EATALY CERCA SOLDI IN CINA: NUOVO ALLEATO PRIMA DELL’ESTATE - GUERRA: STIAMO TRATTANDO UNA JOINT VENTURE PER FARE DI PECHINO IL NOSTRO TERZO GRANDE MERCATO – IL 2018 PARTITO COL BOTTO: VENDITE AUMENTATE DEL 20% - E SUL FLOP DI “FICO”…

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Ettore Livini per la Repubblica

 

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Eataly chiude in utile il suo primo bilancio consolidato, mette la Borsa nel mirino ( « la quotazione resta fissata per il 2019 » , conferma il presidente Andrea Guerra) e si prepara allo sbarco in Cina. «Stiamo trattando con pochi grandi gruppi per il lancio di una joint venture destinata a fare di Pechino il nostro terzo grande mercato dopo Usa e Italia - spiega l' ex numero uno di Luxottica - . Sceglieremo l' alleato entro fine giugno».

IL CEO DI ALIBABA JACK MA IL CEO DI ALIBABA JACK MA

 

L' operazione Pechino potrebbe portare anche a novità nell' azionariato: «I negoziati sono in corso - dice Guerra - e il nuovo partner potrebbe anche entrare direttamente nel capitale della società per condividere la nostra scommessa a livello mondiale » . Sarà Alibaba come dicono alcune voci di mercato? « Confermo solo che stiamo trattando con due- tre dei principali player nazionali », glissa il manager.

 

oscar farinetti oscar farinetti

A trainare i conti di Eataly, in attesa del Far East, sono gli Stati Uniti dove la ricetta « buono, giusto, pulito » - come ricorda l' ad Francesco Farinetti - ha garantito lo scorso anno una crescita del 25% del giro d' affari. Il fatturato di gruppo è salito così a 465 milioni, il 20% in più dell' anno precedente. In crescita (+ 7%) anche i ricavi in Italia (+7%) dopo la battuta d' arresto post-Expo del 2016. L' utile operativo è stato di 25 milioni e quello netto di un milione con un indebitamento netto a 51 milioni.

andrea guerra andrea guerra

 

Il primo trimestre 2018 è partito con un altro +20% delle vendite e il cda ha appena approvato un ambizioso piano triennale di crescita che prevede un' apertura in Italia ( Verona) e una crescita a tappe forzate all' estero. Quest' anno apriranno Las Vegas, Parigi, Toronto, Emirati e due nuovi punti vendita a Istanbul e San Paolo. Alla firma sono anche altre location come Londra («Si partirà nel 2020 a Bishopgate » assicura Guerra), Dallas, San Francisco, Silicon Valley, Washington, Miami, Madrid e Lisbona. E l' obiettivo - dice Farinetti - è «avere un punto vendita Eataly in ogni capitale del mondo».

 

Inquinamento Pechino 2 Inquinamento Pechino 2

Guerra ha anche risposto alle critiche che (soprattutto in Italia) piovono sul gruppo: « Spesso si guarda alla pianta che cade e non alla foresta che cresce - dice - . La nostra soddisfazione è essere riusciti a portare all' estero per la prima volta 11.459 prodotti nazionali facendo sistema con i piccoli imprenditori e tutelando la biodiversità tricolore » . Le polemiche su Fico? «Ha aperto da 5 mesi, ha ospitato 1,25 milioni di persone e quest' anno fatturerà 50 milioni - conclude - . È un esperimento, ci sono cose da sistemare, ma non vediamo criticità».

 

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