerò: in quello sì che sono davvero bravo».

CONTE ANCELOTTI CONTE ANCELOTTI

 

ancelotti mostra il dito medio ai tifosi ancelotti mostra il dito medio ai tifosi SACCHI ANCELOTTI SACCHI ANCELOTTI ancelotti galliani ancelotti galliani GUARDIOLA ANCELOTTI GUARDIOLA ANCELOTTI ANCELOTTI ANCELOTTI ANCELOTTI PIRLO LAMPARD ANCELOTTI PIRLO LAMPARD ANCELOTTI ANCELOTTI ZIDANE ANCELOTTI 1 ZIDANE ANCELOTTI 1

 

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