elly schlein giorgia meloni mps

IL DILEMMA DEL PD: COME SALVARE IL RICCO BACINO ELETTORALE DI SIENA DAL RIPOSIZIONAMENTO PRO-MPS DI MELONI & SALVINI? – I DEM SI DIVIDONO SUL RISIKO BANCARIO: DAL TERRITORIO TOSCANO PLAUDONO AL NO DI MELONI ALLO SPEZZATINO, MA I VERTICI SMENTISCONO UN ASSE CON LA PREMIER – FRANCESCO BOCCIA: “IL GOVERNO SMETTA DI COMPORTARSI COME UN GIOCATORE NEL RISIKO BANCARIO E CHIARISCA QUALE INTERESSE NAZIONALE STA TUTELANDO” – IL RESPONSABILE ECONOMICO DEL PD, ANTONIO MISIANI: “NON ABBIAMO LA MINIMA INTENZIONE DI ANDARE A BRACCETTO CON GIORGIA MELONI. IL PD È ATTENTO AL TERRITORIO, LA PREMIER VUOLE FARE IL BANCHIERE D’AFFARI. NOI A DIFFERENZA DELLA DESTRA NON FACCIAMO IL TIFO PER NESSUNO. È IL MERCATO CHE GIUDICHERÀ QUAL È LA PROPOSTA PIÙ SOLIDA E CONVINCENTE. È MELONI CHE HA SCAMBIATO PIAZZA AFFARI PER UNO STADIO...”

BANCHE: BOCCIA (PD), 'GOVERNO GIOCATORE NEL RISIKO BANCARIO, CHIARISCA QUALE INTERESSE NAZIONALE STA TUTELANDO'

francesco boccia ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSE

(Adnkronos) - ''Gli sviluppi di queste ore rendono ancora più urgente una domanda che poniamo da tempo: qual è la strategia del Governo sul futuro del sistema bancario e assicurativo italiano?

 

Meloni e Salvini hanno sostenuto che bisognasse impedire l'intervento su Mps. Ora il Governo deve spiegare se, per evitare uno scenario, non si rischi di produrne un altro: lo smembramento di Banco Bpm, con la cessione di una parte delle sue attività e il conseguente rafforzamento di Crédit Agricole nel sistema bancario italiano.

 

E deve chiarire quali conseguenze tutto questo potrebbe avere sugli equilibri di Generali, a partire dalla partecipazione strategica oggi riconducibile a MPS attraverso Mediobanca.

 

Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti

Noi non parteggiamo per una banca contro un'altra. E non lo faremo mai perché non spetta alla politica decidere chi debba comprare chi. Vale anche qui una regola fondamentale dello Stato di diritto: il Governo governa, il mercato opera e le Autorità indipendenti esercitano le proprie funzioni senza condizionamenti o invasioni di campo della politica.

 

Una distinzione che questo esecutivo ha dimenticato. Proprio per questo deve smettere di comportarsi come un giocatore nel risiko bancario e tornare a svolgere il proprio ruolo: garantire regole trasparenti, concorrenza e tutela dell'interesse nazionale". Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.

 

Lovaglio

"Perché qui non sono in gioco soltanto operazioni finanziarie. Sono in gioco migliaia di lavoratori e le loro famiglie, il risparmio degli italiani e la permanenza nel nostro Paese di centri decisionali strategici per il credito e le assicurazioni. L'articolo 47 della Costituzione affida alla Repubblica la tutela del risparmio.

 

Questa tutela non può cambiare a seconda dell'operazione o dei protagonisti in campo. Il Governo faccia chiarezza e dica finalmente quale strategia sta perseguendo e quale interesse nazionale intende tutelare.'' "Noi non parteggiamo per una banca contro un'altra - prosegue Boccia -. E non lo faremo mai perché non spetta alla politica decidere chi debba comprare chi.

 

francesco boccia bernabo bocca arianna meloni ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSE

Vale anche qui una regola fondamentale dello Stato di diritto: il Governo governa, il mercato opera e le Autorità indipendenti esercitano le proprie funzioni senza condizionamenti o invasioni di campo della politica. Una distinzione che questo esecutivo ha dimenticato.

 

Proprio per questo deve smettere di comportarsi come un giocatore nel risiko bancario e tornare a svolgere il proprio ruolo: garantire regole trasparenti, concorrenza e tutela dell'interesse nazionale. Perché qui non sono in gioco soltanto operazioni finanziarie.

 

Sono in gioco migliaia di lavoratori e le loro famiglie, il risparmio degli italiani e la permanenza nel nostro Paese di centri decisionali strategici per il credito e le assicurazioni. L'articolo 47 della Costituzione affida alla Repubblica la tutela del risparmio. Questa tutela non può cambiare a seconda dell'operazione o dei protagonisti in campo. Il Governo faccia chiarezza e dica finalmente quale strategia sta perseguendo e quale interesse nazionale intende tutelare", conclude.

 

IL SUPPORTO DI FDI E LEGA A SIENA MA IL RISIKO DEL CREDITO DIVIDE I DEM

Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per il “Corriere della Sera”

 

luigi lovaglio - carlo messina

[...] poi c’è il Pd [...]: esistono in questa faccenda due livelli. I dem toscani plaudono all’iniziativa di Mps e dunque al coraggio della premier di schierarsi, fanno sapere. Il segretario regionale Emiliano Fassi ricorda che «Meloni ha detto di auspicare che Mps non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria identità. E questa è anche la nostra posizione».

 

Dunque il Pd toscano svela di accogliere «con interesse le parole della premier» anche se aspetta di vedere «in cosa si concretizzeranno».

 

antonio misiani walter veltroni elly schlein

C’è dunque «il patto del Monte» tra Palazzo Chigi e il Nazareno (che significherebbe, nel nome di Siena, sacrificare le ambizioni di Unipol)? Antonio Misiani, responsabile economico del partito di Elly Schlein prende le distanze da questa ricostruzione. E al Corriere spiega: «Noi non facciamo il tifo per questa o quella operazione.

 

Ci auguriamo che lo stesso faccia il governo. Finora sul risiko Meloni e Giorgetti hanno giocato a fare i piccoli banchieri combinando un disastro dopo l’altro. Speriamo che stavolta rimangano arbitri e non giocatori».

 

LA MAPPA DELLE PARTECIPAZIONI

Al Nazareno, anche se non lo possono dire, sono convinti che alla fine passerà il progetto di Intesa, sperando che tenga conto di una serie di aggiustamenti legati alla territorialità di Mps.

 

È davvero così, Misiani? «La politica deve occuparsi del sistema nel suo complesso: il consolidamento del comparto deve andare di pari passo con la garanzia di una reale concorrenza nel mercato, di livelli di credito adeguati e di attenzione alle istanze dei territori interessati. Seguiremo l’evoluzione della situazione con queste chiavi di lettura». [...]

 

RISIKO BANCARIO, MISIANI (PD): “NOI ATTENTI AL TERRITORIO, LA PREMIER VUOLE FARE IL BANCHIERE”

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per “la Repubblica”

 

antonio misiani foto di bacco (1)

Non abbiamo la minima intenzione di andare a braccetto con Giorgia Meloni. Il Pd è attento al territorio, la premier vuole fare il banchiere d’affari. C’è una bella differenza». Antonio Misiani, responsabile economico dei dem, rigetta l’idea di un asse con l’esecutivo contro l’offerta di Intesa e Unipol su Mps.

 

Però dite le stesse cose: no allo spezzatino del Monte e alla cancellazione di “Siena” dal nome della banca. Dove è la differenza?

«Noi non abbiamo alcun pregiudizio nei confronti dell’operazione di Intesa e Unipol. Chiediamo però di dare attenzione alle istanze dei territori: si può arrivare al risultato attraverso il dialogo. Il governo, invece, persegue finalità diverse».

 

È una questione di gradazione?

«La forma è sostanza. Un conto è lavorare, ragionando e sedendosi al tavolo con tutti gli attori coinvolti. Un altro è cercare di indirizzare le dinamiche di mercato verso obiettivi di potere».

 

luigi lovaglio

Il Pd per chi tifa?

«Noi a differenza della destra non facciamo il tifo per nessuno. È il mercato che giudicherà qual è la proposta più solida e convincente. È Meloni che ha scambiato Piazza Affari per uno stadio. Ora ha fretta di recuperare perché si è accorta che qualcosa non va».

 

[...] Fino a che punto la politica può entrare nelle dinamiche nel mercato?

«La politica deve fissare le regole e tutelare l’interesse del Paese, che è quello di avere un sistema bancario e assicurativo solido, concorrenziale e in grado di servire efficacemente le famiglie e le imprese.

 

Negli ultimi dieci anni le banche sono diventate molto più profittevoli, ma il credito alle piccole e medie imprese è crollato di oltre il 40%. Il governo dovrebbe occuparsi di questo invece di entrare a gamba tesa nel risiko».

 

A cosa si riferisce?

CARLO MESSINA CARLO CIMBRI

«Sulle banche il governo Meloni ha fatto disastri. In nome del sovranismo ha ostacolato l’offerta di Unicredit per Banco Bpm, consegnando così la banca ai francesi di Crédit Agricole. Per non parlare dei favori fatti ad alcuni attori: cambiando le regole del Tuf, a iniziare da quella sulla lista del cda, ha danneggiato la credibilità del Paese».

 

[...] Il beneficiario dello spezzatino è Unipol, a cui andrebbero la metà degli sportelli di Mps. Dire no allo spezzatino non è una sconfessione di quel mondo cooperativo che è sempre stato un riferimento per la sinistra?

«Noi non sconfessiamo nessuno. Crediamo nella reciproca autonomia della politica rispetto alla finanza. Cimbri fa il suo mestiere, noi il nostro».

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