QUANDO IL "CIVICO" DIVENTA "CINICO" - INAUGURATA AL MUSEO CIVICO DI BASSANO DEL GRAPPA, FINO AL 30 AGOSTO 2018, “MUSEOMANIA#8”, PERSONALE DI ANTONIO RIELLO - IN MOSTRA UNA SELEZIONE DI OLTRE TRENTA LAVORI DELL’ARTISTA  

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ANTONIO RIELLO ANTONIO RIELLO

Testo di Patricia Schmeidler

 

Appena inaugurata al Museo Civico di Bassano del Grappa, fino al 30 agosto 2018, “Museomania#8”, personale di Antonio Riello. In mostra una selezione di oltre trenta lavori dell’artista che, camuffandosi tra i capolavori della collezione permamente, rileggono in chiave ironica e critica quanto il Museo di Bassano del Grappa preziosamente conserva Il risultato è un indedito confronto tra antico e contemporaneo in cui Riello, al pari di un’esperta e irriverente guida di viaggio, segnala attraverso le sue opere le tappe fondamentali dove sostare in cerca di problematico ristoro.

usa obbedir tacendo museomania la personale di antonio riello usa obbedir tacendo museomania la personale di antonio riello

 

Campo pratica per esplorazioni artistiche dove, tra intrecci e bisticci, ognuno se la gioca come vuole. E Riello se la gioca così, in una sorta di affettuosa  chiaccherata con le opere di tre mostri sacri Jacopo da Ponte, Antonio Canova e i Remondini. Segni distinitivi dell’arte del territorio in cui è nato, trasformando così il Museo nel suo territorio attraverso rimandi dal carattere fortemente celebrativo e al contempo ludico.

 

Lo spropositato zerbino Schiavoni & Tesini (2018), appositamente creato per l’occasione, mappa concettuale di Bassano del Grappa in un pattern ossessivo di simboli contemporanei, segna la soglia tra il dentro e il fuori. Omaggio provocatorio alla storica dinasta dei Remondini imprenditori e stampatori locali, che Riello in questo modo pone come i padrini della mostra. Più che ispirarsi l’artista dialoga con il patrimonio del suo Museo spronando chi guarda, come in una bizzarra caccia al tesoro, a reperire nella profusione decorativa degli ampi saloni “del Cinico” le sue opere.

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Ci sono le sue fragili e aggressive armi in ceramica faentina disseminate tra la celeberrima collezione archelogica Chini, la coppia di Vespe Nè capo Né coda ( 2017) e il busto della bambola gonfiabile Usa Tacendo Obbedir (2001) accanto ad altezzose sciureglam dell’epoca nella sala dedicata al Canova, i grandi aerei da caccia Komba Tiepolo ( 2009) profusi di angeli e santi a fianco di Annunciazioni del '700, una coppia di English Buldog Nè capo né coda ( 2016) in terraglia bianca che puntano i cani del famoso quadro “Valentino battezza Santa Lucilla” di Jacopo da Ponte così come Domestic Cruelty 2 (2016) dissacratoria gigantografia di coniglietti pasquali allo spiedo nei pressi dei capolavori del Maestro bassanese famoso per i suoi animali domestici galline comprese. Aleggiano qui e là anche nostalgie vaticane legate all'Era Ratzinger. 

 

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Ma ci sono anche Elegant War ( 2012) elmo medievale rigriffato da Riello accanto al Crocefisso trecentesco del Guariento e il grande autoritratto dell’artista con un abito in Tartan parte del suo progetto Be Square ( 2018) che troneggia tra i costumi di scena del celebre baritono Tito Gobbi, originario di Bassano del Grappa.

 

Assonanze solo in apparenza improbabili che si trasformano in strumenti di dialogo tra linguaggi diversi: con “Museomania#8”, Antonio Riello continua (e siamo appunto all’ottavo intervento), la sua infaticabile maratona di contaminazione artistica inziata nel 93’ al Museo di Storia Naturale di Milano dove accanto ai reperti naturali s’insidiavano finti reperti rielleschi. 

 

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L'Arte è una strana sostanza informe che si adatta facilmente ad ogni contesto e lo fa proprio. Una bestia selvaggia e difficile da domare. Il lavoro dell'artista assomiglia a quello di un domatore di circo. Riello ha a disposizione i classici strumenti del mestiere: la pistola e la frusta.

 

“Museomania#8”, Antonio Riello

Museo Civico Bassano del Grappa

Piazza Garibaldi, 34, Bassano del Grappa

28 aprile – 30 Agosto 2018

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