BANCHE SALVA-DE BENEDETTI - SORGE(NIA) UNA POSSIBILITA’ DI ACCORDO: GLI ISTITUTI CREDITORI TENDONO LA MANO ALLA CIR CHIEDENDOLE DI SBORSARE 150 MLN DAI 300 INIZIALI. ALTRI 300 MLN DI DEBITO VERSO LA CONVERSIONE IN AZIONI – MA IL DEBITO E’ DI QUASI 1,9 MILIARDI

Dei 600 milioni di debito in eccesso della utility rispetto ai complessivi 1,8 miliardi, le banche guidate da Mps sarebbero pronte a convertire in azioni (ma non sarebbe esclusa la strada degli strumenti partecipativi) altri 300 milioni. Per i restanti 150 milioni (oltre ai 150 milioni chiesti a Cir) si pensa a un convertendo…

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Da ‘Radiocor'

Il dossier sulla ristrutturazione del debito Sorgenia entra nella stretta finale, con i primi segnali di avvicinamento tra le posizioni delle banche creditrici e quelle dell'azionista di riferimento Cir, a fronte della forte crisi di liquidita' del gruppo energetico. Al momento non c'e' ancora un accordo, ma nell'incontro tenutosi ieri, i principali istituti avrebbero abbassato dagli iniziali 300 milioni a 150 milioni le pretese sul contributo di equity richiesto a Cir nell'ambito dello stralcio da 600 milioni (su 1,8 miliardi) del debito Sorgenia.

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Al tempo stesso, gli istituti sarebbero pronti a convertire in azioni (ma non sarebbe esclusa la strada degli strumenti partecipativi) altri 300 milioni di debito, mentre per i restanti 150 milioni si penserebbe a un convertendo.

Il quadro resta provvisorio e non ci sarebbe neppure identita' di vedute tra le 21 banche creditrici, ma si tratta comunque di un avvicinamento alle posizioni di Cir, che dal ca nto suo ' stante l'indisponibilita' dell'altro socio forte Verbund a partecipare alla ristrutturazione ' non intende andare oltre un'iniezione di capitale di 100 milioni.

E' plausibile che da qui a lunedi', quando e' previsto un incontro tra Sorgenia e le banche, si cercheranno di effettuare nuovi passi avanti: in quella sede gli istituti dovrebbero formalizzare la loro posizione e il gruppo energetico la propria manovra finanziaria, comprensiva delle dismissioni previste e probabilmente dell'impegno in equity di Cir nell'ambito di una ricapitalizzazione forse piu' corposa.

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Poi, in caso di accordo o quanto meno di concessione di uno stand still, andra' definitiva anche la cornice normativa, che dipendera' dai termini dell'intesa. Al proposito, ma si tratta al momento di una mera ipotesi di scuola, gli esperti del settore indicano come possibile strada praticabile in bonis quella prevista dall'accordo di ristrutturazione del debito ex articolo 182-bis della legge fallimentare .

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ANDREA MANGONIANDREA MANGONI

 

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