donald trump debito pubblico usa

IL DEBITO PUBBLICO AMERICANO È LA BOMBA CHE PUÒ FAR SALTARE IN ARIA I MERCATI MONDIALI – C’È UN TRIS DI FATTORI DIETRO ALLA CRESCITA DEI TASSI D’INTERESSE IN TUTTO IL MONDO SU FAMIGLIE, INVESTITORI E SUI GOVERNI DEL G7: PESANO UN DEBITO PUBBLICO AMERICANO CHE AUMENTA SENZA UN PIANO DI RISANAMENTO CREDIBILE; UNA GUERRA DEL GOLFO PRIVA DI UNA STRATEGIA DI USCITA, DESTINATA AD ALIMENTARE L’INFLAZIONE; E UNA BANCA CENTRALE USA IN RITARDO NELL’ALZARE I TASSI DI FRONTE ALL’ACCELERAZIONE DEI PREZZI – FUBINI: “IL TITOLO DECENNALE GIAPPONESE HA TOCCATO TASSI DI MERCATO AL 3% PER LA PRIMA VOLTA DA TRENT’ANNI. IL BUONO DEL TESORO USA, TRADIZIONALMENTE PRINCIPALE BENE RIFUGIO, RESTA L’ÀNCORA. QUANDO I SUOI RENDIMENTI SALGONO, DEVONO FARLO ANCHE QUELLI DEGLI ALTRI PAESI INDEBITATI PER CONTINUARE AD ATTRARRE INVESTITORI SU DI SÉ” – IL DAGOREPORT: GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA...

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO…

 

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-grazie-trump-mondo-verso-de-americanizzazione-oggi-si-485332

 

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

scott bessent e donald trump

Quando nel 2025 Donald Trump annunciò dazi a tappeto, molti prevedevano che il presidente degli Stati Uniti avrebbe danneggiato l’economia europea con le sue guerre commerciali. E’ passato più di un anno e quell’analisi appare in parte sbagliata: Trump fa male all’economia europea, ma i suoi dazi non sono la minaccia principale.

 

Il debito pubblico americano lo è. Lo è una tripletta di fattori che sta contribuendo ad alzare i tassi d’interesse di mercato in tutto il mondo su famiglie, investitori e soprattutto sui governi del G7:

 

debito pubblico americano

pesa un debito pubblico americano che cresce senza un piano di risanamento leggibile per i mercati; pesa una guerra del Golfo priva di una credibile strategia di uscita, destinata ad alimentare ancora l’inflazione; pesa una banca centrale degli Stati Uniti in ritardo nell’alzare i tassi di fronte all’accelerazione dei prezzi [...]

 

Questo insieme di ingredienti alimenta nei mercati l’aspettativa di un deficit e di un debito pubblico più alti, in un futuro dove anche l’inflazione potrebbe scendere poco o niente.

 

wall street - contrattazioni

Già oggi gli Stati Uniti, in proporzione al prodotto lordo, condividono un primato con la Francia: hanno il disavanzo di governo più alto del G7 e fra le trentotto democrazie avanzate dell’Ocse, prima di pagare gli interessi sul debito.

 

Il deficit “primario” che sfiora il 3,6% del Pil [...]. E gli investitori se ne sono accorti: sono sempre più riluttanti a comprare, se il premio al rischio non sale.

 

Ieri hanno portato i rendimenti decennali dei titoli americani quasi al 4,8%: un picco che non si vedeva da 19 anni (tolto un breve episodio nel 2023), sopra i livelli che hanno innescato un tentativo di intervento del segretario al Tesoro Scott Bessent il 19 agosto per limitare il costo del debito.

 

vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni

Altri Paesi del G7 sono esposti per la fragilità della loro finanza pubblica: in ordine di intensità dello stress di questi giorni, la Gran Bretagna, la Francia, il Giappone e anche l’Italia. Ma il buono del Tesoro americano, in quanto tradizionalmente principale bene rifugio, resta l’àncora.

 

Quando i suoi rendimenti salgono, devono farlo anche quelli degli altri Paesi indebitati per continuare ad attrarre investitori su di sé. Ieri il titolo decennale giapponese ha toccato tassi di mercato al 3% per la prima volta da trent’anni.

 

Poiché l’inflazione sta salendo e lo yen debole la esacerba, la Banca del Giappone dovrebbe alzare i tassi; invece esita, perché un aumento dei rendimenti può innescare una spirale pericolosa su un debito pubblico che sfiora il 250% del Pil. Probabile dunque che Tokyo ricorra presto a nuove forme di “repressione finanziaria”, forzando i fondi pensione nazionali a investire in debito pubblico.

 

[...]

 

debito pubblico stati uniti

In difficoltà anche la Francia, dove i rendimenti (al 4,25) viaggiano ai massimi da 18 anni; ma proprio l’attuale aumento del costo di debito minaccia di gonfiare la spesa pubblica di circa nove miliardi l’anno - rispetto ai piani attuali - complicando la legge di bilancio nel pieno una compagna elettorale dominata da una leader antisistema come Marine Le Pen.

 

Non che l’Italia se la passi bene. Oggi è il solo Paese del G7 ad avere un surplus “primario” nei conti pubblici e ciò l’ha tenuta relativamente fuori dai radar dei mercati. Ma il debito continua a salire oltre il 137% del Pil e ora lo fa anche il suo costo: nel 2025 il rendimento medio del debito era al 2,8%, oggi è quasi a quel livello già solo il buono a un anno. Rispetto ai piani di aprile scorso, rischiano di aggiungersi almeno 4-5 miliardi di interessi in più all’anno. E se i margini di bilancio sono ai minimi, il governo può ringraziare (anche) Trump.

scott bessent donald trump marco rubio riad

 

giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse

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