matteo lepore bologna scontri

“A BOLOGNA E’ STATA SOLO GUERRIGLIA URBANA, LEPORE NON CI HA CHIESTO NEANCHE SCUSA” – LE PAROLE DI UNO DEGLI AGENTI FERITI NEGLI SCONTRI DOPO LA MANIFESTAZIONE PER FAKIR (IL 42ENNE MAROCCHINO MORTO DURANTE UN INTERVENTO DELLA POLIZIA) CHIAMANO SUL BANCO DEGLI IMPUTATI IL SINDACO DEL PD, MATTEO LEPORE. IL VIMINALE APRE UNA ISTRUTTORIA: IL PRESIDIO IN PIAZZA NON ERA CONCORDATO. PREFETTURA E QUESTURA SONO STATE INFORMATE DA UN COMUNICATO STAMPA, INVECE ANDAVA INVIATO UN PREAVVISO FORMALE ALMENO TRE GIORNI PRIMA. IL COMITATO PER L’ORDINE E LA SICUREZZA SI È RIUNITO AD APPENA UN’ORA DAL CORTEO (MA DOPO LA MORTE DI FAKIR, IL RISCHIO DI TENSIONI ERA CONSIDERATO “CONCRETO”) – LA DENUNCIA DELLA POLIZIA: “TRATTATI COME CARNE DA MACELLO, IRRESPONSABILE E SCELLERATA LA SUA MANIFESTAZIONE” - LEPORE HA SBAGLIATO TUTTO: DALLA SPREGIUDICATA STRUMENTALIZZAZIONE DELLE PIAZZE ALLA VICINANZA AI GRUPPI VIOLENTI, DALLA INCOMPETENZA SULLA GESTIONE DELLA SICUREZZA ALLA FUGA DALLE RESPONSABILITÀ DEI GUAI PROVOCATI. LA DESTRA E CALENDA NE CHIEDONO LE DIMISSIONI…

Fabio Amendolara per "la Verita'" - Estratti

 

matteo lepore al presidio in piazza per la morte di abderrahim fakir foto lapresse

C’è una parola che nella lunga ricostruzione del Comune di Bologna non compare mai: preavviso. Vengono evocati comunicati stampa, contatti, probabilmente per le vie brevi, ai referenti della Prefettura e della Questura, interlocuzioni telefoniche, tavoli tecnici e riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

 

Ma non si precisa se qualcuno abbia compilato e trasmesso il modulo previsto dall’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Non è una differenza lessicale. Il cortocircuito istituzionale innescato l’altro giorno dal presidio indetto dal sindaco Matteo Lepore in piazza Nettuno per la morte di Abderrahim Fakir è finito sotto la lente del Viminale. Che ha aperto un’istruttoria.

 

Prefettura e Questura, in sostanza, hanno appreso che si sarebbe tenuta la manifestazione da un comunicato stampa del Comune, già diffuso agli organi d’informazione, e inoltrato per le vie brevi sui telefoni di alcuni funzionari. La forma, però, quando si tratta di sicurezza è anche sostanza.

scontri in piazza a bologna

 

L’iter corretto prevedeva l’invio al questore del preavviso formale di una pubblica manifestazione, con l’indicazione di chi la promuove, del luogo in cui si svolge, della durata e del numero di partecipanti previsti. Ed è in questo snodo preciso che la vicenda di piazza Nettuno si fa ancora più delicata.

 

Nel comunicato delle 20.16 di domenica è il sindaco Matteo Lepore a chiamare a raccolta i cittadini: «Vi invito a ritrovarci domani in piazza Nettuno alle 19». Per quello che Palazzo d’Accursio ha anche successivamente definito ripetutamente «il presidio istituzionale promosso dal Comune».

 

(...) Alle 20.16 di domenica viene diffuso il comunicato. «Poco dopo» dal «Gabinetto del sindaco» sarebbero partiti due messaggi a non meglio descritti «referenti della Prefettura e della Questura», ai quali sarebbe stato girato «il comunicato».

scontri in piazza bologna 45

 

Tanto sarebbe bastato, ad avviso del Comune, per «informare preventivamente». 

 

(...)

La mattina seguente, secondo il Comune, si sarebbero «svolte» due «interlocuzioni telefoniche di approfondimento». Alle 12.30 si è riunito il Tavolo tecnico in Questura, al quale ha partecipato la polizia locale. Alle 18 è convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

 

Un’ora dopo, alle 19, deve cominciare il presidio. Il preavviso di almeno tre giorni previsto dalla legge non viene tenuto in considerazione. Ma per il Comune l’ambiguo iter avrebbe seguito quanto «previsto dal Testo unico degli enti locali».

 

scontri in piazza bologna 1

(...)  Il fatto che la Questura, appresa l’esistenza dell’appuntamento, abbia organizzato i servizi di ordine pubblico non equivale alla presentazione nei termini del preavviso. E il fatto che il presidio si sia svolto pacificamente non cancella l’obbligo previsto per chi lo ha promosso.

 

C’è poi un ulteriore passaggio. La nota di ieri marca una certa distanza tra «l’iniziativa istituzionale» e quella «dei collettivi antagonisti (che si è svolta in piazza Roosvelt, ndr)».

Piazza del Nettuno, però, è a poche decine di metri proprio da Prefettura e Questura, gli uffici che, in quelle ore, erano chiamati a gestire una delle situazioni di ordine pubblico più delicate degli ultimi mesi.

lepore schlein

 

Dopo la morte di Fakir, il rischio di tensioni era considerato concreto. E i due palazzi istituzionali valutati come sensibili. Tanto che anche martedì l’area continuava a essere protetta da camionette e servizi d’ordine. In questo contesto, la scelta di convocare proprio lì il presidio assume un peso particolare. E, infatti, assodato che l’evento si sarebbe tenuto, è stato convocato in tutta fretta il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Alle 18. Per una manifestazione che sarebbe cominciata solo un’ora dopo.

Una sorta di contrappasso rispetto alle polemiche che Lepore il censore aveva innescato due anni fa dopo gli scontri tra antagonisti e forze dell’ordine per una manifestazione della Rete dei Patrioti e di CasaPound che il sindaco non approvava e che, a suo avviso, era stata autorizzata per vie romane. Ma, quella volta, almeno, con preavviso.

 

DENUNCIA DELLA POLIZIA CONTRO LEPORE «TRATTATI COME CARNE DA MACELLO»

Carlo Tarallo per "la Verita'" - Estratti

 

SCONTRI BOLOGNA MANIFESTAZIONE DOPO MORTE FAKIR

Considerato che con la nuova legge elettorale il centrosinistra avrà il problema di indicare il candidato premier, suggeriamo la soluzione perfetta: Matteo Lepore. Il sindaco Pd di Bologna incarna tutti i pregi dell’attuale opposizione: spregiudicata strumentalizzazione delle piazze che immancabilmente le si ritorcono contro, vicinanza ai gruppi violenti, incompetenza totale dal punto di vista della gestione della sicurezza, e poi fuga dalle responsabilità dei guai provocati.

 

Pesano come un macigno le parole di Luca Calabrese, da 22 anni in servizio al Reparto Mobile di Bologna e tra i 64 feriti tra le forze dell’ordine lunedì sera negli scontri. «A Bologna», dice il poliziotto ferito all’Adnkronos, «è stata solo ed esclusivamente una guerriglia urbana.

matteo lepore

 

La maggior parte delle persone che era davanti al corteo, mi riferisco probabilmente a familiari, amici, conoscenti o comunque membri della comunità del povero ragazzo morto, ci teneva tantissimo che non si degenerasse in atti di violenza. Purtroppo, quando poi si iniziano a infiltrare personaggi dei centri sociali o gruppetti di persone coi volti coperti dai cappucci neri e con in mano già bottiglie e quant’altro, questi prendono il sopravvento, come spesso accade».

 

La sensibilità di Calabrese, la sua fermezza nel chiarire che tante persone perbene avessero il timore che potessero verificarsi scontri, è una doppia condanna per Lepore: se lo avevano previsto loro, non poteva non metterlo nel conto il sindaco.

 

presidio per abderrahim fakir a bologna foto lapresse

«Si sono avvicinati sempre più a noi», aggiunge l’agente, «sono partiti calci, insulti e poi il lancio di qualsiasi cosa trovassero a loro disposizione, dalle bottiglie di vetro alle pietre, i cartelli stradali, le reti metalliche di un cantiere vicino, le biciclette, di tutto, con cui poi hanno fatto pure delle barricate. Sono stato colpito più e più volte, soprattutto da sassi di medie e grosse dimensioni al ginocchio, alla spalla.

Si sta sempre più alzando il livello di violenza contro le forze dell’ordine», riflette Calabrese «e questo è il dato più preoccupante. Il clima è un bel po’ peggiorato».

 

E il sindaco Lepore? «Da parte sua», racconta Calabrese, «nessuna solidarietà. A parte il post che ha scritto sulle due piazze diverse, non mi risulta. Sarebbero rimaste solo parole ma mi sarei aspettato, non dico le scuse, almeno una presa di posizione un po’ più netta e magari qualche parola di solidarietà». Parole dure come le pietre scagliate contro le forze dell’ordine.

 

lepore schlein

Il Sindacato Autonono Polizia denuncia il primo cittadino: «La manifestazione convocata dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore», sottolinea il segretario generale Stefano Paoloni, «è stata un atto irresponsabile e, sin da subito, avevamo affermato che se ne sarebbe dovuto assumere le responsabilità.

 

Per questo motivo abbiamo dato mandato all’avvocato Valter Biscotti di agire in tutte le sedi opportune affinché il sindaco risponda dei danni causati in seguito alla manifestazione da lui convocata. La decisione scellerata e irresponsabile del sindaco Lepore non può essere scevra da responsabilità», aggiunge Paoloni, «non solo per le devastazioni causate alla città, ma soprattutto per i numerosi feriti conseguenti ai disordini di piazza nel tentativo di gestire il servizio di ordine pubblico. Non siamo carne da macello: il diritto alla salute durante il servizio e la sicurezza sul posto di lavoro, nonché il rispetto della dignità, sono valori imprescindibili anche per chi veste una divisa».

bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse25

Davvero una disfatta, quella di Lepore, sindaco tendenza Elly, uno che ha sempre lisciato il pelo alla sinistra più estrema, entrando spesso in conflitto con il presidente della Regione...

 

lepore francesca albanese

(...)

bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse21bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse19bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse1bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse18bologna messa a ferro e fuoco corteo per la morte di abderrahim fakir foto lapresse24lepore francesca albanese

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