giuseppe conte angela merkel

IL FONDO DEL BARILE – NESSUN GIORNALE NE PARLA, MA STA SUCCEDENDO UN CASINO PER LA RIFORMA DEL MES, IL NUOVO FONDO SALVA-STATI CHE PREVEDE AIUTI SOLO IN CAMBIO DI CONDIZIONI DURISSIME CHE ESCLUDEREBBERO L’ITALIA, FIRMATO DA CONTE A GIUGNO - VISCO HA PARLATO DI “ENORMI RISCHI” (POI HA PROVATO A RINCULARE) E ANCHE GIAMPAOLO GALLI (ECONOMISTA PD) HA SPIEGATO CHE UNA RISTRUTTURAZIONE PREVENTIVA SAREBBE “UN COLPO DI PISTOLA A SANGUE FREDDO ALLA TEMPIA DEI RISPARMIATORI” - LO SCOOP DI "REUTERS", GLI ATTACCHI DI BORGHI, BAGNAI E SALVINI CONTRO IL PREMIER: “ALTO TRADIMENTO"

 

 

 

 

1 – ECCO COME E PERCHÉ DIVAMPANO LE POLEMICHE SUL MES (MECCANISMO EUROPEO DI STABILITÀ)

Manola Piras per www.startmag.it

meccanismo europeo di stabilita' 2

 

Lievitano dibattito e polemiche sulla riforma del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, che dovrebbe veder la luce entro il prossimo mese di dicembre.

 

In questi giorni si registrano le preoccupazioni della Banca d’Italia che hanno innescato la reazione della Lega, da tempo sulle barricate e che già durante il governo Conte 1 – di cui faceva parte – ha presentato un’interrogazione all’allora ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. In tutto questo si apre un ulteriore dibattito fra giornalisti e analisti sull’attenzione prestata al tema dalla stampa nazionale accusata- in alcuni casi – di edulcorare la pillola.

GIUSEPPE CONTE E GIOVANNI TRIA

 

COS’E’ IL MES

Nato nel 2012 per sostituire i preesistenti Fondo europeo di stabilità finanziaria e Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria, il Mes (o Esm, secondo l’acronimo inglese) vuole essere una sorta di Fondo monetario europeo per sostenere i membri dell’area euro in difficoltà cui si offre un programma di aiuti in cambio di riforme strutturali.

 

IL DIBATTITO SULLA RIFORMA DEL MES

goofy 7 alberto bagnai claudio borghi

La riforma del Mes desta allarme per il nostro Paese perché prevede che il supporto finanziario sia attivato in caso di turbolenze sui mercati del debito pubblico ma qualora ricorrano alcune condizioni: non trovarsi in procedura d’infrazione, avere da due anni un deficit sotto il 3% e un debito pubblico sotto al 60%. Dunque, l’Italia sarebbe esclusa dal supporto cui potrebbe accedere – in seconda battuta – solo se accettasse una ristrutturazione del debito.

 

L’INTERROGAZIONE DEL CARROCCIO E LE PAROLE DELL’EX MINISTRO TRIA

Già lo scorso giugno Claudio Borghi e altri deputati leghisti hanno presentato un’interrogazione al titolare di via XX Settembre sull’iter della riforma e lo stesso Tria, durante il suo intervento all’assemblea dell’Abi, a luglio, aveva affermato che la trasformazione del Meccanismo di stabilità in un fondo monetario europeo con compiti di sorveglianza fiscale può comportare “possibili ripercussioni negative sui mercati internazionali”.

 

COS’HA DETTO IL GOVERNATORE VISCO SULLA RIFORMA DEL MES

meccanismo europeo di stabilita' 3

Sulla questione il 15 novembre è intervenuto il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, secondo cui la riforma del Mes deve essere gestita attentamente perché potenzialmente comporta “rischi enormi” . Parlando al seminario congiunto Official Monetary and financial institutions forum OMFIF-Banca d’Italia, il numero uno di Palazzo Koch ha spiegato che “i piccoli e incerti benefici di una ristrutturazione del debito devono essere ponderati rispetto all’enorme rischio che il mero annuncio di una sua introduzione possa innescare una spirale perversa di aspettative di default”. Inoltre, secondo Visco, “dovremmo tutti tenere a mente le terribili conseguenze dell’annuncio del coinvolgimento del settore privato nella risoluzione della crisi greca dopo il vertice di Deauville a fine 2010”.

giuseppe conte angela merkel 2

 

IL TWEET DI JONES (REUTERS)

Parole chiare che però hanno forse innescato qualche ripensamento a Via Nazionale. O almeno così pare leggendo il tweet del corrispondente Reuters da Roma, Gavin Jones: “Comunque Bankitalia abbastanza schizofrenica. Come se avesse paura delle proprie parole. Noi facciamo pezzo sul ‘huge risk’ e i vari avvertimenti e proposte. Arriva chiamata in redazione da Bankitalia chiedendoci di ammorbidirlo un po’”.

 

L’AUDIZIONE DI GALLI E IL COMMENTO DI BORGHI E BAGNAI

Da registrare, la scorsa settimana, pure l’audizione in commissioni riunite Bilancio e Politiche Ue di Montecitorio di Giampaolo Galli, ex capo economista ed ex direttore generale di Confindustria ed ex deputato Pd, oggi docente alla Luiss. Per Galli, la riforma Mes – tra l’altro – è un “pericolo per l’Italia e per gli italiani”.

giampaolo galli tra letta e bersani

 

Parole che hanno suscitato la reazione di Borghi e dell’economista Alberto Bagnai, senatore della Lega: “E’ impressionante sentire queste parole da un osservatore esterno e non sospettabile di antieuropeismo. Il professor Galli ha inoltre dichiarato a chiare lettere che una ristrutturazione del debito, implicita nei nuovi meccanismi del fondo, ‘sarebbe un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in applicato a milioni di risparmiatori”, hanno scritto Bagnai e Borghi in una nota.

 

borghi salvini bagnai

Ricorda poi il parlamentare del Carroccio: “Abbiamo sempre denunciato il sospetto segreto con cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e l’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria, hanno condotto le trattative senza mai informare il Parlamento, pur essendone obbligati per legge. La loro reticenza ci aveva indotto persino ad interrogazioni parlamentari addirittura quando eravamo parte della stessa maggioranza”.

 

A Borghi, ha replicato Galli su Facebook: “La campagna #stopMES è una sciocchezza demagogica. Il MES, pur con limiti, è un’istituzione preziosa, uno strumento di solidarietà dei paesi più solidi (Germania) nei confronti di quelli più esposti alle crisi, Italia in primis. Ecco perché”.

 

LE CRITICHE DI BARRA CARACCIOLO ALLA RIFORMA DEL MES

LUCIANO BARRA CARACCIOLO

Una condanna della riforma arriva anche da Luciano Barra Caracciolo, magistrato ed ex sottosegretario agli Affari europei con Paolo Savona ministro nel governo M5s-Lega, come sottolineato su Twitter  dall’analista Giuseppe Liturri: “Magistrale ricostruzione di @LucianoBarraCar della catena causale e temporale che ha portato ad una bozza di Trattato che #Bankitalia stessa definisce fonte di ’rischi enormi’ per l’Italia. Una stampa degna di questo nome dovrebbe parlarne per settimane”.

 

In un lungo e articolato intervento sul suo blog Orizzonte48.com Barra Caracciolo evidenzia: “La riforma Esm impone una scelta, obbligata e senza alternative, tra ristrutturazione del debito pubblico o definitiva ristrutturazione sociale italiana, cioè uno sconvolgimento ordinamentale e dunque costituzionale, – o meglio la sua brusca e intollerabile accelerazione, che è totalmente non voluta dal popolo sovrano”. “Quando finiremo di pagare per i problemi delle intenzionali pecche istituzionali dell’eurozona?”, si domanda l’ex sottosegretario.

 

Inoltre, la preoccupazione di Barra Caracciolo è che si determini “un effetto di sbilanciamento sull’Esecutivo di decisioni che non solo sfuggiranno sempre più all’autonoma deliberazione parlamentare e alla indipendenza di giudizio degli organi costituzionali di garanzia, ma che sono assunte, in modo crescente e divorante, in sede sovranazionale, e quindi al di fuori del circuito di deliberazione dell’indirizzo elettorale, democratico e costituzionale”.

 

LA POCA ATTENZIONE DELLA STAMPA AL PROBLEMA SECONDO BORGHI

Alberto Bagnai Claudio Borghi

Il leghista Borghi in questi giorni ha anche evidenziato la scarsa attenzione al problema da parte della stampa nostrana. Ha scritto su Twitter: “Io veramente non ho parole. Guardate che tipo di forze sono in atto e la manipolazione sfacciata. A sinistra l‘agenzia con le dichiarazioni di Visco sul Mes, a destra il titolo dell’UNICO giornale che ne parla a parte @LaVeritaWeb. Incredibile, i RISCHI ENORMI diventano BENE”. Il riferimento è al titolo dell’articolo che il Sole 24 Ore ha dedicato alle parole di Visco: “Bene la riforma dell’Esm, ma serve un safe asset europeo”.

 

stefano fassina

Critiche raccolte da Stefano Fassina, sempre su Twitter, che però più che della stampa si preoccupa degli effetti della riforma. Dopo aver ringraziato Borghi, il parlamentare di Leu ed ex viceministro Pd all’Economia ha colto l’occasione per lanciare una proposta: “In Parlamento dobbiamo dare mandato a @GiuseppeConteIT di non firmare revisione #Esm” perché “è non solo conflitto tra Stati, ma conflitto di classe: gli interessi delle nostre imprese esportatrici sono allineati a quelli delle imprese esportatrici tedesche”.

giampaolo galli 2

 

In effetti sulla stampa nazionale l’argomento non sembra trovare grande spazio, nonostante l’intervento del governatore della Banca d’Italia. Le critiche di Borghi al giornale di Viale dell’Astronomia, però, ieri hanno trovato l’eco che non ti aspetti: un articolo del Fatto quotidiano dal titolo “Le paure di Visco e l’ottimismo del Sole, giornale della vie en rose”. Eloquente l’incipit: “L’ottimismo, si sa, è il sale della vita e quale giornale, se non Il Sole 24 Ore, è più adatto a vivere la vie en rose o almeno en saumon? Prendiamo il discorso di Ignazio Visco di cui il giornale della Confindustria dà conto ieri”.

 

meccanismo europeo di stabilita'

2 – SALVINI: CONTE HA MODIFICATO MES DI NASCOSTO? ALTO TRADIMENTO, IN GALERA

Roma, 18 nov. (LaPresse) - "Pare che, nei mesi scorsi, Conte o qualcuno abbia firmato di notte e di nascosto un accordo in Europa per cambiare il Mes, ossia l'autorizzazione a piallare il risparmio degli italiani. Non lo lasceremo passare. Sarebbe alto tradimento, se qualcuno senza interpellare Parlamento avesse trasformato il fondo salva stati in un fondo ammazza stati. #StopMes è primo su Twitter. Se qualcuno ci infilerà in questa gabbia, i titoli italiani varranno in prospettiva men che zero. Rischia di essere un crimine nei confronti dei lavoratori e dei risparmiatori italiani. Si ponga rimedio adesso, prima che sia tardi o sarà alto tradimento. E per i traditori il posto giusto è la galera. Ogni giorno chiederemo al signor conte, ex avvocato del popolo, attuale avvocato di se stesso, se lui qualcuno del suo governo ha messo la testa degli italiani". Così su Facebook il leader della Lega, Matteo Salvini.

stefano fassina antonio maria rinaldi

 

3 – UE, LEGA: RIFORMA MES ENORME RISCHIO PER ITALIA

giampaolo galli

Roma, 14 nov. (LaPresse) - Accogliamo con sconcerto le parole del prof. Giampaolo Galli che ritiene la riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) un "pericolo per l'Italia e gli italiani". Eravamo a conoscenza del rischio insito nella riforma, ma è impressionante sentire queste parole da un osservatore esterno e non sospettabile di antieuropeismo. il Professor Galli ha inoltre dichiarato a chiare lettere che una ristrutturazione del debito, implicita nei nuovi meccanismi del fondo, "sarebbe un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in applicato a milioni di risparmiatori". Abbiamo sempre denunciato il sospetto segreto con cui il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e l'ex ministro dell'Economia Giovanni Tria, hanno condotto le trattative senza mai informare il Parlamento, pur essendone obbligati per legge. La loro reticenza ci aveva indotto persino ad interrogazioni parlamentari addirittura quando eravamo parte della stessa maggioranza. Anche il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, ha rivelato che la riforma è stata sostanzialmente approvata dai presidenti in giugno. Questo enorme rischio per l'Italia si sta preparando tra le segrete stanze di Bruxelles, senza che il Parlamento, al di là delle nostre interrogazioni e di queste audizioni, abbia mai potuto dire una singola parola in merito. Cosa ha approvato a nostra insaputa il presidente Conte? In cambio di cosa ha dato il suo assenso a questa possibile bomba, che potrebbe azzerare il risparmio di milioni di Italiani? La riforma del MES deve essere bloccata senza se e senza ma, e il presidente deve riferire immediatamente in parlamento". Lo dichiarano in una nota i parlamentari della Lega Claudio Borghi e Alberto Bagnai, in seguito all'audizione sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes) del Prof. Gianpaolo Galli, ex dirigente di Bankitalia e vicedirettore dell'osservatorio sui conti pubblici di Carlo Cottarelli, presso la commissione Bilancio della Camera.

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - DI MAIO - CONTE - SALVINI

 

 

4 – IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITÀ: FUNZIONAMENTO E PROSPETTIVE DI RIFORMA

Estratto da www.giampaologalli.it (audizione presso le Commissioni riunite V e XIV della Camera dei Deputati, 6 novembre 2019)

 

(…)

È evidente che la riforma riguarda in particolare l’Italia che è il paese con lo spread più alto e che non ha creato le condizioni, né dal lato della finanza pubblica né dal lato delle riforme per la crescita, per mettere il debito su un trend discendente in rapporto al Pil. Le organizzazioni internazionali e i mercati hanno smesso di credere alle promesse delle autorità di intervenire, in futuro, per risolvere il problema. Nella previsione base della Commissione Europea il debito aumenterebbe di altri 10 punti di Pil in meno di un decennio; secondo il Fondo Monetario, il debito salirebbe oltre il 160% del Pil nell’arco di un quindicennio. Entrambe queste previsioni sono del luglio scorso.

meccanismo europeo di stabilita' 1

 

(….)

Nel complesso, si può forse dire che la prospettata riforma del MES aiuta la stabilità dei paesi virtuosi dell’eurozona, ma è probabile che renda meno stabili paesi come l’Italia.

 

(…) Il punto che vale la pena sottolineare è che non vi è molta coerenza in chi sostiene che gli aiuti alla Grecia sono in realtà serviti per salvare le banche estere e al tempo stesso rifiuta di considerare uno schema di ristrutturazione preventiva dei debiti sovrani.

 

La nostra opinione su questo punto è che l’idea di una ristrutturazione “early and deep” non avesse senso nella Grecia del 2010 e, a maggior ragione, non abbia senso nell’Italia di oggi. In particolare, occorre considerare che l’Italia ha risparmio di massa e che il 70% del debito è detenuto da operatori residenti, tramite le banche e i fondi di investimento. In queste condizioni, una ristrutturazione sarebbe una calamità immensa, generebbe distruzione di risparmio, fallimenti di banche e imprese, disoccupazione di massa e impoverimento della popolazione senza precedenti nel dopoguerra. 

 

SALVINI CONTE

Nessun governo può prendere una decisone del genere se non nel momento in cui perdesse l’accesso al mercato e non fosse più in grado di pagare stipendi, pensioni, fornitori ecc. Una ristrutturazione preventiva sarebbe un colpo di pistola a sangue freddo alla tempia dei risparmiatori, una sorta di bail-in applicato a milioni di persone che hanno dato fiducia allo Stato comprando titoli del debito pubblico. Sarebbe un evento di gran lunga peggiore di ciò l’Italia ha vissuto negli ultimi anni a causa dei fallimenti di alcune banche[9].

 

giuseppe conte angela merkel 1

Anche per questo motivo, azioni o parole che possano ingenerare il timore di una ristrutturazione o, peggio, di un default, vanno considerati come un pericolo per l’Italia e per gli italiani. Per questo motivo ci preoccupano le proposte di revisione del Trattato istitutivo del MES.

 

 (…)

 

Conclusioni

matteo salvini bacia il rosario mentre parla giuseppe conte 2

Il MES è un’istituzione molto utile che deve continuare ad avere il pieno sostegno dell’Italia. Le proposte di riforma che sono state formulate dall’Eurogruppo dello scorso giugno presentano aspetti positivi, ma anche alcune delle criticità per un paese come l’Italia. In particolare, preoccupa l’idea che, in certe circostanze, la ristrutturazione del debito pubblico possa diventare una precondizione per avere accesso alle risorse del MES. Occorre rafforzare il ruolo della Commissione rispetto al MES, evitare che le CAC “single limb” – i cui dettagli tecnici non sono ancora stati resi noti – facilitino eccessivamente la ristrutturazione del debito, sottolineare con forza che la ristrutturazione del debito pubblico non può essere decisa sulla base di valutazioni meccaniche e  va valutata con grande attenzione, con il pieno coinvolgimento delle autorità nazionali,  perché rischia di aggravare la condizione economica e sociale di una nazione, nonché di avere effetti di contagio molto negativi sull’intera eurozona.

giampaolo galli tra letta e bersanigiampaolo galli in audizione

Ultimi Dagoreport

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…