CECCHINATO ‘SBALORDITIVO’! ANCHE LA FRANCIA IN VISIBILIO PER IL TENNISTA SICILIANO CHE SI CONFESSA: "ERO UN BRAVO CALCIATORE POI…” – LA NOTTE INSONNE DOPO IL TRIONFO CON DJOKOVIC: “RIVEDO IN CONTINUAZIONE L’ULTIMA RISPOSTA DEL MATCH” – VIDEO - ADRIANO PANATTA: "CI POSSIAMO ASPETTARE ANCHE CHE VADA IN FINALE…"

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Luca Marianantoni per gazzetta.it

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A due giorni dalla semifinale con Dominic Thiem, Marco Cecchinato parla a ruota libera della sua vita e di come questa sia improvvisamente cambiata nell’arco di pochissimo tempo. “Sono stati mio zio e mio cugino a trascinarmi in un campo da tennis. Avevo 7 anni; fino a 12 anni mi dividevo tra tennis e calcio, promettevo bene anche lì. Ero bravino, giocavo in attacco e il mio sogno era di diventare un calciatore famoso.

 

Poi ho dato retta a mio cugino, Francesco Palpacelli, che mi ha convinto a puntare tutto sul tennis. Mi ripeteva sempre che sarei potuto diventare un ottimo tennista e che per fare il salto di qualità sarebbe stato opportuno andare a Caldaro, nell’Accademia di Massimo Sartori, la stessa dove era cresciuto Andreas Seppi. Da quel giorno in poi, tutte le mosse le ho sempre decise io, ma la prima è stata di Francesco che per me è come un fratello”.

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Come può un siciliano, un palermitano come te, resistere alle difficoltà che comporta un trasferimento in Alto Adige?

“E’ stato difficilissimo, ero abituato al sole e il mare, e mi sono ritrovato tra la nebbia, la neve e le montagne. Vivevo da solo, avevo solo 17 anni e dovevo gestirmi in tutto quello che facevo, dalla mattina alla sera”

 

Cosa è accaduto in questi ultimi mesi che ti ha fatto crescere così tanto?

“E’ successo che sono diventato un giocatore vero. Durante le 4 settimane della preparazione invernale che ho svolto in Spagna, ho capito che qualcosa stava cambiando. In quel periodo ho fatto tutto quello che si poteva fare per migliorare la mia tenuta fisica, per arrivare pronto alla nuova stagione. Poi i match mi hanno aiutato, ho preso fiducia, consapevolezza delle mie potenzialità e mi sono convinto, semplicemente partita dopo partita. Ma dietro ci sta soprattutto il grande lavoro svolto nella preparazione invernale”.

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Qual è l’ultimo ricordo che hai di ieri prima di addormentarti?

“Rivedo in continuazione l’ultima risposta del match. Vedo ancora la traiettoria della palla e mi auguro ancora che atterri in campo. E’ stata una grandissima gioia. Ora ho due giorni interi di riposo e credo che siano abbondantemente sufficienti per farmi riprendere le forze e prepararmi al meglio per la sfida con Thiem. Voglio ancora pensare che il mio Roland Garros non sia finito. Con Thiem me la giocherò fino alla fine”.

 

Chi ti aiuta a gestire questi momenti?

“Per fortuna ho persone accanto a me che mi aiutano in continuazione. Se fossi stato solo sarebbe stato facile sbroccare. Tutte queste interviste, le televisioni che ti cercano, gli allenamenti, pensare a quello che hai fatto e a quello che devi ancora fare, non è per niente semplice. Prima di venire qui negli spogliatoi ho incontrato Marat Safin che è sempre stato il mio idolo. Mi ha fatto i complimenti e questo mi ha emozionato. E poi mi ha detto che venerdì vedrà il mio match e questo mi riempie d’orgoglio”.

 

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Hai ricevuto messaggi dai tuoi colleghi italiani?

“Non ho avuto tempo di leggerli tutti, ma ho visto quelli di Fognin, Vinci, Errani, Pennetta. Con Barazzutti mi sono visto in palestra a fine match. Mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che era l’ora che qualcuno tornasse in semifinale al Roland Garros 40 anni dopo di lui”.

 

 

2. PANATTA CI CREDE

Da gazzetta.it

Lui ha vinto, a Parigi, 42 anni fa. Adriano Panatta, già esaltatosi quando due azzurri sono arrivati agli ottavi del Roland Garros, dopo aver visto il quarto di finale fra Marco Cecchinato e Novak Djokovic va oltre e si fa molto, molto ottimista: "Marco? Se la gioca un po' con tutti ormai, oggi gli ho visto fare delle cose... E' un ottimo giocatore, in grande fiducia, ci possiamo aspettare anche che vada in finale, perché no?".

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IL CONSIGLIO — Adriano Panatta va oltre guardando alla semifinale di venerdì con Dominic Thiem: "Un consiglio? Non ascoltare nessuno. Adesso deve fare una sana doccia, un bel massaggio, andare in albergo, riposarsi, mangiare bene, riposarsi e domani dopo una bella nottata fare una sgambatura. Insomma, meno ascolta la gente e meglio è. Mi sembra un ragazzo equilibrato, dovremmo essere felici per quello che ha fatto, ma ogni gara ha la sua storia.

 

Se sono disposto a cedere il mio trono? L'ho ceduto tanti anni fa, poi a me i troni non piacciono, gli auguro tanto fortuna. Se dovesse vincere avrei il vantaggio che nessuno mi chiederebbe più nulla della mia vittoria del 1976. La qualità nel suo tennis Cecchinato evidentemente ce l'aveva già. Poi capita che si trovano momenti favorevoli, scatta qualcosa, si prende fiducia e si capisce che puoi giocartela con tutti e cambi come giocatore. E' la cosa più bella che possa capitare ad un giocatore, quando capisce di potersela giocare con tutti".

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3. LA FRANCIA APPLAUDE CECCHINATO

Da ansa.it

Francia in visibilio per Marco Cecchinato in semifinale, dopo aver battuto ieri in un epico quarto di finale Novak Djokovic.

 

    "Sbalorditivo" è il titolo a tutta pagina de L'Equipe, con il tennista palermitano disteso ed esultante sulla terra battuta del Roland Garros, dove ha eguagliato il record di Corrado Barazzutti di 40 anni fa.

 

    "Vincitore di Djokovic dopo un match folle - scrive L'Equipe - l'italiano, numero 72 del mondo, conoscerà l'emozione di una prima semifinale di Grande Slam. La purezza del suo gioco lo merita".

 

    Piena pagina anche per Le Parisien: "Cecchinato, è pazzesco".

    "L'italiano - scrive il quotidiano della capitale - continua a vivere un sogno ad occhi aperti".

   

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