“I TEDESCHI NON MOLLANO MAI” – L'INCREDIBILE RIMONTA DELLA GERMANIA SULLA SVEZIA VISTA DA GIANNI MURA: “NON È UNA SQUADRA, È UN'ONDATA CHE PREME, PREME, FINO A QUANDO RIBALTA IL RISULTATO. LA VERA GERMANIA NON C'È ANCORA, MA IL VENTO È TORNATO ALLE SUE SPALLE” – “A CASA RISCHIA DI ANDARE LA SVEZIA, PER LA GIOIA DI IBRAHIMOVIC” - VIDEO

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Estratto dell’articolo di Gianni Mura per "la Repubblica"

 

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Sembrava un epilogo più triste del suono d' una sirena nella nebbia del porto d' Amburgo. La magna Germania, campione in carica, a casa. Ma i tedeschi, si sa, non mollano mai. Nemmeno sotto di un gol, e ringraziando Neuer che evita lo 0-2 negli sgoccioli del primo tempo. Nemmeno ridotti in 10, espulso Boateng. E, ridotti in 10, colpiscono un palo.

C' erano tutti gli ingredienti per la Gotterdammerung pallonara.

 

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Ma c' era anche Kroos, colpevole per una palla persa all' origine dello 0-1, a segnare il 2-1 al quinto minuto di recupero. Ora non confondiamo l' emozione con la grandezza. La Germania ha sbagliato partita, nella prima metà. La Svezia ha impostato una difesa folta con veloce contropiede, sarei tentato di definirlo all' italiana (Italia di una volta).

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Löw presenta due novità in difesa (Hector e Rüdiger) e due più avanti (Rudy e Reus). La difesa continua a essere poco protetta: prima del gol di Toivonen, Neuer ha rischiato due volte e due volte l' arbitro ha fatto notevoli sconti ai tedeschi.

 

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Al 12' Berg è lanciato verso la porta, Boateng lo rincorre e, dentro l' area, lo fa cedere. È, sarebbe, espulsione più rigore. Per Marciniak, nulla da segnalare. Per i Varlari, i templari del Var, nemmeno. Strano, o anche no. La Svezia sente odor di bruciato e raddoppia gli sforzi, segna e si difende.

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Löw riparte levando Draxler per il totem Gomez. (…) E la squadra ci guadagna, perché il giovane Werner gli lascia il posto al centro, va a sinistra e da lì si rende molto utile: suo il cross per l' 1-1 di Reus. Prima, la Germania attaccava in prevalenza sulla destra, col terzino Kimmich a fare l' ala.

 

Stanchezza e paura salgono, negli svedesi. Nemmeno l' espulsione di Boateng li ricarica.

La Germania, con la forza della disperazione, chiude con quattro punte e due mezze punte. (…)

 

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Non è una squadra, è un' ondata che preme, preme, fino a quando ribalta il risultato. La vera Germania non c' è ancora, ma il vento è tornato alle sue spalle: le vittorie fanno dimenticare tante cose e a tante cose servono. A migliorarsi, per esempio. A stabilire se Müller è ancora determinante. A trovare un degno compare per Kroos. E a casa rischia di andare la Svezia, per la gioia di Ibrahimovic.

 

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