RUSSIA FUORI DAI GIOCHI – SCANDALO DOPING, IL CIO PUNISCE MOSCA: ALLE OLIMPIADI INVERNALI IN COREA SOLO ATLETI A TITOLO INDIVIDUALE SENZA BANDIERA E SENZA INNO – SQUALIFICATO IL VICEPREMIER RUSSO MUTKO – C’E’ ATTESA PER LA PRESA DI POSIZIONE DI PUTIN, NON E’ ESCLUSO IL BOICOTTAGGIO TOTALE - IL PRESIDENTE DEL CIO BACH: “LA RUSSIA NON INNALZI MURI”

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Andrea Buongiovanni per gazzetta.it

bandiera cio e bandiera russia bandiera cio e bandiera russia

Il comitato olimpico russo è sospeso con effetto immediato. E’ la decisione (attesa, ma ugualmente storica) assunta dall’Esecutivo del Cio e annunciata dal presidente Thomas Bach in vista dell’Olimpiade invernale di PyeongChang del febbraio prossimo. E’ l’effetto del caso Sochi 2014 e delle tante malefatte in materia di doping da parte delle federazioni di Mosca. La decisione, è evidente, ha enormi implicazioni politiche.

PARTECIPAZIONE — Un certo numero di atleti (difficile ora da quantificare) potrà comunque presente ai Giochi sudcoreani. Toccherà a un pannello composto da membri di organizzazioni collegate al Cio stesso e guidato dalla francese Valerie Fourneyron invitare coloro che verranno ritenuti "puliti". Ma a questo punto non è escluso il boicottaggio. Perché le accuse, emerse da ultimo nel report Schmid, le cui conclusioni sono state pubblicate solo nelle scorse ore, sono pesantissime. E le condizioni di partecipazione severe. La decisione finale spetterà a Vladimir Putin, domani atteso a un intervento in diretta tv su tutto il territorio nazionale. Prevarrà la volontà di salvaguardare i propri atleti puliti o la volontà, di fronte al proprio popolo, di non accettare orgogliosamente le decisioni del Cio?

RUSSIA DOPING 2 RUSSIA DOPING 2

NEUTRALI — Gli eventuali invitati a PyeongChang non dovranno comunque mai essere stati squalificati. Nel conto andranno considerati anche gli atleti di sport di squadra (hockey ghiaccio, curling) o di discipline individuali che comprendono gare a squadre e staffette. Tutti, però, parteciperanno da neutrali, sotto l’acronimo OAR, cioè "Olympic Athlete from Russia" ("Atleti olimpici russi"), senza bandiera, senza inno (in entrambi i casi sarà utilizzato quello olimpico) e con divise anonime. Senza possibilità di entrare nel medagliere. Tante altre le limitazioni. Nessun dirigente della delegazione di Sochi sarà invitato. Idem per gli allenatori o i medici di atleti coinvolti in vicende di doping.

CONSEGUENZE — Sarà sempre il Cio a decidere quali potranno essere gli accompagnatori, i giudici o gli arbitri eventualmente presenti. Non ci saranno accreditati del ministero dello sport e saranno esclusi Vitaly Mutko, ai tempi di Sochi ministro dello Sport e ora vice premier e l’allora suo vice Yuri Nagornykh. Dmitry Chernyshenko, leader del comitato organizzatore di Sochi, sarà escluso dalla commissione di coordinamento di Pechino 2022 e Alexander Zhukov, presidente del comitato olimpico russo, perderà la carica di membro Cio. L’ente da lui diretto dovrà anche versare una "multa" da 15 milioni di dollari, cifra che verrà devoluta alla lotta mondiale al doping.

BACH BACH

FUTURO — "I boicottaggi – dice Bach — non hanno mai dato alcun risultati ed attuandolo la Russia negherebbe ai propri atleti puliti l’esperienza di un’Olimpiade. Della vicenda, naturalmente, non ho mai direttamente parlato con Putin, ma qui si tratta di capire se si vuole gettare un ponte verso il futuro o innalzare muri". Con anche la Coppa del Mondo di calcio del prossimo anno proprio in Russia alle porte (Mutko è il presidente del comitato organizzatore), per lo sport mondiale si preannunciano altri periodi burrascosi.

putin putin

 

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