1. BENVENUTI A BUENOS AIRES, AL FESTIVAL NAZIONALE DELL’ORGOGLIO GAY ARGENTINO 2. È ESTATE PIENA (40 GRADI!) E LA “MEGLIO GIOVENTÙ” DELLE PAMPAS SI È RIVERSATA NELLE DISCO E SULLE SPIAGGE. MENTRE LE PIAZZE BRUCIAVANO. DI PROTESTE E MALCONTENTO 3. GLI ARGENTINI UNISCONO IL MEGLIO E IL PEGGIO DEGLI “ISTINTI” EUROPEI. E DI QUESTA TRAGEDIA ANNUNCIATA HANNO PRESO ATTO MA NON SI SONO SCORAGGIATI. HANNO CONTINUATO LE LORO VITE E LORO NOTTI, PIACERI ED ECCESSI. QUASI PER ESORCIZZARE IL PEGGIO 4. BUENOS AIRES È CONSIDERATA UNA DELLE CITTÀ PIÙ CAFONAL-FROCIONA DI TUTTO IL LATINO AMERICA. E QUI TROVANO ASILO GLI ECCESSI DI UN INTERO CONTINENTE. NEGLI ULTIMI ANNI IN CITTÀ VA DI MODA ESSERE BISEX. TUTTI SI ATTEGGIANO A LIBERTINI. E LE NOTTI IN QUEL DI BUENOS BAIRES CONTINUANO AD ESSERE ECCESSIVE. ANCHE TROPPO

Alberto Dandolo per Dagospia

Gli argentini hanno passato anni bui. Nonostante i loro "bife de lomo" (arrosto di vitello) e i loro tanghi.

Dai generali che lanciavano in mare dai portelloni degli aerei militari la loro "meglio gioventù", alle lacrime e alle proteste politiche delle mamme di Plaza de Majo, alla svalutazione selvaggia del loro "peso". Chi vi scrive ha vissuto a Buenos Aires nel '98. In quell'anno c'era il "piano di convertibilità" e la loro moneta era 1 a 1 col dollaro. Un peso = un dollaro americano. Col risultato che la vita nella patria di Maradona costava come a New York. In quello stesso anno si parlava della nascita del "Mercosur". Una specie di Unione Monetaria Europea in salsa latino-americana. Non se ne fece nulla. Non se ne volle fare nulla.

Dopo quegli anni in cui Buenos Aires faceva finta di essere una città con i privilegi dell'Occidente arrivò il declino. Un collasso della moneta, studiato e premeditato dalla finanza, che mise in mutande milioni di argentini e che rese i loro conti correnti carta straccia. Anzi carta igienica.

Ma i "porteni" (gli argentini di Baires) sanno reagire. Sempre. E si rimisero a ricostruire il Paese. Nonostante gli scandali pubblici e privati del loro allora Ministro degli Interni, un tal Fredy Storani, e una politica finanziaria ed estera a dir poco "allegra" e dissennata.

E da qualche anno hanno pensato che il loro ultimo "sogno", la loro ultima "speme" fosse una bella signora depressa e cotonata e liftata di nome Cristina. L'Argentina questa donna l'ha adorata e detestata. L'ha esaltata e rifiutata. A fasi alterne. Ma non l'ha mai rinnegata.

Da qualche tempo la "Cristina di Buenos Aires" era scomparsa dalla scena pubblica. Nessuno sapeva che fine avesse fatto. Molti la credevano in Patagonia a contemplare l'accoppiamento delle balene. O in qualche clinica di riabilitazione per risolvere il suo problema di salute causato da un'operazione al cervello.

Ma Cristina è ricomparsa. Dimagrita e agguerrita. E per far fronte a quella che si prospetta una delle "crisi finanziarie" più dure della storia del Paese. E che decreterà, si crede, la "fine" dei cosiddetti "Paesi emergenti". E lo scoppio della loro "bolla".

Ma gli argentini uniscono il meglio e il peggio degli "istinti" del Vecchio Continente. E di questa tragedia annunciata hanno preso atto...ma non si sono scoraggiati.

Hanno continuato le loro vite e loro notti. Anzi, amplificando piaceri ed eccessi. Quasi per esorcizzare il peggio.

Buenos Aires infatti è considerata una delle città più Cafonal di tutto il Latino America. E qui trovano asilo gli eccessi di un intero Continente.

Negli ultimi anni in sta città va di moda essere bsx. Si avete capito bene. Tutti si atteggiano a libertini. E anche se da qualche anno ha chiuso la disco più trucida della città (il Bunker !) le notti in quel di Baires e dintorni continuano ad essere eccessive. Dichiaratamente eccessive.

Qualche sera fa si è tenuto il Festival Nazionale dell'Orgoglio Gay Argentino. Facevano 40 gradi (lì è estate piena!) e la "meglio nuova gioventù" dell'Argentina si è riversata nelle disco e sulle spiagge. Mentre le piazze bruciavano. Di proteste e malcontento. Ma la froceria (e non) del Paese di Evita se ne è sbattuta. E ha dato il meglio e il peggio di sé nei posti che contano. Dalla Cigalle gestita dal figlio di un ambasciatore di nome Sebastian Gomez Melo al Pacha di Buenos Aires. Ma anche sulle spiagge di Mar De Plata e sulle pietrose cose della Penisola di Valdes i "gay rave party" sono stati da manuale.

Il Paese starà pure affondando! Ma l'orgoglio del suo popolo e l'idea che questa gente ha della "libertà" ...beh...decisamente no!

 

 

 

 

 

 

 

BAIRES FROCIONA BAIRES FROCIONA BAIRES FROCIONA BAIRES FROCIONA BAIRES FROCIONA BAIRES FROCIONA

Ultimi Dagoreport

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...