IL NORD-EST CHE NON MOLLA - TREVISO LANCIA LA SFIDA AL ‘TOSCANO’: ECCO IL SIGARO VENETO - IL 'MODERNO OPIFICIO' A ORSAGO, UNA SCOMMESSA NATA NEL 2013 E' OGGI UN'AZIENDA CON 45 COLLABORATORI E UN FATTURATO DI 7 MILIONI, - “L’INIZIO NON È STATO FACILE: NON SI TROVAVA IL TABACCO” – ORA DOPPI TURNI DI LAVORO…

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Andrea De Polo per tribunatreviso.gelocal.it

 

sigaro veneto sigaro veneto

Fino a cinque anni fa il capannone di via Bocche di Sotto, a Orsago, era uno dei tanti lasciati vuoti dalla crisi, oggi è il quartier generale di uno dei “casi” imprenditoriali più interessanti: quello di un padre e un figlio, Cesare e Philip Pietrella, che si sono messi in testa di produrre sigari in grado di fare concorrenza ai toscani.

 

Oggi quella scommessa datata 2013 è diventata un’azienda battezzata “Moderno Opificio del Sigaro Italiano”, con 45 collaboratori e un fatturato previsto, per il 2018, di 7,5 milioni di euro (l’ultimo bilancio, 2017, aveva ricavi per 4 milioni), la quota di mercato in Italia è del 6 per cento, le assunzioni sono all’ordine del giorno e si accompagnano a corsi di formazione dei collaboratori perché la lavorazione del sigaro non è la più semplice delle competenze.

 

 la storia. «Siamo nati cinque anni fa quando i consumi della sigaretta erano in calo, mentre il sigaro iniziava a prendere piede. Non ci interessa il consumo compulsivo ma quello lento, di qualità» racconta il fondatore, Cesare Pietrella, «io arrivavo dal mondo del tabacco, ho contattato un tecnico in pensione del Sigaro Toscano e abbiamo iniziato a sviluppare alcune ricette nostre. Eravamo io, mio figlio Philip e Andrea Casagrande, tutti originari di Vittorio Veneto.

 

 

sigaro veneto sigaro veneto

L’inizio non è stato facile: non si trovava il tabacco». La società di Pietrella ora può contare su una piantagione di tabacco Kentucky a Verona (dieci ettari), altri terreni sono a Benevento e in Toscana. La fascia superiore di mercato, invece, viene prodotta nel Tennessee. La prima fase della lavorazione viene effettuata in una succursale a Benevento, mentre da Orsago esce il prodotto finito, dopo una particolare tecnica di lavorazione a fumo, destinato alle tabaccherie.

 

nuove assunzioni. «Quasi tutti in azienda sono a tempo indeterminato» continua Pietrella, «cresciamo ogni anno del 90 per cento e formiamo personalmente gli operai perché trattiamo di un prodotto molto delicato». C’è la possibilità di fare concorrenza vera al Toscano? «Abbiamo un prodotto valido, lo vediamo perché sono aumentate le vendite spontanee dei tabaccai ai clienti che hanno trovato di suo gradimento il sigaro. Da qualche settimana abbiamo avviato il secondo turno di lavoro, ma la capacità produttiva per il momento rimane limitata: contiamo di avere nuovi macchinari per il prossimo anno. Quando siamo partiti c’era solo la manifattura del Toscano, ma in questo settore il mercato è più aperto e non ci sono multinazionali: oggi abbiamo il 6 per cento della quota di mercato in Italia, continuiamo a crescere».

Moderno Opificio del Sigaro Italiano - sigaro veneto Moderno Opificio del Sigaro Italiano - sigaro veneto

 

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