donald trump - mercati azionari borse borsa

LA BOLLA STA PER ESPLODERE - I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO GLOBALI SCHIZZANO IN ALTO E SUPERANO IL RECORD DEL 2008, ALIMENTATI DALL’AUMENTO DEI PREZZI DEL PETROLIO E DAL TERRORE DELL’INFLAZIONE. DATI CHE MANDANO IN FUMO MILIARDI NELLE BORSE DI TUTTO IL MONDO – SIAMO VICINI A UN CROLLO DEI MERCATI? I PRESUPPOSTI CI SONO: LO CHOC DELL’APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO, L’INFLAZIONE, LA BOLLA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, LE PRESSIONI SUL DEBITO PUBBLICO USA…

BOND: NUOVO BALZO RENDIMENTI GLOBALI, AL LIVELLO PIU' ALTO DAL 2008

MEME SUL CROLLO IN BORSA DOPO LE PAROLE DI TRUMP

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – I rendimenti obbligazionari globali sono tornati al livello più alto dal 2008, alimentati dall'aumento dei prezzi del petrolio, che ha suscitato timori riguardo all'inflazione e spinto gli investitori ad aumentare le aspettative di rialzi dei tassi d'interesse.

 

Il trend è iniziato venerdì scorso, ricorda Bloomberg, dopo che il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha ribadito la sua promessa di domare finalmente l'inflazione, che resta elevata, ed è proseguito questa settimana con l'aumento dei prezzi dell'energia a seguito dei nuovi raid in Medio Oriente. Il rendimento sui titoli di Stato giapponesi a 10 anni ha toccato il 3% per la prima volta dal 1996, i rendimenti dei titoli di Stato britannici a 30 anni hanno raggiunto il livello più alto dal 1998 e il tasso dei Treasury a 10 anni, negli Stati Uniti, ha toccato livelli che non si vedevano dal gennaio 2025.

crisi finanziaria - crollo dei mercati

 

Il rendimento dell'indice Bloomberg dei titoli di Stato globali è aumentato per la quarta seduta consecutiva, ieri, raggiungendo il 3,72%, il livello più alto da metà 2008. "I mercati stanno scontando un percorso al rialzo per i tassi a breve termine negli Stati Uniti, ma anche a livello globale", ha dichiarato Idanna Appio, gestore di portafogli e analista senior di First Eagle Investments, a Bloomberg Tv. "Gli investitori stanno iniziando a rivalutare cosa significhino i tassi di interesse neutrali e si è registrato un loro graduale aumento".

the american dream is over – crisi economica negli stati uniti

 

BORSA: WALL STREET APRE IN CALO CON BALZO RENDIMENTI BOND, DJ -0,67% E NASDAQ -1,32%

(LaPresse/AP) - Wall Street apre in calo all'indomani della chiusura di agosto in negativo. Pesano i rincari del petrolio e permangono i timori sull’inflazione che stanno determinando un aumento dei rendimenti obbligazionari sia sul mercato interno che all’estero.

 

L'S&P 500, il Dow Jones Industrial Average e il Nasdaq Composite hanno tutti registrato un calo lunedì. Il Dow Jones cede lo 0,67% in avvio, il Nasdaq l'1,32% e l'S&P 500 lo 0,67%. I prezzi del petrolio rimangono elevati poiché il conflitto con l'Iran ha limitato il traffico nello Stretto di Hormuz, che un tempo rappresentava circa il 20% delle spedizioni mondiali di petrolio.

CRISI FINANZIARIA

 

Il Brent ha guadagnato l'1,7% attestandosi a 92 dollari al barile, dopo un rialzo del 2,7% registrato lunedì. Il greggio di riferimento statunitense Wti è salito del 2,2% a 87,67 dollari al barile. Secondo l'AAA, la media nazionale del prezzo della benzina ad agosto è rimasta ogni giorno del mese sopra i 4 dollari al gallone per la prima volta in assoluto.

 

È stato l'agosto più costoso mai registrato alla pompa, superando persino l'enorme crisi della catena di approvvigionamento verificatasi durante la pandemia di COVID-19 nel 2022. L'aumento dei prezzi dell'energia ha alimentato un'inflazione già elevata, che rimane ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Federal Reserve.

Kevin Warsh

 

Molti esperti prevedono un aumento dei tassi a breve, dopo che il presidente della Fed Kevin Warsh - in un discorso tenuto la scorsa settimana in occasione di una conferenza dei banchieri centrali - ha lasciato aperta la possibilità di un intervento qualora l'inflazione non dovesse migliorare. Il prossimo rapporto del governo sui prezzi uscirà pochi giorni prima della riunione della Fed e potrebbe avere un ruolo determinante nel decidere se la banca centrale interverrà.

 

BESSENT, 'RENDIMENTI T-BOND INDICANO ASPETTATIVE DI INFLAZIONE STABILE O IN CALO'

(ANSA) - I rendimenti obbligazionari "indicano aspettative di inflazione stabile o in calo". E' quanto ha detto il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, parlando a un evento a margine del G20 Finanze di Asheville, in North Carolina. Oggi i Treasuries Usa hanno segnato rendimenti in rialzo sulle rinnovate tensioni in Medio Oriente: il decennale, il principale parametro di riferimento per mutui, prestiti auto e debiti su carte di credito, è aumentato di 3 punti base portandosi al 4,788%, al livello più alto dal 14 gennaio 2025. Il trentennale è salito di oltre 2 punti base, al 5,272%.

SCOTT BESSENT - G20 DI ASHEVILLE

 

BORSA: L'EUROPA CONFERMA IL ROSSO CON BALZO RENDIMENTI BOND, MILANO -1%

 (ANSA) - Le Borse europee confermano il rosso con la recrudescenza delle tensioni in Medioriente tra Stati Uniti e Iran. L'aumento dei prezzi del petrolio contribuisce poi a spingere al rialzo i rendimenti dei bond globali e ad alimentare le aspettative di un aumento dei tassi di interesse, da parte delle banche centrali questo mese. Il Brent resta sopra i 92 dollari e il Wti supera gli 88 dollari al barile.

 

Kevin Warsh

Il gas sfiora i 72 euro al megawattora con i future sui Ttf in rialzo di quasi il 3%. Lo spread tra Btp e Bund supera gli 83 punti mentre il decennale italiano, al 4,16%, si muove sui massimi dal novembre 2023. Il dieci anni inglese sfonda i 7 punti base di rialzo al 5,21%. L'indice d'area del Vecchio Continente, lo stoxx 600, perde oltre un quarto di punto percentuale con i titoli legati ai beni di consumo e gli industriali sotto vendita. Tra le singole Piazze, Parigi lascia un marginale 0,13%, insieme allo 0,28% di Londra.

 

Più pesanti Francoforte (-0,82%) e Milano (-1%) che difende i 52 mila punti. Tra i peggiori, sul Ftse Mib, Poste (-3,84%) nella parte finale dell'opas su Tim (-2,73%). Male poi Inwit (-2,67%), Prysmian (-2,33%), Stellantis (-2,19%). In tenuta Diasorin (+1,4%), Eni (+1,27%), Tenaris (+1%). Infine per i cambi, l'euro è debole sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1601 sul biglietto verde.

 

È imminente un crollo del mercato azionario sotto la presidenza di Donald Trump? Oltre 85 anni di precedenti storici offrono una risposta.

Sean Williams per https://www.fool.com/

 

SCOTT BESSENT

Che cosa è più veloce di un proiettile, più potente di una locomotiva e capace di superare con un solo balzo edifici altissimi? No, non è Superman. È il mercato azionario ogni volta che il presidente Donald Trump è alla Casa Bianca.

 

Durante il primo mandato non consecutivo di Trump, lo storico Dow Jones Industrial Average, l’indice di riferimento S&P 500 e il Nasdaq Composite, trainato dalla tecnologia, sono saliti rispettivamente del 57%, 70% e 142%. Dall’insediamento del presidente per il suo secondo mandato, questi indici hanno guadagnato un ulteriore 23%, 28% e 32%, rispettivamente (alla chiusura delle contrattazioni del 24 agosto).

 

effetto dei dazi di trump sui mercati

Sebbene il mercato azionario tenda generalmente a salire sotto la maggior parte dei presidenti, i rendimenti annualizzati del Dow, dell’S&P 500 e del Nasdaq Composite sono più elevati sotto Trump rispetto a quelli registrati sotto la maggior parte dei presidenti dalla fine degli anni 1890.

 

Ma questi guadagni sotto il presidente Trump si sono verificati anche in mezzo a episodi di volatilità di portata storica. Durante l’imprevisto crollo legato al COVID-19, l’S&P 500, indice ad ampia base, ha perso il 34% del proprio valore in 33 giorni di calendario. Allo stesso modo, il «tariff tantrum» dell’inizio di aprile 2025 ha visto l’S&P 500 perdere oltre il 10% del proprio valore in appena due sedute di Borsa.

 

Ciò solleva la domanda: è imminente un crollo del mercato azionario sotto il presidente Donald Trump?

DONALD TRUMP - WALL STREET

 

Sebbene non sia possibile prevedere con certezza i movimenti direzionali di breve termine dei principali indici azionari di Wall Street, 85 anni di precedenti storici offrono una risposta — e gli investitori potrebbero non esserne entusiasti.

 

Il secondo mandato di Trump è stato costellato di eventi geopolitici e di grande rilievo

 

Da quando Donald Trump si è insediato il 20 gennaio 2025, è stato in qualche modo una calamita per grandi eventi geopolitici e storici.

 

DONALD TRUMP E I MERCATI

C’è stato il già citato «tariff tantrum», legato all’annuncio, nell’aprile 2025, di ampi dazi globali e di dazi reciproci più elevati nei confronti di decine di Paesi ritenuti responsabili di squilibri commerciali sfavorevoli agli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno inoltre bombardato impianti nucleari in Iran nel giugno 2025, rimosso il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, all’inizio di gennaio 2026 e avviato operazioni militari contro l’Iran alla fine di febbraio 2026.

 

Poco dopo l’inizio della guerra contro l’Iran guidata da Trump, Ryan Detrick, Chief Market Strategist di Carson Group, ha pubblicato su X (precedentemente Twitter) una serie di dati che esaminava l’andamento dell’indice di riferimento S&P 500 a vari intervalli temporali dopo oltre tre dozzine di eventi traumatici per il mercato azionario verificatisi dall’inizio del 1940.

 

DONALD TRUMP I DAZI E I MERCATI

Utilizzando dati di S&P Dow Jones Indices, CFRA e le ricerche dello stesso Carson Group, Detrick e il suo team hanno stabilito che, in media, l’S&P 500 ha guadagnato il 3% a un anno dall’inizio ufficiale di un evento traumatico per il mercato. Inoltre, l’S&P 500 risultava in rialzo dopo il 65% degli eventi traumatici presi in considerazione.

 

Sebbene un guadagno del 3% sia ben al di sotto del rendimento annualizzato di lungo periodo dell’S&P 500, indice ad ampia base, si tratta comunque di un risultato positivo in periodi caratterizzati da un’elevata incertezza.

 

donald trump rassicura wall street - vignetta by ellekappa

Basandosi esclusivamente sul dato principale della serie elaborata da Detrick, un crollo del mercato azionario non sembra probabile sotto il presidente Trump. Tuttavia, i dati di Carson Group presentano qualche sfumatura in più di quanto possa apparire a prima vista.

 

Uno scenario rende più probabili i crolli del mercato azionario, e Trump lo sta affrontando proprio ora

 

Sebbene quasi due terzi degli eventi geopolitici e dei grandi shock di mercato registrati nell’arco di oltre 85 anni siano stati seguiti da rialzi dell’S&P 500 dopo 12 mesi, diversi degli eventi che hanno prodotto perdite avevano un elemento in comune: un’interruzione dell’approvvigionamento energetico.

wall street e donald trump

 

Nell’ottobre 1956, Gran Bretagna, Francia e Israele invasero l’Egitto per riprendere il controllo del Canale di Suez, che l’Egitto aveva nazionalizzato nel luglio 1956. La chiusura del Canale di Suez interruppe le spedizioni di petrolio dal Medio Oriente all’Europa occidentale. Un anno dopo, l’S&P 500 era in calo di quasi il 12%.

 

L’embargo petrolifero del 1973 rappresentò uno shock ancora maggiore per Wall Street. I membri arabi dell’OPEC smisero di vendere petrolio agli Stati Uniti e agli altri alleati di Israele, provocando una carenza di prodotti petroliferi e un aumento sostanziale dei costi del carburante. L’indice di riferimento S&P 500 perse il 35% del proprio valore nell’anno successivo.

 

scott bessent - howard lutnick - donald trump - tim cook - jd vance

La guerra in Iran in corso comporta la più grande interruzione dell’approvvigionamento energetico della storia moderna. Poco dopo che Trump ha autorizzato attacchi militari contro l’Iran, quest’ultimo ha chiuso lo Stretto di Hormuz praticamente a tutto il traffico marittimo. Ciò ha di fatto bloccato il transito quotidiano di un quinto dei liquidi petroliferi mondiali (circa 20 milioni di barili al giorno).

 

Gli shock dell’approvvigionamento energetico sono l’unico tipo di grande evento geopolitico/storico che, come dimostra la storia, Wall Street fatica a lasciarsi alle spalle. Sebbene ciò non significhi in alcun modo che un crollo del mercato azionario sia imminente o garantito sotto il presidente Trump, la probabilità di un movimento da «ascensore in discesa», nel contesto della più grande interruzione energetica della storia moderna, è certamente aumentata.

 

scott bessent e donald trump

A peggiorare le cose, si stanno accumulando prove del fatto che la «Trumpflation» alimentata dalla guerra in Iran si sia estesa oltre il settore energetico. La rigidità dei prezzi evidenziata dal Core Personal Consumption Expenditures, che esclude i volatili costi di alimentari ed energia e offre agli economisti una visione più chiara delle tendenze dei prezzi di lungo periodo, è rimasta bloccata intorno al 3,3%-3,4% per mesi. Ciò suggerisce che, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, le imprese stiano sostenendo costi di produzione e trasporto più elevati, che vengono trasferiti sui consumatori.

scott bessent donald trump

 

Se l’inflazione alimentata da Trump (ossia la Trumpflation) dovesse radicarsi nell’economia nel suo complesso, un’inflazione persistentemente elevata renderebbe improbabili rendimenti eccezionalmente elevati del mercato azionario.

 

Sebbene non vi sia una minaccia imminente di un crollo del mercato azionario sotto Donald Trump, i tasselli del puzzle storico suggeriscono effettivamente una maggiore probabilità di un movimento da «ascensore in discesa» e/o di una correzione sostanziale del Dow Jones Industrial Average, dell’S&P 500 e del Nasdaq Composite. […]

scott bessent donald trump 2

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO