QUANDO LA MULTINAZIONALE UCCIDE - OTTAVO BIMBO MORTO SCHIACCIATO DALLA CASSETTIERA IKEA (VIDEO), GIÀ RITIRATA DAL MERCATO PER LA SUA INSTABILITÀ. L'AZIENDA: ''I MOBILI NELLE STANZE DEI BAMBINI VANNO FISSATI AL MURO'' - VI RICORDATE LA SIGNORA (NEL FRATTEMPO DECEDUTA) CHE AVEVA RICEVUTO 500 MILIONI DI DOLLARI DALLA JOHNSON PER IL CANCRO ALLE OVAIE CAUSATO DALL'USO (E ABUSO) DI TALCO? IL GIUDICE D'APPELLO HA ANNULLATO IL RISARCIMENTO

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La cassettiera Ikea che uccide i bambini

 

1. BIMBO DI DUE ANNI MUORE SCHIACCIATO DALLA CASSETTIERA IKEA: OTTAVA VITTIMA

Cristina Marrone per www.corriere.it

 

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Un bambino americano di due anni Josef Durek è stato travolto e ucciso nella sua cameretta, schiacciato dalla cassettiera Malm prodotta da Ikea, già oggetto nel giugno 2016 di richiamo da parte del colosso svedese per la sua pericolosità, se non ancorata al muro. I genitori, che vivono in California, avevano messo il piccolo a nanna per il pisolino pomeridiano, ma quando il padre è andato a controllare il figlio si è trovato di fronte alla scena agghiacciante

 

Primo caso dopo il ritiro

La morte del piccolo (ottava vittima accertata a causa del ribaltamento del mobile, la prima dopo il ritiro) risale al maggio scorso, ma solo ora il decesso è stato collegato alla caduta del mobile perché la famiglia ha deciso di agire per via legali contro l’azienda. L’avvocato della famiglia, Daniel Mann ha dichiarato che i genitori di Jozef non sapevano che il mobile fosse stato richiamato e accusano l’Ikea di non aver pubblicizzato a sufficienza la campagna di richiamo. Secondo alcune associazioni di consumatori statunitensi solo il 3% dei clienti ha riportato indietro la cassettiera o si è fatto consegnare il kit gratuito di fissaggio al muro. Moltissimi continuano ad usarla senza sapere del pericolo.

 

 

La replica dell’Ikea

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L’azienda ha ribadito di aver pubblicato il richiamo attraverso il sito web, i social media e le e mail e attraverso una campagna pubblicitaria cercando di rendere la partecipazione al richiamo il più semplice possibile, provvedendo anche a ritirare il prodotto a domicilio.

 

Gli altri casi

Purtroppo il caso di Josef non è isolato: prima di lui sono hanno perso la vita altri sette bambini e 36 sono rimasti feriti sotto il peso della cassettiera sotto accusa. Il primo episodio risale al 1989, ma solo nel 2016 Ikea ha avviato il richiamo di ben 29 milioni di cassettiere in Canada e Stati Uniti. Il ritiro non riguarda il mercato europeo perché il mobile risponde ai requisiti di sicurezza e stabilità.

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L’azienda da tempo ha lanciato la campagna «Fissa i mobili alla parete», sottolineando che «gli incidenti legati al ribaltamento dei mobili sono un grave problema di sicurezza in casa per l’intero settore dell’arredamento. Il modo migliore per evitare che i mobili si ribaltino è fissarli alle pareti. Per una maggiore sicurezza in casa forniamo accessori antiribaltamento con tutti i mobili per cui è richiesto il fissaggio alla parete, che è parte integrante delle istruzioni di montaggio».

 

 

2. USA: TALCO J&J, GIUDICE RIGETTA RISARCIMENTO 417 MLN

 

(ANSA-AP) - Un giudice ha rigettato la richiesta di risarcimento di 417 milioni di dollari alla Johnson & Johnson avanzata da una donna che sosteneva di aver contratto un cancro alle ovaie per colpa di un talco per neonati usato per l'igiene intima. Il giudice della Corte d'appello della contea di Los Angeles Maren Nelson ha accolto il ricorso della società e la richiesta di un nuovo processo, motivando la decisione con una serie di "errori" e "negligenze" dei giurati nel processo di primo grado.

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Il primo processo si era concluso due mesi fa con una sentenza a favore della donna. Secondo il giudice di secondo grado, invece, non c'era alcuna convincente evidenza del fatto che la Johnson & Johnson avesse agito con malizia e il risarcimento richiesto era eccessivo. La decisione sarà nuovamente appellata - ha già annunciato l'avvocato Mark Robinson Jr. - anche se la querelante Eva Echeverria è nel frattempo deceduta.

 

 "Continueremo a batterci in nome di tutte le donne che hanno subito danni da questo pericoloso prodotto", ha detto in un comunicato. La Echeverria ha accusato la Johnson & Johnson di non aver sufficientemente messo in guardia i consumatori del fatto che il talco potesse favorire il cancro. La donna lo aveva utilizzato ogni giorno dall'inizio degli anni '50 fino al 2016. Nel 2007 le era stato diagnosticato il cancro al tumore.

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