ALLA CORTE DEI CONTI NON TORNANO I CONTI - 300 MILIONI DI FRODI AI DANNI DELLO STATO: CORRUZIONE, ABUSI, TRUFFE DALLE ALPI ALLA SICILIA - I CASI PIU’ ECLATANTI? 43 MILIONI BUTTATI VIA IN CAMPANIA PER BONIFICHE MAI ESEGUITE - IL PONTE DI CALATRAVA A VENEZIA PER SPEZZARSI LE GAMBE, LE MAZZETTE NELLE CAMERE MORTUARIE DEGLI OSPEDALI DI MILANO - LE OPERAZIONI PERICOLOSE DEGLI ENTI LOCALI COI DERIVATI…

Rosaria Talarico per "la Stampa"

È la mappa dell'Italia dei furbi. Una cartina che riassume frodi, corruzione e abusi equamente distribuiti nelle varie regioni. A disegnarla è la Corte dei conti che ha raccolto in un dossier i casi più eclatanti scovati dai procuratori regionali. Dalle Alpi alle sponde del Mediterraneo il danno erariale causato da questi comportamenti non esattamente da cittadini modello ammonta a oltre 293 milioni di euro. E la Procura generale della magistratura contabile parla di «un calcolo necessariamente provvisorio».

E scorrendo le pagine del documento si trova di tutto: dal parcheggio messo sotto sequestro a Genova perché realizzato in un'area sottoposta a vincolo storico-paesaggistico al giro di mazzette nelle camere mortuarie degli ospedali di Milano.

Non sfuggono opere architettoniche famose come il ponte di Santiago Calatrava a Venezia (troppo scivoloso) e anche eventi drammatici come il terremoto in Abruzzo: le vertenze in corso di istruttoria riguardano soprattutto i contributi per i lavori a seguito del sisma del 2009. L'Abruzzo si distingue anche per i casi di «mancata riscossione di contravvenzioni al codice della strada da parte di diversi Comuni» grazie ad amicizie tra multati e funzionari pubblici.

In Piemonte per il premio Grinzane Cavour, l'associazione che lo gestisce potrebbe aver sottratto illecitamente i fondi della regione. Sempre nell'ambito della cultura, il museo Trieste costato 600 mia euro e mai realizzato. Il contributo era stato versato dalla regione Friuli Venezia Giulia «ad una nota fondazione di fotografie antiche» scrivono i magistrati della Corte. Spostandosi a Sud le cose non migliorano. Non poteva mancare la Campania per quel che riguarda la gestione dei rifiuti: un danno di circa 43 milioni di euro ha riguardato il contratto per la bonifica e lo stoccaggio dei rifiuti nel litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano.

In Sicilia a finire sotto la lente della Corte è la Regione, per presunti illeciti nella nomina di consulenti, per danni legati a dismissioni del patrimonio immobiliare e per l'assunzione di soggetti sprovvisti dei prescritti titoli professionali. Su un'altra isola, la Sardegna, troviamo il caso di un ente che ha prima acquistato delle imbarcazioni, poi rimaste ormeggiate «essendo carente il personale per la conduzione dei mezzi». Mentre in un comune sardo un furbo tecnico comunale affidava lavori a un'impresa in cambio di opere per la propria abitazione.

Nel piccolo Molise, grande danno da 6 milioni di euro per il collegamento Termoli-Croazia: la società mista è irregolare e bisogna rifare tutto da capo. Sfogliando i faldoni si incontrano «fenomeni già noti - come rilevano i magistrati contabili - di corruzione, di malasanità, di conferimento di consulenze in violazione di norme».

Ma anche operazioni spericolate con i derivati, abusi nella gestione del personale e omissioni nella riscossione dei tributi. Fino a casi di singoli travet che per imperizia o per frode hanno causato danni alla pubblica amministrazione. È il caso di Firenze dove la distribuzione (immotivata) di premi di produzione al personale ha causato un danno di 50 milioni.

Tra le carte finisce anche il G8, che si svolse a Genova ma è nelle mani dei giudizi laziali il procedimento per accertare il «possibile danno erariale e all'immagine subito dall'amministrazione per gli Interni». Il danno d'immagine per l'Italia invece è difficile da quantificare.

 

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