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“ANDIAMO VERSO UN INVERNO DIFFICILE” - IL PRESIDENTE DI NOMISMA, DAVIDE TABARELLI, LANCIA L’ALLARME SUI RINCARI ENERGETICI CHE ATTENDONO I CITTADINI: “LE SCORTE EUROPEE DI GAS SONO BASSE E SIAMO ANCORA DENTRO LA CRISI INIZIATA NEL 2022 CON L’INVASIONE DELL’UCRAINA DA PARTE DELLA RUSSIA. PER QUESTO ULTERIORI AUMENTI SONO ALTAMENTE PROBABILI” - “LA SICUREZZA ENERGETICA NON SI RISOLVE ANNUNCIANDO NUOVI PANNELLI SOLARI: BISOGNA REALIZZARE INFRASTRUTTURE E PRODURRE ENERGIA DOVE È POSSIBILE FARLO” - “C’È UN PROBLEMA STRUTTURALE CHE RIGUARDA LE RAFFINERIE. IN EUROPA NE ABBIAMO CHIUSE MOLTISSIME E IN ITALIA...”

Estratto dall’articolo di Valerio Salviani per www.leggo.it 

 

davide tabarelli

L’emergenza più visibile corre oggi sui cartelloni dei distributori, con benzina e gasolio tornati a pesare sulle tasche degli italiani. Ma il vero banco di prova potrebbe arrivare con l’inverno.

 

Le scorte europee di gas sono più basse rispetto a un anno fa, la Germania è in particolare difficoltà e le tensioni internazionali continuano a tenere sotto pressione i mercati energetici.

 

Uno scenario che, secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, impone cautela: nuovi rincari delle bollette sono «altamente probabili», anche se siamo ancora lontani dai livelli record raggiunti durante la crisi del 2022. 

 

Che inverno si prospetta per gli italiani sul fronte del gas?

Rincari bollette

«Innanzitutto bisogna ricordare che i prezzi sono ancora lontanissimi dai valori raggiunti nel 2022. Allora, in questo stesso periodo dell’anno, erano circa tre volte superiori a quelli attuali: è un elemento che attenua una situazione che rimane comunque difficile. Oggi siamo intorno agli 80 euro per megawattora, anche se negli ultimi giorni c’è stata una certa discesa.

 

Prima della crisi, e ancora all’inizio di quest’anno, eravamo invece intorno ai 30 euro per megawattora: i prezzi sono quindi più che raddoppiati. Questo significa che le bollette stanno aumentando. Una parte dei rincari si è già vista nei mesi scorsi e qualche ulteriore aumento potrebbe arrivare nelle prossime settimane.

 

Sulle previsioni bisogna però usare la massima cautela. Andiamo verso un inverno difficile: le scorte europee di gas sono basse e siamo ancora dentro la crisi iniziata nel 2022 con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

 

davide tabarelli di nomisma 2

Per questo ulteriori aumenti sono altamente probabili. Uno degli elementi che finora ha impedito rialzi ancora più pronunciati è l’aspettativa dei mercati che la guerra possa terminare presto, ma naturalmente è tutto da vedere». [...]

 

Il fatto che l’Italia abbia scorte più elevate può tradursi in un vantaggio per le nostre bollette?

«Aiuta molto, perché l’Italia dispone di grandi scorte che potranno essere utili anche al resto d’Europa. Il problema è che il prezzo del gas si forma sul mercato europeo, non su quello italiano.

 

Rincari bollette

Se la Germania avrà problemi durante l’inverno, gli effetti si rifletteranno anche su di noi. È positivo, da questo punto di vista, che la Germania abbia deciso di mantenere disponibili le centrali a carbone. Ed è importante anche quello che accadrà in Cina: se la Cina utilizzerà più carbone, avrà meno necessità di importare Gnl, per esempio dagli Stati Uniti.

 

Se invece aumentasse fortemente la domanda cinese di gas naturale liquefatto, crescerebbe la competizione internazionale per quelle forniture e salirebbero anche i prezzi europei. È tutto collegato».

 

Alla luce di questa situazione, bisognerebbe tornare a importare gas dalla Russia oppure ormai l’Europa deve necessariamente farne a meno?

Bollette rincari2

«La Russia è ormai diventata una questione politica e di guerra. Dobbiamo però ricordarci che l’energia è anche una questione di sicurezza: quando si è così dipendenti dall’estero bisogna essere più accorti.

 

E la sicurezza energetica non si risolve semplicemente annunciando nuovi pannelli solari: bisogna realizzare infrastrutture e produrre energia dove è possibile farlo, anche in Italia. È paradossale che non lo facciamo.

 

Oggi non ci sono le condizioni per tornare al gas russo. Io però auspico che, una volta raggiunta la pace, si possano riprendere anche le relazioni energetiche con la Russia. Lo abbiamo fatto persino durante la Guerra fredda, quando iniziarono importanti rapporti energetici tra Europa e Unione Sovietica, perché esisteva un interesse comune.

 

Se si arriverà alla pace, uno degli elementi che gli europei potranno mettere sul tavolo sarà proprio la ripresa delle importazioni di gas russo. La Russia ne possiede enormi quantità e dal punto di vista economico sarebbe conveniente rispetto alla necessità di acquistare tutto il gas da Stati Uniti o Qatar». [...]

Bollette rincari1

 

E sul fronte dei carburanti, come si esce dalla crisi?

«L’Italia è un Paese con un debito pubblico molto elevato. Se riduciamo le tasse sui carburanti finanziando la misura in deficit, il problema viene semplicemente spostato e questo non è positivo. Inoltre la crisi attuale nasce da un problema di offerta: l’offerta è stata ridotta dalla guerra e dalle tensioni internazionali.

 

C’è poi un problema strutturale che riguarda le raffinerie. In Europa ne abbiamo chiuse moltissime e in Italia abbiamo visto chiudere impianti in diverse città.

caro carburanti - benzina

 

Una parte significativa del prezzo del gasolio alla pompa è dovuta proprio alla scarsità della capacità di raffinazione europea. Non possiamo pensare di risolvere tutto semplicemente abbassando le tasse per qualche mese. Il segnale dei prezzi serve anche a spingere i consumatori a ridurre la domanda e i consumi».

 

Quanto possono salire ancora benzina e gasolio? È realistico immaginare prezzi intorno ai 3 euro al litro?

«È possibile, anche se resta uno scenario molto estremo. Negli anni Settanta abbiamo vissuto crisi petrolifere persino più gravi, in termini di quantità di petrolio venuta meno, e allora i prezzi del greggio triplicarono o quadruplicarono.

 

Oggi, però, manca quel senso di scarsità strutturale che esisteva allora. Questo significa che, una volta terminata la crisi attuale e risolte le tensioni che interessano anche lo Stretto di Hormuz, tornerà a esserci molta energia disponibile.

 

Non vedo un problema strutturale di scarsità per il futuro. Naturalmente potranno esserci nuove guerre, nuove crisi o improvvisi aumenti della domanda, ma quota 3 euro al litro resta uno scenario estremo». [...]

CARO CARBURANTI caro carburanti - benzinadavide tabarelli

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