MINI-SHOW DA SUPER BOWL! PATRIOTS E TOM BRADY NELLA STORIA, NELLA FINALE PIÙ BRUTTA: POCHE EMOZIONI E UN SOLO TOUCHDOWN – MALE LOS ANGELES - LEBRON JAMES ESALTA "TOM TERRIFC" (AL SESTO ANELLO): “BRADY, IL PIU’ GRANDE DI SEMPRE” – LO SHOW DELL’INTERVALLO, MONOPOLIZZATO DAI MAROON 5 E DAI TATUAGGI DI ADAM LEVINE - IL TIFO DEL BOMBER DEL TOTTENHAM HARRY KANE, IL BACIO TRA BRADY E LA MOGLIE GISELE BUNDCHEN E I MIGLIORI SPOT - VIDEO

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MIRCO MELLONI per www.lastampa.it

 

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Dalla notte dei record, positivi e negativi, la leggenda dei New England Patriots e di Tom Brady è uscita ancora più forte. Battendo i Los Angeles Rams per 13-3, i Patriots si sono presi il Super Bowl numero 53 disputato ad Atlanta, per il sesto titolo nella storia della franchigia di Boston, capace di eguagliare il primato di Pittsburgh. Sei titoli con la costante di Brady a guidare le operazioni dalla posizione di quarterback: il 41enne è il primo giocatore a conquistare sei anelli di campione Nfl, ma il marito della top model Gisele Bundchen non ha voglia di abdicare.

 

«Sembrava di giocare in casa, con questi tifosi: è per emozioni così che non mi sono fermato» ha detto Brady, ricordando il percorso dell’ultimo anno, nel quale i Patriots si sono messi alle spalle la sconfitta nel Super Bowl 52 contro Philadelphia. Un percorso che ha suscitato l’ammirazione degli Stati Uniti, a cominciare da LeBron James, il miglior giocatore di questa generazione NBA, che ha twittato un semplice ma efficace «GOAT», cioè greatest of all time, il più grande di sempre, riferendosi a Brady.

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Fratello e MVP

Per vincere, ai Patriots è bastato un touchdown: Brady non ha usato gli effetti speciali ma ha controllato il ritmo di un match tutt’altro che spettacolare – anzi, a lungo noioso – che passerà alla storia come il Super Bowl con il punteggio più basso di sempre. Se i Patriots sono la squadra che ha vinto segnando meno punti (13) i Rams hanno eguagliato il record negativo nella finale del football, che reggeva dal 1972 quando Miami si fermò a quota 3. E quei Dolphins furono gli ultimi a non segnare un touchdown nel Super Bowl, prima di questa Los Angeles. La cui gioventù è stata rimandata all’esame rappresentato dai mostri sacri: il 24enne quarterback Jared Goff e il 33enne coach Sean McVay avranno altre occasioni ma questa non era la loro notte, come è stato chiaro da subito, con i primi otto attacchi dei Rams finiti con un punto (il calcio di allontanamento successivo a un’azione che non ha raggiunto il proprio scopo).

 

È stata la notte della connessione telepatica tra Brady e i suoi ricevitori più fidati, i fedelissimi Rob Gronkowski e Julian Edelman, entrambi tornati in campo dopo gravi infortuni. «Julian è la figura più vicina a quel fratello minore che non ho mai avuto» ha detto Brady, indicando Edelman, l’MVP della partita capace di emergere dal basso del suo metro e 78. «Credo sia stato un anno folle, sono felice che sia finito in questa maniera» ha detto Edelman, dopo 10 ricezioni per 141 yards.

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Gronkowski ed Edelman hanno guadagnato terreno prezioso nel possesso decisivo nel quarto periodo: sul 3-3, New England ha azzeccato l’attacco decisivo trovando poi il touchdown con la corsa di Sony Michel, che il suo posto nella storia l’ha già prenotato. Nessun giocatore al debutto nella Nfl, infatti, aveva segnato sei touchdown nei playoff come il running back di origini haitiane. Un ragazzo la cui carriera, curiosamente, iniziò grazie alle disavventure di un avversario nel Super Bowl come Todd Gurley: i due giocavano nello stesso ruolo a Georgia University e l’infortunio al titolare Gurley aprì la strada a Michel.

 

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I tatuaggi e i Maroon 5

Le emozioni del quarto conclusivo, completate dall’intercetto con cui Stephone Gilmore ha certificato la serataccia di Goff e la prova maestosa della difesa di New England, hanno restituito valore ad un Super Bowl che non si era risollevato nemmeno con lo show dell’intervallo, monopolizzato dai Maroon 5 e dai tatuaggi di Adam Levine. Breve il cammeo dei rapper Travis Scott («Tutto qui, già finito?» è stato l’altro tweet di LeBron James) e Big Boi, spalla di Andre 3000 negli Outkast. E breve persino l’omaggio all’inventore di Spongebob, Stephen Hillenburg, come da richiesta di oltre un milione di firmatari di una petizione on line.

 

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L’Halftime Show, del resto, era stato snobbato da parecchie star di primo livello (Rihanna e Jay-Z) non intenzionate ad affiancare una Lega considerata poco sensibile alle tensioni razziali. E in merito, la Nfl ha cercato di “riparare” toccando l’argomento in parecchi eventi a contorno, e invitando Berenice King – figlia di Martin Luther King – al centro del campo per il lancio della monetina di inizio di gara. In quel momento, i Patriots erano dati per favoriti: tre ore più tardi, pure se in maniera esteticamente rivedibile, Brady ha compiuto una missione per lui abituale. Cioè, rispettare le aspettative.

 

Arrestato un rapper

Chi non ha partecipato alla festa è il rapper nominato ai Grammy 21 Savage. Poco prima del fischio di inizio è stato arrestato ad Atlanta. Da più di un decennio si sarebbe trovato illegalmente negli Usa, dopo essere entrato nel 2005 con un visto mai rinnovato.

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