PALUDE ITALIA - L’HEDGE FUND PIÙ POTENTE AL MONDO SCONSIGLIA DI INVESTIRE DA NOI: RISCHIO-GRILLO, EURO IN BILICO?

Federico Fubini per il "Corriere della Sera"

Le radiazioni della lunga crisi di governo in Italia arrivano sempre più lontano: oltre l'Europa, fra i grandi investitori di Wall Street che si chiedono se lo stallo a Roma non stia diventando un rischio «nucleare» per l'euro e l'intera economia internazionale.
Ieri alla conferenza di Hong Kong dell'Institute for new economic thinking, il centro studi creato dopo il crac di Lehman da George Soros, Roman Frydman e Rob Johnson, circolava un documento sull'Italia di una sola pagina.

Non era prodotto da Inet né oggetto delle discussioni pubbliche, tutte concentrate sulle idee per evitare la prossima crisi. Ma vari delegati hanno ricevuto quel rapporto, se non altro perché il mittente è il più grande hedge fund al mondo: Bridgewater. Con 130 miliardi di dollari in gestione, moltiplicati molte volte investendo con denaro preso in prestito, Bridgewater è forse il fondo che meglio ha letto la tempesta finanziaria in questi ultimi anni. I suoi fondi in gestione sono quasi triplicati dal 2007 e fra i suoi clienti si contano vari governi e banche centrali. Ray Dalio, l'italo-americano che ne è leader e fondatore, impone ai suoi studi dettagliati e completi rapporti sui problemi del momento.

Quello attuale, per Bridgewater, ha un titolo chiaro: «Può l'Italia far saltare l'euro?». Attacca il rapporto: «Osservare l'involversi della situazione politica in Italia ci spinge a chiederci se il Paese possa far esplodere l'euro». Il motivo per cui è difficile escluderlo, continua Bridgewater, è la sua interdipendenza con Francia, Germania e Spagna: «Se qualcosa dovesse andare storto, l'impatto sull'intero sistema finanziario globale sarebbe enorme» perché rappresenterebbe «un ordigno nucleare per l'euro».

Bridgewater ritiene «poco plausibile» che un Paese dell'importanza dell'Italia voglia «gettarsi in questo burrone». Ma la nota ai clienti osserva: «La situazione politica in Italia inizia a suggerirci che il poco plausibile sia una possibilità (probabile al 5-10%) che in Italia emerga un governo che non intende cooperare o restare nell'euro». Di qui il consiglio ai clienti e agli investitori: «Una possibilità del 5-10% che l'euro salti richiede attenta considerazione».

Gli analisti di Bridgewater riconoscono di non essere specialisti di politica italiana, eppure mostrano di conoscere fin troppo bene il Paese: «La situazione economica in Italia non è mai stata così depressa dalla fine della Seconda guerra mondiale, il Prodotto interno lordo è ancora in caduta, le banche sono in condizioni terribili, i prestiti al settore privato sono in grande tensione e la Banca centrale europea non fornisce il giusto grado di sostegno monetario».

È questo quadro che rende gli investitori guidati da Dalio, guardinghi perché la crisi di governo può diventare ancora più intrattabile: «Com'è tipico di un Paese che vive una sofferenza economica a questi livelli - si legge - la situazione politica inizia ad apparire piuttosto caotica».

Il rischio è rappresentato dal Movimento di Beppe Grillo perché, secondo Bridgewater, «non è chiaro cosa farebbe se andasse al potere, ha promesso un referendum sull'euro» e pensa che le politiche europee «siano state un cattivo affare per l'Italia». Per questo motivo, «la situazione potrebbe destabilizzarsi rapidamente e il rischio di un esito radicale aumenta».

Come se non bastasse, secondo Bridgewater l'accesso delle banche al finanziamento inizia a essere un po' sotto pressione. E anche se non è accaduto altrettanto per i titoli del debito pubblico, si legge nel rapporto, «le cose si fanno più tese» anche su questo fronte. Bridgewater cita il recente rinvio dell'asta di titoli a 30 anni, i risultati tecnici «peggiori» degli ultimi collocamenti e una domanda di bond dall'estero «più debole».

Il bilancio complessivo dunque è brutale: il Tesoro fa affidamento sulle banche italiane per collocare i suoi titoli di Stato, scrive lo hedge fund, ma le condizioni economiche e la crisi politica mettono anche queste ultime sotto pressione. Per questo «non c'è molto margine di errore». Si può concordare o meno. Ma è ciò che pensa lo hedge fund che, probabilmente, ha maggiore potere di mercato al mondo.

 

 

wallstreet LOGO BRIDGEWATER Beppe Grillo RAY DALIO CAPO DI BRIDGEWATER jpegBeppe Grillo RAY DALIO CAPO DI BRIDGEWATER bankitalia big

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)