“IL PROBLEMA DELLA ROMA NON È DI FRANCESCO, MA PALLOTTA CHE PENSA SOLO AI PROFITTI” – PIÙ DEL TECNICO E DEI CALCIATORI, CHE NON SONO ESENTI DA COLPE, SUL BANCO DEGLI IMPUTATI È FINITA LA POLITICA DI CESSIONI DELLA SOCIETÀ – DI LIVIO: "SE OGNI VOLTA SMONTI LA SQUADRA, PRIMA O POI LA PAGHI" - DI FRANCESCO: "PALLOTTA DISGUSTATO? SAREI PREOCCUPATO DEL CONTRARIO. NESSUNA LITE DZEKO-FLORENZI” - LO STRISCIONE CONTRO PALLOTTA

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Gianluca Piacentini per il Corriere della Sera – Roma

 

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James Pallotta e Monchi, rigorosamente in quest' ordine. Sono loro due, secondo addetti ai lavori, tifosi e semplici appassionati, i maggiori responsabili della crisi che sta vivendo la Roma. Più di Di Francesco e dei calciatori, che non sono comunque esenti da colpe, sul banco degli imputati è finita la politica di cessioni della società, colpevole di aver smembrato una squadra che solo pochi mesi era stata capace di raggiungere la semifinale di Champions League. «Le sensazioni di molti - le parole di Angelo Di Livio - si sono rivelate giuste. Se ogni volta smonti la squadra non ti può andare sempre bene, prima o poi la paghi. La responsabilità è di chi ha fatto ancora una volta scelte pericolose sul mercato».

 

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Sulla stessa lunghezza d' onda Marco Conidi, cantante tifosissimo della Roma. «Sono in disaccordo con questo mercato che ha portato via dei pilastri, non solo per le qualità tecniche ma anche per temperamento. La Roma ha sempre saputo reagire, me ne ricordo altre di crisi importanti, ma questa stagione è iniziata molto male. Il paragone con lo scorso anno è inevitabile e impietoso. Mi chiedo se sia giusto trattare i sentimenti delle persone sempre in termini finanziari. Tifo la maglia, ma dentro la maglia ci devono essere i calciatori, che non sono tutti uguali. Ho fiducia in De Rossi e in Di Francesco, che è una persona per bene, ma a livello societario ho paura che stia cominciando una dismissione, credo che il progetto americano sia legato alla costruzione dello stadio».

 

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Punta il dito sull' operato della società anche un grande ex come Claudio Ranieri. «Quando Di Francesco ha firmato - le sue parole a Radio Uno - sapeva a cosa andava incontro, la Roma vende da anni i pezzi migliori, poi è chiaro che un rendimento così non se l' aspettava nessuno. Quest' anno gli hanno venduto la spina dorsale della squadra. Io al suo posto?  La mia idea è abbracciare un progetto serio».

 

Stesso pensiero per un altro ex come Cesare Prandelli.

«Hanno cambiato molto - le parole del tecnico a Radio 24 -, forse manca un po' l' anima di questa squadra: calciatori come Nainggolan e Strootman, probabilmente, avevano qualche problema fisico, ma da un punto di vista caratteriale potevano essere dei riferimenti».

 

Sui social non si è placata minimamente l' onda lunga della protesta, cominciata quando ancora non era terminata la gara di Bologna. «Pallotta e Monchi, andate a casa!», la sintesi del pensiero di molti tifosi su Twitter.

PALLOTTA MONCHI DI FRANCESCO PALLOTTA MONCHI DI FRANCESCO

Sono in tanti dello stesso tenore e hanno come bersaglio principale il presidente. «Il problema della Roma non è Di Francesco, ma una proprietà che pensa solo ai profitti».

C' è chi sceglie la strada dell' ironia e così compare un tabellino di Bologna-Roma terminata 2-3: per i giallorossi una tripletta di Plusvalenza. Purtroppo per Di Francesco, però, non si tratta di un calciatore ma della parola ormai più temuta da tutti i tifosi romanisti.

 

 

DI FRANCESCO

http://www.corrieredellosport.itDa www.corrieredellosport.it

 

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"Come giudico il mercato? Da me non ci saranno mai giudizi, io devo pensare solo a lavorare e a valorizzare al meglio la rosa, cosa che oggi non ci sta riuscendo. Siamo solo alla quinta giornata e dobbiamo dimostrare che possiamo fare meglio di quello che abbiamo fatto. La Roma deve essere superiore a queste squadre e le risposte le daremo sul campo". Così Eusebio Di Francesco, alla vigilia di Roma-Frosinone, dove i giallorossi dovranno riscattare la sconfitta di Bologna. 

 

LE PAROLE DI PALLOTTA "Pallotta disgustato? Mi sarei preoccupato se fosse stato felice... Non ho bisogno di sentire la fiducia di nessuno". Cosìè Di Francesco commentando le parole di Pallotta dopo la sconfitta col Bologna. "Come è andato il ritiro? Le risposte le ritroveremo domani, era un ritiro voluto dalla società e da me per ricompattare le cose e analizzare le difficoltà. Domani siamo obbligati a cercare i tre punti visto anche il momento".

 

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UOMINI - "Ho bisogno dei calciatori e loro hanno bisogno di me, insieme possiamo uscire da questo momento. Siamo tutti consapevoli che non stiamo facendo bene ma anche che possiamo risalire la china. Litigi fra i giocatori? Ma magari litigassero anche di più, significherebbe avere voglia di andarsi a prendere delle responsabilità, voglia di appartenenza che è anche amor proprio del proprio lavoro. Sono convinto che lo tireremo fuori, siamo in tempo per fare tutto".

 

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LA SQUADRA - "In passato ho detto che se avessi visto la squadra non seguire quello che faccio, sarei stato pronto a farmi da parte. Ma questa sensazione non ce l'ho, anzi, credo sia tutto il contrario".

 

PEROTTI - "Cerco di non mettere mai i miei giocatori in difficoltà, ma semmai di coprire delle carenze che possiamo avere. Il ruolo di Pastore? Cercheremo di trovargli la collocazione migliore, è un giocatore offensivo che puoò essere utilizzato da mezzala o da trequartrista, il ruolo che magari predilige, cercheremo di aiutarlo, io non voglio mettere in difficoltà nessuno. Perotti? Domani non ci sarà, ha un problema al flessore, cercheremo di averlo a disposizione contro l'Empoli". (in collaborazione con Italpress)

 

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