PRESI ALL’AMOS – GENISH RICUCE CON IL CDA DI TIM E CONGELA LA SFIDUCIA MENTRE IL CDA DEVE DARE IL VIA LIBERA AI CONTI DEI PRIMI SEI MESI – VIVENDI È ALLA FINESTRA MA HA RINUNCIATO A RIBALTARE IL TAVOLO, LO “SQUALO” ELLIOTT È DISTRATTO DAL MILAN – LA TENSIONE SULLA CACCIATA DI DE ANGELIS DA TIM BRASIL E LO SCORPORO DELLA RETE, SU CUI IL GOVERNO TORNERÀ. INTANTO OCCHIO AD ALFREDO ALTAVILLA, LIBERO DA FCA...

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1 - TELECOM, CONGELATA LA SFIDUCIA A GENISH POLEMICA SUL BRASILE

Francesco Spini per “la Stampa”

 

AMOS GENISH AMOS GENISH

Raccontano che Amos Genish, l' amministratore delegato di Tim finito sulla graticola per i conti che vanno così e così e per le accuse lanciate ad alcuni consiglieri di remare contro, abbia fatto di tutto per ricucire i rapporti con il cda e rifocalizzare l' attenzione sul business.

 

Dopo le scuse in consiglio, nei giorni scorsi ha incontrato personalmente diversi consiglieri e il presidente Fulvio Conti. Così la possibile sfiducia che a maggio sembrava essere solo rimandata, appunto, a oggi, quando il consiglio di amministrazione dovrà dare il via libera ai conti dei primi sei mesi, sembra ora finita nel freezer.

 

stagioni 3 copia stagioni 3 copia

La tensione resterà comunque alta: alcuni consiglieri, a quanto pare, non avrebbero accolto con favore le modalità con cui Sami Foguel è stato nominato ad di Tim Brasil. Il manager portoghese che sostituisce Stefano De Angelis, prima si occupava di aviolinee (senza essere ceo) e ora dovrà applicarsi nella banda larga.

Stefano De Angelis Stefano De Angelis

 

Il problema è che tale nomina non è stata condivisa con il consiglio della capogruppo. Di ciò sarà probabilmente chiesto conto a Genish. Resta poi da capire che ruolo l' ad darà a De Angelis.

 

È un manager assai stimato dentro Tim: a lungo si è parlato di lui come possibile Coo, direttore operativo. Ma per oggi non è previsto alcun cambio nell' organizzazione e nella governance, se si esclude la possibile nomina di un «lead independent director», un «capo» dei consiglieri indipendenti, ruolo già più volte visto negli scorsi consigli.

AMOS GENISH1 AMOS GENISH1

 

Oggi Genish proverà a dare dei segnali di distensione al consiglio, riportando una performance «neutrale» nei conti nonostante le avverse condizioni di mercato, con numeri buoni nella generazione di cassa.

 

Ora l' idea è quella di concentrarsi sulla separazione della rete, chiudendo l' operazione entro fine anno, continuare a migliorare la performance nella generazione di flussi di cassa per tornare «investment grade» nel giudizio delle agenzie di rating nel corso del 2019, e pagare dividendo nel 2020.

 

Il manager dirà che il suo piano funziona e resiste alle insidie dei prezzi bassi di Iliad e alla rete di Open Fiber, con cui la disponibilità è sempre aperta. Da ieri, però, la fila dei potenziali pretendenti della poltrona di ad si è ingrossata: Alfredo Altavilla, dimessosi da Fca, potrebbe alzare le sue ambizioni sfruttando il fatto che Luigi Gubitosi non incontrerebbe i favori del governo.

alfredo altavilla alfredo altavilla

 

Probabile che gli assetti si giocheranno però nell' assemblea che dovrà essere convocata entro fine anno per nominare i revisori, ma che Vivendi potrebbe sfruttare per tornare in sella. Intanto la controllata Inwit ha chiuso i conti del semestre con l' utile in crescita del 18,8% a 70,2 milioni.

 

L' ad Giovanni Ferigo s' è detto «interessato» alle torri tlc che Ei Towers dovesse mettere sul mercato a valle del suo riassetto: «Valuteremo e pr enderemo una decisione al momento giusto».

 

2 - AMOS E LA POLTRONA PIÙ ROVENTE DELL' ESTATE

Marco Zatterin per “la Stampa”

 

Amos Genish con moglie Amos Genish con moglie

È la poltrona più rovente dell' estate, ma non per questo è la meno desiderata. Amos Genish guida un' azienda, la telefonicissima Tim, che rischia la tempesta perfetta: necessita una robusta messa a punto, risponde a un azionariato instabile, opera su un mercato dall' accesa concorrenza e non ha proprio il governo della sua.

 

Al consiglio odierno questi nodi verranno al pettine. Possibile anche un tentativo di ribaltone, in sala ci saranno almeno due pretendenti, più un tecnico che scalpita a latere. Eppure, al netto di sempre possibili colpi di scena, nessuno si attende una vera soluzione di discontinuità.

AMOS GENISH2 AMOS GENISH2

 

Il top manager israeliano si prepara a una partita di difesa sognando il contropiede. In casa Tim dicono che i conti sono «flat», in linea col passato; gli analisti parlano di un calo di qualche punto.

 

Genish dirà che il bilancio è stato influenzato da molteplici fattori negativi, come la fine delle bollette a 28 giorni, la multa golden power (74 milioni), l' effetto della svalutazione sui domini brasiliani, la riduzione dei contratti di solidarietà (20 milioni).

paul singer fondo elliott paul singer fondo elliott

 

Cercherà di persuadere i suoi consiglieri che le cose non vanno così male come si dice, invitando ad valutare che i concorrenti hanno guai non dissimili.

 

Sarà una contesa avvelenata. I francesi di Vivendi (23,94% del capitale) sono alla finestra, a giugno hanno pensato a ribaltare il tavolo e, per loro fortuna, hanno rinunciato. Lo «squalo» Elliott è distratto dal Milan.

 

vincent bollore vincent bollore

Gli occhi sono puntati sulla rete, che Genish s' è deciso a scorporare, senza però perderne il controllo. Il governo la vorrebbe, anche se - per ora - è impegnato in altre vicende: tornerà, se non altro per celebrare le nozze fra statalismo e rifiuto dello straniero.

 

La pubblica Open Fiber fa movimento, ma non risulta in linea con le ambizioni. Il suo azionista Cdp è disturbato dall' intervento in Tim; l' altro socio, Enel, vorrebbe evitare il calice del network Tlc, tanto che non risultano seguiti all' offerta di dialogo di Genish che, fra l' altro, si è trasferito a Roma per dare un segnale di impegno.

AMOS GENISH E MOGLIE AMOS GENISH E MOGLIE

 

Tim ha bisogno di una sferzata. Deve recuperare sulla strada tecnologica come l' Italia, dove appena il 52% dei cittadini usa il pc. Lo scontro per il potere mette a rischio un' azienda parecchio dimagrita rispetto a ciò che era a inizio secolo.

 

Servirebbe chiarezza, certo una compagine azionaria determinata che lavorasse in pace per il bene collettivo. Sarebbe utile che in consiglio si parlasse più di programmi e meno di poltrone. Cosa normale in altri Paesi. Ma temi su cui, qui da noi, le buone intenzioni finiscono per schiantarsi in un caos che il disordine politico non fa che amplificare.

 

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