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L''ITALIA FUTURA' SOGNATA DA MONTEZEMOLO ERA PORTARE I SOLDI A PANAMA? COME FARA' UNICREDIT A TENERSELO COME VICEPRESIDENTE? NO PROBLEM: PURE LA BANCA, NELL'ERA DEL 'DEMOCRATICO' PROFUMO, SI SERVIVA DEI PANAMENSI - NEI DOCUMENTI JARNO TRULLI, UBI BANCA DI MASSIAH-BAZOLI, IL LATITANTE GIUSEPPE DONALDO NICOSIA (CHE VERSAVA SOLDI A DELL'UTRI), GLI EREDI DI NINO ROVELLI

Paolo Biondani, Vittorio Malagutti, Gloria Riva, Leo Sisti e Stefano Vergine per www.lespresso.it

 

 

luca cordero di montezemolo giovanni malagoluca cordero di montezemolo giovanni malago

Si chiama Lenville overseas e ha sede a Panama la società che proietta il nome di Luca di Montezemolo nel lungo elenco degli italiani con l'offshore. I documenti analizzati da l'Espresso confermano che lo studio Mossack Fonseca ha curato anche gli interessi del presidente di Alitalia. Nei primi mesi del 2007 sono stati siglati una serie di contratti che, tra l'altro, indicano Montezemolo come procuratore di Lenville. Il manager, a quell'epoca al vertice di Ferrari e presidente di Fiat, ha ricevuto la delega per operare su un conto alla Bim Suisse, filiale elvetica dell'italiana Banca Intermobiliare. Raggiunto da l'Espresso, Montezemolo non ha risposto alle richieste di chiarimenti.

MALAGO MONTEZEMOLOMALAGO MONTEZEMOLO

 

Le carte di questi affari sono custodite nell'immensa banca dati di Mossack Fonseca. Un gigantesco archivio informatico a cui, grazie a un anonimo informatore, hanno avuto accesso i giornalisti dell'Icij, l'International Consortium of investigative journalists . Montezemolo si trova in folta compagnia. Circa un migliaio di clienti provenienti dal nostro Paese sono citati, a vario titolo, nei documenti che l'Espresso ha consultato. Imprenditori, professionisti, volti noti dello spettacolo, ma anche moltissimi personaggi sconosciuti alle cronache sono approdati a Panama per mettere al sicuro il patrimonio di famiglia.

montezemolo renzimontezemolo renzi

 

Nei prossimi giorni, una volta completate le nostre verifiche, daremo conto di questi affari offshore. Intanto va segnalato che nelle carte ricorrono i nomi di due grandi istituti di credito italiani come Unicredit e Ubi. Non solo. I file panamensi aggiungono particolari inediti su vicende giudiziarie come il caso dell'eredità di Nino Rovelli, il re della chimica anni Settanta.

 

ghizzoni montezemolo   ghizzoni montezemolo

E negli stessi documenti segreti compare anche il nome di Giuseppe Donaldo Nicosia, sotto inchiesta a Milano per frode fiscale e bancarotta fraudolenta. Un'inchiesta in cui è coinvolto anche l'ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, che sta scontando in carcere una condanna a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

 

Anche Jarno Trulli, l'ex pilota di Formula Uno, risulta azionista della Baker street sa, una società registrata nelle isole Seychelles e creata con l'assistenza dei legali dello studio Mossack Fonseca. Il campione, ritiratosi dalle corse nel 2012, è andato offshore grazie all'intermediazione del Credit Foncier Monaco, uno degli istituti di credito più forti sulla piazza di Montecarlo. Questo è quanto risulta dalle carte ufficiali, ma Trulli, contattato da l'Espresso tramite il suo manager, non ha risposto alle richieste di chiarimenti.

alessandro profumoalessandro profumo

 

«Mossack Fonseca non risulta essere un consulente fiscale della capogruppo» è stata invece la replica del portavoce di Unicredit. I file segreti raccontano una storia più articolata. La banca milanese in effetti ha avuto relazioni d'affari con lo studio panamense per la gestione di circa 80 società offshore. Per esempio la Baracaldo inc. e la Overshoot inc. entrambe di Panama, oppure la Nemo partners Ltd, registrata alle Isole Vergini britanniche. Nel 2010 però Unicredit prende le distanze.

 

Il cambio di rotta coincide con un altro avvenimento: il gruppo italiano vende parte delle sue attività in Lussemburgo ai tedeschi di Dz bank. E proprio dal Granducato passava il rapporto tra Unicredit e Mossack Fonseca. I documenti danno conto anche dei tentativi dei manager dello studio panamense per riallacciare i rapporti con l'istituto di credito. Senza successo.

 

jarno trullijarno trulli

Anche per Ubi banca, la grande Popolare bergamasca che si è da pochi mesi trasformata in spa, la piattaforma d'operazioni per gli affari offshore si trovava a Lussemburgo. È quindi Ubi international che dal Granducato ha incrociato la rotta di Mossack Fonseca. Nelle carte compaiono i nomi di 40 sigle offshore, registrate a Panama e alle isole Seychelles, che appaiono legate a Ubi. Una decina risultano ancora attive. Nei documenti si trova però traccia di numerose conversazioni tra i manager di Mossack Fonseca e i manager di Ubi banca in Lussemburgo.

 

jarno  trullijarno trulli

«Non abbiamo società controllate in quelle località», ha risposto la banca a l'Espresso. Gli azionisti delle offshore sono però da ricercare tra i clienti di Ubi, che via granducato e con l'assistenza delo studio panamense sono così riusciti a sbarcare in un paradiso fiscale. Chi sono questi clienti? Mistero, perché il capitale delle società è al portatore.

 

Nessun mistero invece per quanto riguarda la Countryside Group Ltd delle Seychelles. Il titolare delle azioni, lo shareholder, come viene indicato nei file di Mossack Fonseca, è Oscar Rovelli, uno degli eredi di suo padre Nino, l'imprenditore che quarant'anni fa controllava il gruppo chimico Sir.

 

nino rovellinino rovelli

Il nome dei Rovelli è stato al centro di una complicata vicenda giudiziaria conclusa nel 2006 con una sentenza di Cassazione. Quel verdetto, che condannava tra gli altri l'avvocato Cesare Previti, stabiliva che la famiglia si era comprata a suon di bustarelle la sentenza del Tribunale di Roma che le assegnava un risarcimento del valore di quasi 400 milioni di euro nei confronti dell'Imi la banca che aveva suo tempo finanziato la Sir.

 

Nel frattempo però quella somma era già stata dispersa nei più diversi paradisi fiscali ed è così partita un'indagine della magistratura per recuperare il denaro. L'inchiesta ha già portato a sequestri importanti negli anni scorsi. La Countryside Group delle Seychelles non fa parte, però, dell'elenco di offshore estere già individuate dagli investigatori. Oscar Rovelli ha risposto a l'Espresso, tramite il suo avvocato, di «non avere alcun ricordo di quella società».

 

victor massiah  victor massiah

È invece ancora in pieno svolgimento la caccia al tesoro di un altro cliente di Mossack Fonseca del calibro di Giuseppe Donaldo Nicosia, imprenditore della pubblicità televisiva, latitante dal 2014, quando avrebbe dovuto essere arrestato per truffa all’Iva, bancarotta fraudolenta e altro. Nicosia era socio di Dell’Utri nella società spagnola Tomé Advertising SL, che secondo le accuse della Guardia di Finanza sarebbe servita per una truffa da 43 milioni all'Erario. 

 

L'ex braccio destro di Berlusconi avrebbe beneficiato personalmente di una parte del presunto bottino. in particolare Nicosia gli avrebbe versato 10mila euro al mese dal 2008 al 2011 con la giustificazione, ritenuta falsa, di un ipotetico affitto del palazzo di Dell'Utri in via Senato a Milano.

victor massiahvictor massiah

 

Secondo le indagini della Guardia di Finanza Nicosia avrebbe reinvestito i proventi della presunta frode in acquisti di lusso: Rolls Royce, Harley Davidson, scuderie di cavalli. Ma il fiore all’occhiello è il doppio appartamento acquistato nel 2006 a New York: il Cityspire Condominium, al 150 West 56th Street. E qui entra in gioco il ruolo di Mossack Fonseca. In rapida successione Nicosia costituisce due offshore: il 20 maggio 2011 Darion Trading, alle British Virgin Islands, e, il 13 giugno, Amadocia, nel Delaware americano.

 

Subito dopo che fa? Per 3,2 milioni di dollari vende l’appartamento di Manhattan a sè stesso, cioè alla Amadocia, controllata da Darion Trading. Un vero lavaggio all’ombra delle offshore. Ma non è tutto. Perché su quella casa pendeva una richiesta di sequestro proveniente da Milano, presa in esame negli Usa nel marzo 2015, ma approvata dal giudice Richard Roberts appena lo scorso 1 marzo. Peccato che in autunno Nicosia avesse già ceduto il suo gioiello per 3,7 milioni. Oltre al danno anche le beffe.

 

 

2. ANCHE PLATINI TRA I CLIENTI LA DIFESA: TUTTO GIÀ DICHIARATO
Da “la Repubblica

 

PLATINIPLATINI

Nei “Panama Papers” c’è anche il nome di Michel Platini. La stella del calcio francese è fra i clienti di Mossack Fonseca, la società con sede a Panama che gestisce conti segreti in società di comodo nei paradisi fiscali. Il quotidiano


Le Monde ha scoperto che il campione dei “Blues” si è appoggiato a Fonseca per amministrare Balney Enterprises Corp, società offshore creata a Panama il 6 dicembre 2007, tuttora attiva e iscritta nei registri del commercio panamense.

 

A tale società è anche intestato un conto presso la banca svizzera Baring Brothers , ribattezzata a gennaio come Eric Sturdza, con sede a Ginevra.
A cosa serve la Balney e perché Platini, 60 anni, ha la procura per questa misteriosa società? Le domande rivolte dal quotidiano all’ex capitano della nazionale francese e presidente sospeso della Uefa sono rimaste senza risposta.

 

BLATTER PLATINI 4BLATTER PLATINI 4

Platini, in privato, ha solo assicurato che i suoi affari «sono assolutamente legali». E al suo portavoce ha fatto precisare come sia «residente in Svizzera dal 2007 e tutti i suoi conti, le sue partecipazioni e i depositi bancari siano conosciuti alle autorità svizzere, per cui non c’è niente da aggiungere» .

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