ALLA JUVE TORNA LA BELLE EPO-QUE - RICCARDO AGRICOLA NOMINATO DIRETTORE SANITARIO DEL J-MEDICAL, LA CLINICA DELLA JUVENTUS - ERA STATO CONDANNATO IN PRIMO GRADO PER AVER SOMMINISTRATO EPO AI GIOCATORI NEGLI ANNI '90, ASSOLTO IN APPELLO E PRESCRITTO IN CASSAZIONE - HA 71 ANNI: VUOL DIRE CHE GLI AGNELLI LO VOLEVANO PROPRIO. O FORSE E' UN RISARCIMENTO?

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j medical il centro medico della juventus j medical il centro medico della juventus

Filippo Bonsignore per www.corriere.it

 

Torna sulla scena Riccardo Agricola. L’ex medico sociale della Juventus, coinvolto nel processo doping dei primi anni Duemila, sarà il nuovo direttore sanitario del J-Medical, la struttura medica privata di eccellenza creata dalla società bianconera accanto all’Allianz Stadium, dove anche i calciatori svolgono visite mediche ed esami.

 

Prenderà il posto di Gianluca Stesina, anch’egli ex responsabile medico della Juve tra il 2005 e il 2010, che l’ha guidata fin dalla sua nascita nel marzo dell’anno scorso. Resta invariato, invece, lo staff medico della squadra di Allegri, al cui vertice resta il dottor Rigo. Sul web sono esplose immediatamente le polemiche. Uno scontro tra tifoserie «a colpi di post», tra favorevoli e contrari, ironie, accuse e difese.

agricola agricola

 

Il nome di Agricola, 71 anni, medico della Juve tra il 1985 e il 2009, riporta infatti alla mente il processo doping nato dalle dichiarazioni dell’ex allenatore della Roma, Zdenek Zeman, sulla presunta somministrazione di sostanze proibite ai giocatori bianconeri.

 

alla juve si festeggia il ritorno di agricola alla juve si festeggia il ritorno di agricola

Nel 2002 l’ex responsabile sanitario della società bianconera fu condannato in primo grado a un anno e dieci mesi per «somministrazione di Epo e specialità medicinali per qualità diverse da quelle dichiarate», mentre l’allora amministratore delegato, Antonio Giraudo, venne assolto. Nel 2005 l’appello ribaltò questa sentenza con l’assoluzione di Agricola, mentre la Cassazione dichiarò la prescrizione.

 

Il nodo resta l’accusa di frode sportiva. La Cassazione, infatti, annullò l'assoluzione in Appello accogliendo il ricorso dell'accusa. All’epoca dei fatti non era ancora in vigore la legge sul doping (introdotta nel 2000). Ma la Suprema Corte, a differenza dei giudici di Appello, ritenne che le accuse di somministrazione eccessiva di farmaci potessero comunque essere considerate come violazioni della legge del 1989 appunto sulla frode sportiva. Solo che nel frattempo il reato era caduto in prescrizione.

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