arrigo sacchi

ARRIGO SACCHI FA 80 ANNI! PAOLO CONDO’ ESALTA LA RIVOLUZIONE ZONISTA DELL’EX CT: "IL SUO MILAN È CONSIDERATO LA SQUADRA DI CLUB MIGLIORE DELLA STORIA ASSIEME ALL’AJAX DI MICHELS E AL SUCCESSIVO BARCELLONA DI GUARDIOLA. I SUOI DETRATTORI SOSTENGONO CHE HA VINTO (SOLO) UNO SCUDETTO E DUE COPPE DEI CAMPIONI PERCHÉ AVEVA TANTI FUORICLASSE A DISPOSIZIONE. È VERO, LI AVEVA. MA È IL COME HA OTTENUTO QUESTI RISULTATI, CONVERTENDO I FUORICLASSE AL GIOCO DI SQUADRA, AD AVERNE FATTO LA PIETRA MILIARE DEL NOSTRO CALCIO, PERCHÉ ESISTE UN PRIMA DI SACCHI E UN DOPO SACCHI. ARRIGO È L’ULTIMO GIAPPONESE RIMASTO SULL’ISOLA…”

 

Paolo Condò per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

ARRIGO SACCHI A MILANO MARITTIMA

La rivelazione arrivò improvvisa, una domenica dell’autunno 1987 a San Siro. Per tutta l’estate Arrigo Sacchi aveva condotto a Milanello allenamenti privi del pallone, nei quali una serie di coni di diverso colore posati sui quattro lati del campo fungevano da calamite.

 

Lui gridava «rosso!» e i dieci giocatori in campo, disposti in un 4-4-2, orientavano la loro corsa verso i coni rossi. Poi passava al giallo, e il movimento sincronizzato deviava verso l’altro lato: se la memoria non ci inganna, col verde si procedeva verso la porta avversaria, col blu si arretrava verso la propria. Sempre tutti assieme. Molti dei giornalisti più anziani scuotevano la testa, sussurrando «ma che scemenza è senza pallone?».

 

Noi dell’ultima generazione eravamo ugualmente perplessi, ma più fiduciosi: se nessuno ci capiva niente gli esperti perdevano il loro vantaggio, dando magari una scossa alle gerarchie. In ogni caso giravano molte ironie, qualche sarcasmo e alcune fosche previsioni, fino alla domenica in cui d’incanto ogni pezzo andò al suo posto e la sincronia divenne assoluta. 

marco van basten arrigo sacchi

 

Gli avversari sviluppavano la loro manovra verso destra, e tutto il Milan si muoveva verso destra come un sol uomo; rientravano nella loro metà campo, e il Milan intero avanzava compatto. La direzione dei rivali aveva sostituito il colore dei coni, e il Milan era stato addestrato a reagire in automatico. E da squadra.

 

Così facendo si trovava sempre e dappertutto in superiorità, il suo pressing recuperava palloni su palloni, e gli incroci e le sovrapposizioni eseguite dai campioni diventavano uno show. Quell’anno, il primo di Sacchi in serie A, venne subito lo scudetto, unico e indimenticabile, e niente divide ancora oggi estimatori e detrattori come questa dicotomia: se amate Arrigo l’accento cade su indimenticabile, altrimenti unico è il vostro mantra. 

 

arrigo sacchi

Arrigo Sacchi compie 80 anni domani, e siccome è un sacco di tempo che va a letto presto — l’ultima esperienza in panchina, breve e divorata dallo stress, risale al 2001 a Parma — c’è un velo di tenerezza in chi come noi approfitta dell’occasione tonda per ricordare i suoi grandi giorni, e il mondo del calcio com’era allora. Erano tempi così giovani che certe parole nemmeno esistevano, e occorreva inventarle di sana pianta per dare il senso del nuovo che avanzava. 

 

La ripartenza per esempio, che nei voti della nomenclatura zonista avrebbe dovuto sostituire per sempre il vecchio contropiede. Oppure l’intensità, pietra filosofale di un calcio che andava oltre la grinta e l’agonismo ma certo non si riduceva a puro esercizio tecnico.

 

Sacchi in allenamento gridava «intensi!» col megafono, e a bordo campo qualche birbone aggiungeva «sinergici! », a significare l’adesione totale del nuovo allenatore del Milan alla mission aziendale, ché la parola-manifesto di Silvio Berlusconi (sinergia) risuonava in ogni stanza del centro sportivo.

 

arrigo sacchi berlusconi

Erano tempi in cui l’imprenditore geniale e spregiudicato si stava prendendo l’Italia (il calcio dopo la televisione, e prima della politica), e Arrigo — col prezioso sostegno di Adriano Galliani — era la scelta che meglio di qualsiasi altra ne esaltava la capacità di distinguere gli uomini. 

 

Il Milan di Sacchi è considerato la squadra di club migliore della storia assieme all’Ajax di Michels e al successivo Barcellona di Guardiola. C’entra il tipo di gioco, e pare che in questi sondaggi votino solo gli adepti del calcio totale e derivati, c’entra soprattutto la capacità (rarissima) di assemblare squadre composte da campioni, e farli giostrare pensando al bene collettivo.

silvio berlusconi arrigo sacchi e i tre olandesi gullit rijkaard van basten

 

I detrattori di Sacchi sostengono che ha vinto (solo) uno scudetto e due coppe dei Campioni — ehm, più un Mondiale perso in finale ai rigori — perché aveva tanti fuoriclasse a disposizione. È vero, li aveva. Ma è il come ha ottenuto questi risultati, convertendo i fuoriclasse al gioco di squadra, ad averne fatto la pietra miliare del nostro calcio, perché esiste un prima di Sacchi e un dopo Sacchi, e questo nessuno lo potrà mai negare. 

 

A 80 anni Arrigo è l’ultimo giapponese rimasto sull’isola. 

arrigo sacchi cover

Quando lo incontri ci mette un minuto a riportarti alle sue idee tradite e al dna italianista che ha ripreso il sopravvento. 

alba parietti stefano bonaga arrigo sacchiroberto baggio arrigo sacchi

(...)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...

repubblica gedi mirja cartia d’asero kyriakou

DAGOREPORT – CHE ARIA TIRA ALLA “REPUBBLICA” DI ATENE? NELL’INCONTRO TRA IL CDR DEL QUOTIDIANO E L’AD DI GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO, È STATO CHIARITO IL METODO DEL NUOVO EDITORE GRECO, THODORIS KYRYAKOU: PIÙ PARTECIPAZIONE DEI GIORNALISTI, PERCHÉ IL RILANCIO NON PUÒ ESSERE CALATO DALL’ALTO, E SOPRATTUTTO ATTENZIONE AI CONTI – IL VERO INNESTO È SULL’INNOVAZIONE, CON L’INGRESSO DI VERONICA DIQUATTRO, MANAGER CON UN PASSATO IN SPOTIFY E GOOGLE, PER IL RILANCIO DEL DIGITALE – IL PIANO INDUSTRIALE 2027-2030: IL PAREGGIO DI BILANCIO IN TRE ANNI, SENZA LICENZIAMENTI E SENZA UN PREPENSIONAMENTO IN PIÙ RISPETTO A QUELLI GIÀ PREVISTI – IL PRIMO BANCO DI PROVA DEL NUOVO CORSO SARÀ IL LANCIO DI “REPUBBLICA EUROPE”...

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…