giuseppe castagna andrea orcel giancarlo giorgetti

È TORNATO IL SERENO TRA ORCEL E IL GOVERNO – L’AD DI UNICREDIT HA PARLATO CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, CHE ORA NON CHIUDE LA PORTA A UN NUOVO ASSALTO A BPM DA PARTE DEL “CRISTIANO RONALDO DEI BANCHIERI” – UN ANNO FA IL TESORO BLOCCO' L’OPERAZIONE, RICORRENDO AL GOLDEN POWER, E PERMETTENDO A CREDIT AGRICOLE DI SALIRE AL 30% DELL’EX POPOLARE DI MILANO. MA ORA, I RAPPORTI CON I FRANCESI SI SONO IMPROVVISAMENTE RAFFREDDATI. MA IL FUTURO DI BPM È IN MANO ALLA "BANQUE VERTE"...

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

https://www.dagospia.com/business/fusione-mps-bpm-e-davvero-finita-nel-cestino-per-salvarsi-d-intesa-479189

 

 

ANDREA ORCEL IN VERSIONE WILLY WONKA

PERCHÉ GIORGETTI E ORCEL SONO TORNATI A PARLARE DEL FUTURO DI BPM

Estratto dell’articolo di Mariarosaria Marchesano per “il Foglio”

 

“Oggi teoricamente Unicredit potrebbe fare l’operazione a cui ha rinunciato allora”. La frase pronunciata dal ministro Giancarlo Giorgetti davanti alla Commissione banche il 18 giugno, riferendosi al tentativo della banca guidata da Andrea Orcel di acquisire Banco Bpm, non è stata frutto del caso.

 

L’affermazione è apparsa di carattere interlocutorio perché inserita nell’audizione in cui Giorgetti stava spiegando ai parlamentari le ragioni per cui anche l’offerta di Intesa Sanpaolo su Montepaschi dovrà sottoporsi alle verifiche previste dalla legge sul golden power (della serie, la legge è uguale per tutti).

 

'Economia Giancarlo Giorgetti

Ma è molto di più e va letta in un contesto di disgelo dei rapporti tra il ministro e il banchiere culminato in un contatto che, secondo quanto risulta al Foglio, ci sarebbe stata la scorsa settimana. Che sia stato Giorgetti per vie traverse a invitare Orcel a dialogare o che sia stato il capo di Unicredit a prendere l’iniziativa, poco importa.

 

Quello che conta è che i due si siano sentiti […].

 

[…]  rappresenta una possibile svolta storica per l’assetto di un sistema che continua a ribollire come una pentola a pressione […]. Non si sa con esattezza che cosa i due si siano detti (Orcel, la scorsa settimana, è stato visto anche a Roma, chissà che il contatto con il ministro non sia stato solo telefonico)  ma le indiscrezioni corrono in fretta e qualcosa filtra: il tema della conversazione è stato il futuro di Banco Bpm, banca che oggi vede la francese Crédit Agricole come primo azionista con una partecipazione, che tra azioni e derivati, è arrivata al 29,9 per cento.

 

giuseppe castagna - banco bpm

Nulla di male, nel momento in cui la prospettiva di un consolidamento bancario di livello europeo non è più un tabù grazie proprio a Unicredit, che in questi giorni sta completando la scalata a Commerzbank tra gli applausi dei vertici Ue. Ma i governi sono ancora molto sensibili e se possono preferiscono porre degli argini agli interessi degli investitori esteri per le banche domestiche.

 

Così, il ministro Giorgetti, pur avendo sempre avuto buone interlocuzioni con i vertici della Banque Verte, non sottovaluta l’impatto che sul piano politico, in particolare nei rapporti con gli alleati Fratelli d’Italia, potrebbe avere la crescita ulteriore nella banca milanese della componente francese.

 

giancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapresse

Il partito della premier, Giorgia Meloni, continua a vedere come fumo negli occhi l’avanzata degli investitori d’Oltralpe in Italia e temi come la necessità di rafforzare la competitività europea anche in campo finanziario non sono considerati una priorità.

 

Così, se Unicredit – che, paradosso, fu tacciata lo scorso anno proprio da questo governo di non essere abbastanza italiana – fosse ancora interessata a Banco Bpm, questa volta Giorgetti non avrebbe obiezioni sostanziali. Anzi, ne trarrebbe come vantaggio di eliminare dal tavolo una mina politica e di promuovere la competizione sul mercato.

 

jerome grivet - credit agricole

Non sfugge che al disgelo dei rapporti tra il Mef e Unicredit – suggellato anche dalla decisione della banca di mettere una pietra sopra al contenzioso legale contro il governo sul golden power – stia facendo da contrappeso una certa freddezza di Giorgetti nei confronti del Crédit.

 

Quando si è diffusa l’indiscrezione che la banca ha già praticamente raggiunto la soglia dell’opa dell’istituto milanese, il Mef ha precisato che non c’è stato alcun incontro con i vertici francesi, ma che se l’avessero chiesto il ministro avrebbe senz’altro trovato uno spazio nella sua agenda. Come per dire: come mai non ci avete avvertiti?

 

ANDREA ORCEL

Tutti questi elementi vanno a comporre il puzzle delle nuove relazioni che il Mef sta intessendo con il sistema bancario, in cui è presente come azionista – tra il 4,8 per cento detenuto in Mps e il controllo della Banca del Mezzogiorno oltre che dalla Cassa di Risparmio di Orvieto – ma dal quale vorrebbe uscire lasciando il segno della sua visione strategica. Alla fine, che cosa ha prodotto il confronto tra Giorgetti e Orcel?

 

Sicuramente un chiarimento volto a ricomporre la frattura che si è creata lo scorso anno, ma anche un sostanziale semaforo verde a un’eventuale nuova iniziativa che Orcel dovesse intraprendere su Banco Bpm. Giorgetti lo ha detto anche nell’audizione: Unicredit ha risolto il problema della presenza in Russia quindi se volesse riprovarci lo potrebbe fare. Parola di ministro.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Per adesso, Unicredit è impelagata nella campagna di Germania […], ma se avesse il governo dalla sua parte, sarebbe un’opzione da considerare anche per riequilibrare i pesi con Intesa e Bper, le quali, dopo l’acquisizione di Mps-Mediobanca, diventeranno la prima e la seconda banca italiana (Unicredit scenderebbe al terzo posto). In questo caso, dopo il treno per Roma, Orcel dovrebbe prendere un aereo per Parigi e negoziare con Crédit Agricole la sua uscita a suon di centinaia di sportelli. Un’operazione di mercato eventuale non potrebbe avere, capitolo golden power a parte, paletti da parte del governo. Orcel però sa quanto Giorgetti abbia stima dell’attuale ad di Bpm, Giuseppe Castagna. E in un’eventuale operazione su Bpm sarà difficile per Orcel non tenerne conto.

CARLO MESSINA - ANDREA ORCEL GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE carlo messina conferenza stampa di presentazione dell opas di intesa sanpaolo su mps foto lapresse 2ANDREA ORCEL - BETTINA ORLOPPLA MAPPA DELLE PARTECIPAZIONI HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLEgiuseppe castagna foto lapressegiancarlo giorgetti ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSEANDREA ORCEL CARLO MESSINA

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